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Si avvicina l’estate nel paese del sole. Che però non usa il solare termico

Italia paese del sole? Sì, eppure ce lo dimentichiamo quando si tratta di utilizzare le potenzialità maggiori di questo sole, tra cui l’energia solare termica per la produzione di acqua calda. Scelta di una miopia assoluta.

L’Italia ha ovunque strutture turistiche che sono utilizzate soprattutto nei periodi primaverili ed estivi. Inoltre abbiamo oltre 7500 chilometri di coste che sono disseminate di stabilimenti e strutture balneari di ogni tipo. E come se non bastasse, a tutto questo vanno aggiunte le seconde, terze e quarte case che sono utilizzate come case di vacanza e ovviamente vengono abitate o affittate soprattutto l’estate.

Come riscaldano l’acqua calda sanitaria (cioè quella che non serve per il riscaldamento) queste strutture e abitazioni che vedono un utilizzo altissimo proprio nei mesi più caldi? Poche con il solare termico e per il resto con gas, elettricità e gasolio. Se c’è un modo razionale, economico ed ecologico di riscaldare l’acqua in estate è proprio il solare termico, eppure nonostante gli innegabili vantaggi, non si utilizza questa tecnologia semplice e versatile. Quindi si assiste al paradosso in cui con un sole che spacca le pietre, milioni di utenze scaldano l’acqua senza utilizzare quel sole. Pensate anche solo a tutti gli stabilimenti balneari che con semplicissimi modelli solari ad accumulo, che hanno costi contenuti, potrebbero utilizzare l’acqua calda, ripagarsi il proprio investimento in poco tempo e poi continuare a guadagnare. Modelli solari ad accumulo integrato che, dopo l’estate, per il periodo di non utilizzo possono facilmente essere svuotati e preparati per essere nuovamente riutilizzati per la stagione successiva. Niente di più semplice, economico e a favore dell’ambiente. Invece no, per farsi delle normali docce in estate si usa addirittura elettricità prodotta da chissà quale centrale inquinante che fa una strada lunghissima per arrivare fino a noi. Un tempo per commentare questa condotta insensata si diceva che si utilizzava la motosega per tagliare il burro. Per non parlare poi delle strutture turistiche, dove l’acqua calda utilizzata nelle cucine, nei bagni, nelle lavatrici, nelle lavastoviglie potrebbe essere tutta alimentata dal solare senza eccessivi problemi tecnici e con costi che, considerato il largo uso, si ripagano in tempi non lunghi. Persino la tanto vituperata e povera Grecia ci surclassa nella diffusione del solare termico, per non parlare della Germania e dell’Austria, molto avanti a noi e che non si possono certo annoverare fra i paesi baciati dal sole.

I vantaggi dell’uso del solare non finiscono qui, perché si potrebbe dare lavoro a moltissime persone per realizzare e installare queste tecnologie. Inoltre, si potrebbero formare consulenti energetici per consigliare questo tipo di interventi e anche indicare come ridurre i consumi di acqua in strutture ricettive che hanno normalmente sprechi molto alti. Le stesse amministrazioni pubbliche potrebbero fornire questo servizio di consulenza a queste strutture che a loro volta potrebbero, mettendosi assieme, supportare finanziariamente questo servizio che andrebbe a loro vantaggio. Ancora più interessante sarebbe poi produrre queste tecnologie, magari creando una filiera italiana. Non sarebbe infatti meglio chiudere le industrie inquinanti che favoriscono l’aumento del cancro e fare invece lavorare le persone in questi altri settori? Le case automobilistiche e molte industrie in crisi hanno tutte le tecnologie e le capacità tecniche per costruire questi sistemi. Se si volesse, si potrebbe iniziare da domani mattina.

Il fatto che non si usi il solare termico nel Paese del sole è uno di quei misteri assurdi e inspiegabili, tipici dell’Italia, paese che nel mondo è indiscusso campione di contraddizioni e sprechi. Speriamo che un giorno non molto lontano prevalga l’intelligenza e si scopra l’acqua calda, nel vero senso della parola.

Sorgente: Si avvicina l’estate nel paese del sole. Che però non usa il solare termico

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