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Ostia, la centaura morta e la disperazione degli amici

Ostia, la centaura morta
e la disperazione degli amici
«Elena in moto non correva»
Nel prossimo ottobre Elena Aubry avrebbe compiuto 26 anni. Abitava con la famiglia a Monteverde. Studiava e lavorava all’università Roma Tre
di Valeria Costantini, Rinaldo Frignani

La madre l’hanno rintracciata all’ora di pranzo in un ristorante a Ostia. Ed è stato uno choc. La figlia Elena ce l’aveva accompagnata nella prima mattinata, ma poi era subito tornata indietro, verso Roma. «Una ragazza responsabile, mai avrebbe corso in moto, anche se era appassionata delle due ruote», racconta chi la conosceva. Nel prossimo ottobre Elena Aubry avrebbe compiuto 26 anni. Abitava con la famiglia a Monteverde. Dopo essersi diplomata al liceo scientifico «Hegel», all’Aurelio, la giovane si era messa subito a lavorare e a studiare all’università Roma Tre.

Fra gli ultimi impegni il back office del Marriott Hotel Flora di via Veneto. Ma la ventenne morta ieri mattina sull’Ostiense forse per colpa dell’asfalto sconnesso aveva anche a cuore la natura: mesi fa aveva partecipato a una raccolta di firme per il recupero di Villa Pamphili. Due fratelli, moltissimi amici, e colleghi di lavoro. Una passione anche per il disegno (il suo profilo Facebook è pieno di ritratti e composizioni) e la fotografia.

Quella di ieri per Elena doveva essere una domenica da trascorrere al mare, secondo una prima ricostruzione dei vigili urbani – che si sono recati prima nella sua abitazione e poi a Ostia per avvertire i parenti di quello che era accaduto solo a pochi chilometri da loro -, che hanno sentito la madre e altri familiari. Purtroppo non ci sarebbero molti testimoni dell’incidente avvenuto all’altezza del Cineland. Forse un paio di persone hanno notato qualcosa e sarebbero state ascoltate dalla Municipale ma non è chiaro cosa abbiano visto. Oltre all’asfalto pieno di radici, che potrebbero aver contribuito a far perdere ad Elena il controllo della moto, c’è l’ipotesi del coinvolgimento di altri veicoli in un tratto di strada stretto, molto trafficato, considerato pericoloso da chi abita a Ostia, e non solo per i continui avvallamenti. «Chi conosce questa strada sa che qui non si può correre, nemmeno in macchina, perché è troppo rischioso», spiegano i residenti della zona. Difficile pensare che la ventenne, considerata esperta in sella alla sua Honda Hornet, abbia aperto il gas proprio in uno dei punti più brutti dell’Ostiense.

 

Sorgente: Corriere della Sera

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