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[MESSINA] Oltre il Primo Maggio a Napoli, verso nuovi focolai rivoluzionari meridionali

Anche il Fronte Popolare Autorganizzato – S.I. Cobas Messina è stato presente alle iniziative di lotta anticapitalista ed internazionalista che si sono svolta a Napoli il Primo Maggio.Lavoratori, diverse realtà di movimento insieme ai comitati dei disoccupati, hanno praticato azioni decisive per lo sviluppo di prospettive di lotta rivoluzionaria nel nostro Meridione, in cui disoccupazione e condizioni di lavoro disumane sono fenomeni all’ordine del giorno.Il blocco simbolico dei treni alla Stazione Centrale in solidarietà ai Ferrovieri Francesi, ha manifestato il fermo rifiuto di sottostare a un sistema assassino che tratta il proletariato come manovalanza da spremere, usa e getta, e che presenta il lavoro sfruttato o peggio non retribuito come un’occasione rara da prendere o lasciare, in cui addirittura bisognerebbe ringraziare il proprio datore per l’opportunità lavorativa offerta, a prescindere dall’esistenza di condizioni schiaviste.Il corteo per le vie del quartiere di Vasto, quartiere ricco di proletari migranti (un’ulteriore riserva di manodopera sfruttabile e ricattabile e bersaglio di politiche razziste che trasformano l’immigrato nella causa di tutti i mali del paese e bloccano ogni tentativo di rovesciamento dello status quo attraverso una costante guerra tra poveri), indica come l’unione delle lotte tra lavoratori e disoccupati, autoctoni e stranieri possa essere l’unica pratica possibile per la costruzione di un Fronte Anticapitalista e Internazionalista Rivoluzionario. In una realtà come quella messinese in cui il settore dell’edilizia è stato maggiormente colpito dagli effetti delle politiche neoliberiste a causa delle quali molti lavoratori sono rimasti a casa a patire miseria, basterebbe avviare politiche tali da investire maggiormente sulla manutenzione e la messa in sicurezza, e la riqualificazione antisismica dell’esistente (scuole, alloggi abitativi, ospedali, università) non solo al fine di contrastare la cementificazione del territorio, l’abuso edilizio dei soliti noti palazzinari massoni, ma soprattutto per garantire lavoro salariato e costruire cooperative autogestite da lavoratori dell’edilizia attualmente disoccupati.Inoltre, consapevoli del fatto che nei nostri territori il ricorso a politiche clientelari e assistenzialiste da parte di servizi sociali, blocchi partitici tradizionali, sindacati confederali sempre più assuefatti a simili logiche, sia l’unica comune prassi utilizzata per contrastare la disoccupazione e allo stesso tempo sia volta a ricattare qualsiasi soggetto che non voglia subire ma ribellarsi alla favoletta della crisi.Riteniamo fortemente necessario, sulla scia dell’esperienza napoletana, lavorare per lo sviluppo di un forte Movimento Autorganizzato di lavoratori e di disoccupati, che si autodetermina e rifiuta le derive sopra descritte, creando un percorso alternativo di dignità e riscatto, in una fase di transizione al lavoro garantito e salariato, attraverso la costituzione di Cooperative autogestite o la creazione di reti equo e solidali a Km0 nei mercati rionali, orti sociali e autoproduzione e forme di autoreddito, certamente non prive di contraddizioni, ma che attraverso le quali i disoccupati possano finalmente sperimentare attivamente valide alternative di autorganizzazione. Che scintille di focolai rivoluzionari possano brillare nel nostro devastato Meridione!

Sorgente: [MESSINA] Oltre il Primo Maggio a Napoli, verso nuovi focolai rivoluzionari meridionali

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