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LEGA E M5S: UN SUICIDIO PER DUE – ALGANEWS

DI LUCIO GIORDANO

Una grande presa per il culo. Senza mezzi termini è quello che devono aver pensato molti degli elettori di sinistra che il 4 marzo hanno votato M5s. Perchè, posto che il governo lega – 5 stelle nasca per davvero e resista per più di qualche mese, chiunque sia fuggito dal Pd renziano(troppo di destra), per votare il movimento fondato da Grillo, non può certo essere contento dell’accordo con Salvini. Sì, quel Salvini che fa politica nella lega nord dal 1990 e che ha dimostrato in tutti i modi di essere un politico di estrema destra.

Cinico con i migranti, pronto alla ruspa con i rom, amico della Le pen, di Orban e delle loro politiche chiaramente fasciste, forte con i deboli, debole con i forti, artefice di una campagna elettorale d’odio sociale che ha fatto rabbrividere tutte le persone perbene del nostro Paese: questo è il segretario della Lega nord. Cosa c’entra quindi lui con la nutrita base di sinistra del Movimento 5 stelle? Niente. E però in quel settanta per cento di voti dei delusi del Pd ci sarà magari qualcuno che considera la Lega nord un partito nuovo, popolare. Stiamo scherzando? Quello di Via Bellerio è il partito più vecchio , e non solo di nascita, dell’intero arco costituzionale: trent’anni in cui il Carroccio è stato sempre e comunque al fianco di Silvio Berlusconi, ha difeso e difende gli imprenditori del nord proponendo la flat tax ( con quali soldi, sarebbe bello saperlo), ha accolto i migranti negli anni delle vacche grasse, salvo poi schifarli per qualche voto in più, per consentire ai padroncini del nord-est di abbattere i salari degli operai. Italiani. Ma soprattutto la Lega nord è esattamente l’estremo tentativo dei poteri forti in profonda crisi, banche e finanza internazionale, di difendere i propri interessi come ai tempi del nazifascismo, non fidandosi più della ‘ sinistra’ liberista che per qualche anno è stato l’esecutore delle politiche da squalo di chi comanda per davvero nel mondo.

Dunque, questo è il quadro della situazione per i 5 stelle. In pratica, un suicidio politico annunciato. Quando, presto, si tornerà al voto, quel settanta per cento di elettori pentastellati, cosa farà? Tornerà a sinistra o si asterrà? Già, perchè l’elettorato è sempre più liquido, Il 33 per cento può diventare in pochi mesi il 16, il 40 per cento, il 19, come dimostrato in tre anni dal Pd renziano. Ma anche la Lega nord, con questo accordo, tra poli per alcuni versi agli antipodi, si predispone al suicidio politico. Poche storie: Berlusconi si sarà anche fatto di lato, ma le sue reazioni sono da moglie acida, tradita. Pronta a vendicarsi. Separata in casa. E con la potenza di fuoco delle sue tv ci vuole poco, al primo piccolo sgarbo, per mostrare, come con il giudice Raimondo Mesiano, i calzini celesti del Matteino del Pranzo è servito. Citofonare Dino Buffo, per conferma.

L’ex cavaliere, insomma, con la sua mossa ha voluto preservare solo gli accordi nelle giunte locali del nord Italia e preservare le sue aziende. Del resto anche Licia Ronzulli, di Forza Italia, proprio oggi ha voluto sottolineare che, nel caso, Silvio si terrà le mani libere. E quindi potrebbe fare opposizione dura con un governo che avrebbe numeri ballerini soprattutto al senato. Perchè mettiamo che Di Maio rispolverasse i temi da campagna elettorale, quelli per i quali in molti lo hanno votato: legge sul conflitto d’interessi , reddito di cittadinanza, lotta alla grande evasione, magari anche una patrimoniale: statene certi, la reazione dell’ex premier sarebbe violenta. Insomma, Salvini gioca con il fuoco e rischia molto seriamente di bruciarsi per sempre.

Il paradosso è che proprio Forza Italia ha tutto da guadagnare da questo governo, nel caso fosse facilmente constatata l’ inadeguatezza e l’inesperienza di Salvini e DI Maio. Berlusconi ne uscirebbe da leader ringalluzzito. Anche se a remare contro di lui, più che l’incandidabilità,è l’anagrafe. Come tutto da guadagnare avrebbe Renzi, che con la sua tattica furba si è cinicamente messo alla finestra, in attesa di lanciare il suo partito alla Macron. Peccato che per lui , disastro dopo disastro, sia ormai tardi per tutto.

Ci ritroviamo a conti fatti, di fronte ad uno sconquasso, alla fine politica di tre capi politici che Massimo Cacciari su l’Espresso non si fa scrupoli a definire dei nani. Chissà che il Rosatellum non sia stato involontariamente varato proprio per questo. Per distruggere la carriera di Di MAio, Renzi, Salvini, Meloni . E di Berlusconi. Gli ultimi tre, giusto ricordarlo, ci hanno accompagnato ad un quasi default,’ regalandoci’ il governo sanguisuga di Mario Monti. Per tutti loro sarebbe stato dunque più saggio un governo del presidente per varare def , finanziaria. E una nuova legge elettorale: proporziOnale puro, senza listini bloccati e soprattutto senza coalizioni, introducendo alle brutte il ballottaggio tra i due partiti più votati. Poi, al voto, per rilanciare regole e dignità del lavoro, investimenti statali e sanità e scuola pubblica, fino a trent’anni fa le migliori del mondo. Ma evidentemente i magnifici cinque sanno che domani sarebbe un altro giorno. E sul calendario i loro nomi sarebbero già spariti.

Sorgente: LEGA E M5S: UN SUICIDIO PER DUE – ALGANEWS

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