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I Servizi segreti italiani monitorano la minaccia per gli attentati ai Mondiali – La Stampa

Un recente appello del Califfo mette nel mirino la manifestazione

L’ombra dell’Isis si allunga sui Mondiali di calcio che inizieranno il 14 giugno a Mosca. «Uccideteli tutti» è lo slogan del Califfo in un poster con il coltello che squarcia la Coppa del mondo. A diffondere l’immagine è Site, (acronimo di Search for International Terrorist Entities), un istituto che monitora la propaganda online di gruppi jihadisti. L’allarme di un attentato ai Mondiali è seriamente tenuto in conto dalla polizia dell’Antiterrorismo e dall’Aise (i nostri servizi segreti esteri) da tempo impegnati in un’attività di collaborazione con la polizia di prevenzione e l’intelligence russe. Il filo che lega il nostro Paese alla Russia nella lotta ai soldati del Califfo si dipana sostanzialmente sue due fronti.

 

Da un lato, il monitoraggio in Italia di estremisti islamici ceceni, nemici giurati della Russia. Dall’altro, l’insidia del deserto della Libia dove potrebbe essersi arroccata una parte dei 10 mila jihadisti rimasti tra Siria e Iraq, dopo le sconfitte di Mosul e Raqqa. La minaccia jihadista si nasconde, inoltre, anche tra le migliaia di migranti che partono dalle coste libiche. Come dimostra, peraltro, l’arresto la scorsa settimana a Napoli di un gambiano pronto a lanciarsi sulla folla con un’auto. Aveva ricevuto le istruzioni per il giuramento al Califfo proprio dalla Libia, grazie ai contatti avviati mentre si trovava nel campo di Sabratha. La cooperazione italo-russa sulla Libia è dunque quanto mai preziosa.

 

Non a caso, a Mosca, si è recentemente svolto un vertice tra il direttore dell’Aise, Alberto Manenti, e Nikolai Patrushev, alla guida del servizio federale di sicurezza, l’Sfb erede del sovietico Kgb. All’attenzione del nostro Antiterrorismo, diretto da Lamberto Giannini, c’è, inoltre, il controllo costante dei passaggi in Italia di estremisti islamici specializzati in attacchi alla Russia.

 

Un anno fa a Bari venne arrestato un foreign fighter ceceno sospettato di aver fatto parte del commando che nel 2014 assaltò la «Casa della Stampa» di Grozny, provocando la morte di 19 persone. Furono poi espulsi tre suoi contatti, e le indagini su una rete cecena in Italia non si sono mai fermate. Un’allerta ancora più urgente a poco più di un mese dai mondiali, vetrina ideale per la furia omicida dei seguaci dell’Isis. Una minaccia globale che si estende anche alla fase successiva. Non dimentichiamo infatti che l’attentato con il Tir a Nizza, nel luglio 2016, avvenne 4 giorni dopo la finale degli Europei di calcio.

Sorgente: I Servizi segreti italiani monitorano la minaccia per gli attentati ai Mondiali – La Stampa

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