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GIORNATA DI CELEBRAZIONE DEL RICATTO (1 MAGGIO) – Samantha Sam Comizzoli

GIORNATA DI CELEBRAZIONE DEL RICATTO (1 MAGGIO)

Non ha alcuna importanza se nel racconto che segue, io faccia il nome di questo o quell’altro imprenditore, perchè lo schiavista non è più un individuo, ma lo Stato nel quale viviamo.

Come saprete, non riesco a mantenermi facendo la regista…in fondo è noto che da anni si produce solo merda e io la merda non voglio produrla. Quindi, preferisco fare altri lavori, ma essere libera di raccontare sempre la verità e di non avere padroni che spengono o accendono la mia telecamera.
Così, vado anche a pulire i cessi, da anni.
L’ultima esperienza è stata in un hotel a 4 stelle vicino a Bologna.
Il contratto è a chiamata e consiste in questo: 12 stanze da fare da sola in 4 ore (20 minuti a stanza). La maggior parte delle stanze, non sono stanze singole e, come potete immaginare, non bastano 20 minuti. Quindi sfori nei tempi e quello “sforo” non ti viene retribuito. Ma, a peggiorare la situazione è l’aggiunta che sempre in quelle 4 ore (dove già sono messe ai millesimi di secondo le 12 stanze) devi anche prepararti il carrello delle pulizie, rifornire i frigo bar, portar fuori la spazzatura, smistare la lavanderia e ricaricare il carrello delle pulizie prima di terminare…..
Risultato: ti ritrovi a lavorare per ore ed ore a gratis. Arrivi a spaccarti la schiena e le mani, a testa bassa, correndo per tutte quelle ore. Io non mangiavo nemmeno per non perdere tempo. Dalle 9 alle 16 la maggior parte delle giornate (sabato e domenica compresi, anzi, soprattutto). Donne con le mani spaccate, spalle slogate dalla fatica, schiene con ernie.
Volevo scriverci sopra subito quest’articolo, quando scopro che è così in tutta Italia; anzi, in alcuni hotel terminano addirittura alle 21 di sera. Dove ho lavorato io, posso ringraziare una governante “umana” con la quale tutte avevamo un ottimo rapporto. Anche lei, che si spara tutta la giornata lì dentro.
Allora trovo la denuncia pubblica di questa situazione, fatta da cameriere ai piani di Milano, su radiocane, ascoltatele per favore quando arrivate alla fine dell’articolo. http://www.radiocane.info/immondolavoro/
Italiane, africane, moldave, rumene…..tutte donne schiave. Stiamo tutte lì, anche se hai figli, marito, una vita….l’intera giornata a spaccarti la schiena per 24 euro al giorno.
Quando sono arrivata alla fine del mese, ho comunicato che non avrei rinnovato il contratto. Nonostante avessi bisogno di lavorare, ma non accetto il ricatto; e non solo per me. Non accetto di essere partecipe al ricatto di fare schiave queste donne.
Non le giudico per la mancata ribellione; io non ho figli che devono mettere l’apparecchio ai denti o mutui da pagare o la necessità di un contratto a tempo indeterminato per poter affittare una casa. Ho scelto la solitudine per poter lottare, per l’etica; e rispondo per me. Quindi, potendo scegliere, ho scelto; magari ho scelto di non mangiare, ma ho scelto solo per me.
Paragonare questa situazione allo schiavismo è riduttivo, perchè almeno agli schiavi davano la cella per dormire e un pasto. Oggi, invece, dobbiamo pagarceli noi.
Ora, se fra di voi, ci sono lettori che ogni tanto pernottano negli hotel….ricordatevi di quest’articolo e chiedo…almeno, lasciate la mancia in camera, porca miseria. Almeno quello, se non potete fare altro.
Alle mie colleghe di Bologna, dedico questo primo maggio. Sempre con un primo pensiero a Mariarca Terracciano.

Buona festa del lavoro un cazzo!

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