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Famiglia kamikaze fa strage di cristiani in Indonesia. Altro attentato nella notte – La Stampa

Domenica colpite tre chiese: 13 morti e 41 feriti. Padre, madre e 4 figli erano stati in Siria. Attaccato prima dell’alba anche il quartier generale della polizia a Surabaya

ALESSANDRO URSIC
BANGKOK

Quattro kamikaze si sono fatti esplodere nella notte contro il quartier generale della polizia a Surabaya, ferendo almeno dieci persone, tra cui quattro agenti. Secondo quanto riferito dal portavoce della polizia, Frans Barung Mangera, gli attentatori, in motocicletta, sono morti mentre una bimba di 8 anni che era con loro si è salvata ed è stata portata in ospedale. «La loro identità è ancora sotto verifica», afferma Barung Mangera. Già ieri, la città era stata scossa da una serie di esplosioni che hanno preso di mira tre chiese cristiane: almeno 13 i morti, più una quarantina i feriti. Attacchi rivendicati dall’Isis.

 

 

La famiglia Sopriyanto – padre, madre, due fratelli e due sorelle – si è preparata e vestita di tutto punto per andare a Messa ieri mattina. Non per pregare, però: per farsi esplodere in tre diverse chiese cristiane. Il risultato è stato uno dei più gravi attentati terroristici degli ultimi vent’anni in Indonesia, 13 morti e almeno 41 feriti, nonché il primo a coinvolgere una donna e dei bambini kamikaze. E il Paese musulmano più popoloso al mondo deve ora fare i conti con lo spettro di una radicalizzazione islamica ispirata dall’Isis e capace di indottrinare un’intera famiglia.

 

Secondo la polizia, i Sopriyanto erano tra i circa mille militanti indonesiani reduci dalla Siria, dove hanno vissuto nell’area una volta controllata dallo Stato islamico. I due figli di 18 e 16 anni, a bordo di un motorino, sono stati i primi a farsi saltare in aria all’esterno di una chiesa cattolica, attorno alle 7.30. Pochi minuti dopo il padre Dita Sopriyanto, dopo aver dato un passaggio alla moglie Puji Kuswati e alle due figlie di 12 e 9 anni verso il terzo obiettivo, ha diretto il suo furgoncino esplosivo contro una chiesa pentecostale. Dopo qualche istante, inizialmente respinte dalla sicurezza perché sospette col loro velo da capo a piedi, madre e figlie hanno azionato le cinture esplosive all’esterno di una chiesa calvinista.

 

In serata l’Isis ha rivendicato l’attacco. La polizia indonesiana punta il dito contro il Jemaah Ansharut Daulah (Jad), un gruppo che ha giurato fedeltà al Califfato nel 2015; Dita Sopriyanto era il capo della cellula di Surabaya, la seconda città più popolosa dell’Indonesia. Di recente membri del Jad avevano organizzato attacchi minori contro la polizia, e le autorità si attendevano una nuova offensiva con l’avvicinarsi del Ramadan, che inizia dopodomani.

 

Pochi giorni fa, una rivolta in un carcere di massima sicurezza a sud di Giacarta aveva coinvolto 155 detenuti tra cui militanti del Jad, che hanno ucciso sei agenti del corpo d’élite anti-terrorismo dopo orrende torture, per trincerarsi poi con un carico di armi. Le forze di sicurezza sono riuscite a riprendere il controllo uccidendo tre detenuti. Non è chiaro se gli attacchi di Surabaya siano stati una rappresaglia o se fossero già in programma.

 

Negli ultimi 15 anni, le autorità di Giacarta hanno avuto successo nell’indebolire la rete della Jemaah Islamiyah, legata ad Al Qaeda e responsabile degli attentati di Bali nel 2002 (202 morti). Ma la nuova galassia di gruppi ispirati all’Isis preoccupa perché può contare sul ritorno in patria dei militanti indottrinati dal Califfato. Nella pluralistica Indonesia, dove l’87% dei 260 milioni di abitanti segue un Islam tradizionalmente moderato, i segnali della crescita d’influenza dei musulmani conservatori erano già abbondanti; ora il Paese è un obiettivo ambito dall’Isis per sbarcare nel Sud-est asiatico. E la comunità cristiana, il 9% della popolazione, è uno degli obiettivi.

guarda il video cliccando il link sotto riportato

Sorgente: Famiglia kamikaze fa strage di cristiani in Indonesia. Altro attentato nella notte – La Stampa

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