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Di Maio spiazza il centrodestra Tensioni al vertice Salvini-Berlusconi – Corriere.it

Il leader dei 5 Stelle: premier terzo, senza Forza Italia. Il capo leghista e quello di FI insieme al Colle

di Dino Martirano

ROMA– Movimento Cinque Stelle e Lega provano a convergere di nuovo lungo una rotta di avvicinamento. E per l’intera giornata di domenica si posizionano a «un passo dall’accordo» per un governo politico guidato da «un premier terzo», come ha proposto ieri Luigi Di Maio a Matteo Salvini. Ma il persistere del veto grillino su Silvio Berlusconi e su Forza Italia rende tuttora terribilmente difficile la soluzione del rebus che blocca il Paese da più di 60 giorni. Nel lungo e difficile vertice serale di Palazzo Grazioli, il leader di FI, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno confermato l’unità del centrodestra ma il punto di attrito — l’eventuale e politicamente complicatissimo «appoggio esterno» di FI a un esecutivo M5S-Lega — non è roba da poco: «Non è andata male, ci siamo presi tutti una notte per riflettere…», ha detto Ignazio La Russa (FdI). Però stamattina prima di salire al Quirinale è previsto un nuovo vertice alle 9, sempre a palazzo Grazioli.

La caccia al premier tra veti e curriculum
Il governo ispirato da Mattarella
Le consultazioni

Tra novità e conferme dell’ultima ora, oggi i leader dei partiti tornano al Quirinale per l’ultimo giro di consultazioni, al termine del quale il capo dello Stato Sergio Mattarella assumerà la sua decisione: già stasera, in assenza di un accordo politico sostenuto da numeri solidi in Parlamento, il capo dello Stato potrebbe annunciare di voler conferire l’incarico, per formare un governo di tregua, a un esponente delle istituzioni esterno ai partiti. Il compito del governo del presidente sarebbe quello di preparare la legge di Stabilità (da presentare entro il 15 ottobre in Parlamento), evitando così l’esercizio provvisorio e l’aumento dell’Iva dl 22 al 25%, come ci chiede l’Europa in assenza di manovre correttive. Poi, nella primavera del 2019, si tornerebbe al voto. Ma contro la nascita di un governo di tregua, il cui profilo venga indicato dal capo dello Stato, si sono già espressi il leader del M5S, Luigi Di Maio («O esecutivo politico o si torna al voto») e quello leghista Matteo Salvini («Senza esecutivo politico meglio votare»). E il leader del Carroccio — che oggi salirà al Quirinale insieme a Berlusconi e a Giorgia Meloni — a Palazzo Grazioli ha chiesto che il centrodestra abbia una parola sola anche quando si tratterà di dire no a Mattarella per la nascita del governo di tregua. In questo caso, rimarrebbe solo il Pd a sostenere il tentativo del Quirinale

Ma contro la nascita di un governo di tregua, il cui profilo venga indicato dal capo dello Stato, si sono già espressi il leader del M5S, Luigi Di Maio («O esecutivo politico o si torna al voto») e quello leghista Matteo Salvini («Senza esecutivo politico meglio votare»). E il leader del Carroccio — che oggi salirà al Quirinale insieme a Berlusconi e a Giorgia Meloni — a Palazzo Grazioli ha chiesto che il centrodestra abbia una parola sola anche quando si tratterà di dire no a Mattarella per la nascita del governo di tregua. In questo caso, rimarrebbe solo il Pd a sostenere il tentativo del Quirinale.

La transizione

«Ma dire di no al capo dello Stato», ha ricordato il premier Paolo Gentiloni in carica per il disbrigo degli affari correnti, «vorrebbe dire di no all’Italia». Quella di oggi, dunque, sarà una giornata decisiva per la soluzione del rebus sul governo. Tra le 10 e le 13, il presidente Mattarella interrogherà le delegazioni di M5S, centrodestra unito e Pd. Al Quirinale non coltivano grandi illusioni sulle novità che ieri hanno mandato in fibrillazione quotidiani e telegiornali su input degli staff di Di Maio e di Salvini. Il sasso lo ha lanciato all’ora di pranzo Di Maio che in tv si è detto disponibile a rinunciare alla sua premiership se questa fosse di ostacolo alla nascita di un governo con la Lega senza, bene inteso, Berlusconi e Forza Italia: «Sì a un governo politico con un premier terzo altrimenti si torna la voto, anche prima dell’estate». E per rassicurare chi teme la catastrofe economica in caso di elezioni anticipate, Di Maio si è detto favorevole «a una manovrina pre-voto, a luglio o a settembre, per scongiurare l’esercizio provvisorio e l’aumento dell’Iva».

L’incarico

La proposta del Movimento Cinque Stelle alla Lega ha subito scatenato le reazioni critiche dei big di Forza Italia (Anna Maria Bernini, Maria Stella Gelmini, Renato Schifani e altri) coordinate dalla postazione del responsabile per la comunicazione di Forza Italia, Giorgio Mulè.

Poi, prima di comunicare alle agenzie il suo «apprezzamento per la disponibilità di Di Maio», Salvini avrebbe comunque rassicurato Berlusconi sulla sua reale volontà di non rompere l’unità del centrodestra. Di più, Salvini ha accettato un passaggio da Milano a Roma sull’aereo dell’ex premier. Poi di nuovo insieme a Palazzo Grazioli (a casa di Berlusconi) e oggi alle 11 ancora insieme al Quirinale: per respingere la proposta Di Maio e, forse, per dire insieme no al governo del presidente.

Sorgente: Di Maio spiazza il centrodestra Tensioni al vertice Salvini-Berlusconi – Corriere.it

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