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Crimea, Russia, il ponte e Putin – REMO CONTRO

Krymskij most’, il ponte di Crimea, sullo stretto di Kerch che da oggi collega la penisola di Crimea, propaggine geografica Ucraina, alla regione di Krasnodar, terraferma russa.
Sogno imperiale degli Zar, progetto militare hitleriano, tentativo fallito da Stalin, a Putin la realizzazione, successo tecnico, investimento politico e di immagine. Con qualche enfasi personale di troppo

Fu il sogno imperiale degli Zar
Crimea unita al territorio russo

Crimea, Russia, il ponte e Putin in persona a collaudarlo. Culto della personalità post sovietico col presidente alla guida del camion che apre la colonna di 30 autocarri per i 16 minuti che occorrono, andando piano, per andare da Krasnodar, terraferma russa, a Kerch, penisola di Crimea, tra ponti avveniristici e terrapieni che superano il mare di Azov.

Gli Zar, Hitler e Stalin

Dopo i progetti dello zar Nicola II, interrotti per la prima guerra mondiale, fu nientemeno Adolf Hitler, dopo aver occupato la Crimea, a pensare ad un passaggio che avrebbe garantito al Terzo Reich di raggiungere l’Asia fino alle Indie.
Prima di lui, però, ci aveva già pensato Joseph Stalin, il quale -dopo aver cacciato i tedeschi- nel 1944 inaugurò in fretta e furia un ponte, giusto in tempo per potersene vantare con Churchill e Roosevelt durante la Conferenza di Yalta, Crimea, nel febbraio 1945. Ma il ponte crollò poco dopo tempo e la Crimea fu donata all’Ucraina.

Orgoglio e propaganda

Vanto russo comprensibile quel ponte realizzato con tanti soldi e tempi brevi. Messaggio al mondo con un addio all’Ucraina. Un ponte che può resistere a terremoto di magnitudo 9, ci dicono. Costo per la costruzione 6,9 miliardi di rubli, più di 1,5 miliardi di dollari, capacità di transito è di 40.000 automobili all’anno. Il ponte è aperto al traffico da oggi, sei mesi in anticipo rispetto alla scadenza prevista dal contratto statale. Per ora saranno percorribili due corsie per senso di marcia. Nel 2019 sarà aperto anche il ponte parallelo a quello già esistente che sarà dedicato al transito dei treni.

Il ponte che fa il punto

Il ponte in Crimea è una rivendicazione. Punto e a capo sul riconoscimento internazionale della Crimea. Diciannove chilometri di ferro e asfalto senza la necessità di passare per il territorio ucraino o di navigare il mare di Azov. E cambia definitivamente la geopolitica della regione. La Crimea è stata annessa alla Russia nel 2014, dopo un referendum la cui legittimità è stata respinta dall’Unione europea, dagli Stati Uniti e da 71 paesi dell’Onu. Secessionismi riconosciuti o respinti a fasi e convenienze alterne. Il Kosovo sì, ad esempio, Crimea o Catalogna no. Mosca ricorda al mondo quel 97 per cento della popolazione che votò per diventare russa, e fa il ponte.

Simbolo ed economica

Russificazione anche geografica della penisola, ma non soltanto. Il ‘Krymskij most’ rischia di danneggiare le sorti dei porti nel mare di Azov. Il ponte limiterà le spedizioni verso i porti, le aziende che trasportano carbone, metallo e cereali ucraini verso importanti mercati internazionali, che sceglieranno la via terrestre, la via russa più veloce ed economica, mettendo in crisi gli affari della rete portuale ucraina. Le organizzazioni nazionaliste hanno già annunciato azioni dimostrative, manifestazioni e proteste, sostenute da Marie Yovanovitch, ambasciatrice americana a Kiev.

Ponte beffa alle sanzioni

Un’opera titanica, orgoglio dello sviluppo tecnologico russo, e beffa alle sanzioni occidentali, con molte ditte occidentali che hanno certamente aiutato. Proprio la Crimea l’origine delle prime sanzioni americane ed europee contro Mosca. Ora, il solo dei grandi progetti russi a rischio è il Nord Stream 2, il secondo braccio parallelo al gasdotto che già attraversa il Baltico per portare gas russo in Germania, a Greifswald. Anche senza aspettare le pressioni americane, il piano ha generato pesanti controversie in Europa, in particolare in Polonia dove è considerato una minaccia alla sicurezza energetica dell’Unione, rafforzando ulteriormente la posizione dominante sul mercato europeo di Gazprom, il monopolio russo del gas.

 

Sorgente: Crimea, Russia, il ponte e Putin –

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