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Chi è James Le Mesurier 

 

DI JOHN WIGHT – ahtribune.com

Chi è James Le Mesurier, l’ex ufficiale dell’esercito britannico e appaltatore militare che ha fondato i Caschi Bianchi, l’organizzazione di difesa civile che opera esclusivamente nelle parti della Siria in mano all’opposizione? È una domanda che sempre più persone si stanno ponendo, in quanto il loro ruolo e la lorofunzione vengono sottoposti a un controllo sempre più approfondito.

Le Mesurier reca con sé l’ineluttabile ombra maligna del retaggio e della storia delle guerre sporche della Gran Bretagna, condotte in Kenya, Aden, Irlanda, Iraq, Libia, in altre parole ovunque il piede imperialista di Londra, impregnato di sangue, ha calcato il mondo. Un prodotto della prestigiosa Royal Military Academy britannica per l’addestramento degli ufficiali a Sandhurst, ha prestato servizio, negli ultimi tre decenni, in vari schieramenti dell’esercito del Regno Unito e della NATO, in particolare in Bosnia, Kosovo, Iraq e Libano.

In una breve biografia che descrive il lavoro di Le Mesurier con i Caschi Bianchi, veniamo informati che: “Oltre ai Caschi Bianchi in Siria, Mayday è attiva a Mogadiscio, sviluppando la rete dei servizi di emergenza della città e valutando l’evoluzione di simili iniziative di resilienza su base locale in altri Stati fragili e in fallimento (corsivo mio).”

La domanda sul perché un dato Stato diventa fragile e in fallimento non viene certamente né posta né esplorata, poiché fare ciò riesumerebbe il tema dell’imperialismo, che per gli ideologi occidentali, quale è il signor Le Mesurier, sarebbe come se un vampiro fosse esposto alla luce del giorno.

In un articolo d’ampio raggio del 2016, l’ex marine statunitense e ispettore delle armi per l’ONU, Scott Ritter, fornisce un resoconto forense del background di Le Mesurier, incluso il tempo trascorso dentro e intorno al mondo oscuro degli appaltatori militari privati, che vivono nelle fessure degli schieramenti militari dell’occidente, in grado di operare al di là della sconveniente ribalta del pubblico esame minuzioso e della trasparenza.

Ritter scrive:

“Le basi organizzative dei Caschi Bianchi possono essere fatte risalire a un incontro del marzo 2013, a Istanbul, tra un ufficiale militare britannico in pensione, James Le Mesurier, che aveva esperienza nel torbido mondo delle società di sicurezza private e dell’oscura confluenza tra le operazioni di sicurezza e intelligence nazionali e organizzazioni internazionali – e i rappresentanti del Consiglio nazionale siriano (SNC – Syrian National Council) e della Qatari Red Crescent Society. All’inizio di quel mese, al Consiglio nazionale siriano era stato assegnato il seggio della Siria nella Lega araba, in una riunione della lega tenutasi nel Qatar.”

Così qui abbiamo un’organizzazione di difesa civile in Siria, fondata da un ex ufficiale dell’esercito britannico, un uomo con un background nel mondo oscuro della sicurezza privata, in collaborazione con un gruppo di opposizione siriano in esilio. Quest’organizzazione di difesa civile, i Caschi Bianchi, riceve finanziamenti da una serie di Stati con un chiaro programma di regime change in Siria, evidenziato dal sostegnomateriale, finanziario e politico che hanno dato a vari gruppi di opposizione armata coinvolti nel conflitto.

In un discorso del 2015, Le Mesurier fornisce un sunto delle radici del conflitto in Siria, a partire dal 2011, una “rivolta di volontari contro il dittatore spietato Bashar al-Assad”, prima di procedere con l’affermare che nel 2012 lo Stato siriano ha rivolto le sue armi sul suo “proprio popolo.”

Assolutamente assente da questa narrazione manichea è il fatto che nel 2012 vari gruppi salafiti-jihadisti, i loro ranghi pieni di migliaia di estremisti provenienti fuori dalla Siria, si stavano scatenando in tutto il Paese massacrando, violentando e terrorizzando proprio il “suo popolo”, l’esercito siriano e i suoi alleati hanno combattuto per la protezione, la salvezza e la liberazione dalle grinfie di questi Khmer Rossi dei giorni nostri. E per timore che qualcuno se ne sia dimenticato, l’esercito arabo siriano è indistinguibile dal popolo siriano, considerando che i suoi soldati sono tratti dal mosaico non settario e multi-religioso che costituisce la società siriana.

Tornando a Scott Ritter: “In questo tempo dei social media, non ci è voluto molto [per la diffusione di] fotografie e videoclip dei noti membri dei Caschi Bianchi, nella loro divisa distintiva, che festeggiavano apertamente con i combattenti di Al Nusra, all’indomani delle sconfitte del governo siriano, e persino portando armi, qualcosa che il loro status di neutrali soccorritori proibisce severamente.”

La mancanza di neutralità che Ritter asserisce è espressa inequivocabilmente, dal sito web dei Caschi Bianchi, con la dichiarazione pubblicata in prima pagina da Raed Saleh, il Capo operativo dell’organizzazione e lui stesso al centro di alcune polemiche. Saleh scrive, “il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite deve attenersi alla sua richiesta di fermare i barili bomba, introducendo una ‘no-fly zone’ se necessario.”

I barili bomba ai quali Saleh fa riferimento, ed enfatizzati da Le Mesurier come emblematici della brutalità del “regime di Assad”, sono indiscutibilmente indiscriminati e illegali secondo il diritto internazionale. Ma se stiamo giudicando i meriti o i demeriti di una data parte in un dato conflitto, basato sull’uso esclusivo di armi indiscriminate, allora il regime change a Washington, Tel Aviv e Riyadh tarda da tanto tempo.

La brutalità del conflitto in Siria è un riflesso dell’enorme posta in gioco, coinvolta nel risultato. Il conflitto è di per sé un crimine, ma stiamo seriamente insinuando che la Libia è migliore, più sicura e più stabile a sette anni dal rovesciamento e dall’omicidio del suo leader Muammar Gheddafi, grazie all’allineamento della NATO, nel 2011, con varie fazioni libiche di opposizione, prime fra tutte gli Islamisti? E stiamo seriamente affermando che il destino della Siria non sarebbe il destino della Libia, in caso di rovesciamento di Bashar al-Assad? E, inoltre, qualcuno è in grado di asserire con fermezza che Bashar al-Assad non gode del solido sostegno della maggioranza del popolo siriano, il quale comprende che il conflitto non riguarda la salvezza del governo, bensì quella del loro Paese?

Scott Ritter nuovamente:

“I Caschi Bianchi fungono da efficace braccio propagandistico del movimento anti-Assad … Con il loro addestramento, equipaggiamento e supporto logistico, finanziato esclusivamente con donazioni dei governi occidentali (principalmente Stati Uniti e Regno Unito), i Caschi Bianchi fungono da autentica cassa di risonanza per i politici e i funzionari americani e britannici.”

Dato il background di Le Mesurier, assieme alle prove di come operano i Caschi Bianchi, è ragionevole supporre che ciò che abbiamo è la cultura della stessa Terza Forza, che ha permesso a Washington e Londra di estendersi, nel tentativo di stabilirsi e vendersi come ‘i buoni’ da quando è iniziato il conflitto, facendo ciò con l’obiettivo di procurare il sostegno pubblico nazionale per l’intervento e il regime change a Damasco.

Certo, c’è sempre la possibilità che il signor Le Mesurier sia sincero nel suo desiderio di alleviare l’indubbia sofferenza del popolo siriano – sebbene nel suo caso chiaramente non tutto il popolo siriano, con i Caschi Bianchi che operano e agiscono solo in territorio controllato dall’opposizione, luoghi in cui né lui né alcun sostenitore occidentale dei Caschi Bianchi avrebbero osato mettere piede, sapendo che nel momento in cui lo facessero, essi sarebbero rapiti, torturati e brutalmente assassinati.

Ma se è così, se il signor Le Mesurier è sincero, allora egli è la risposta della Gran Bretagna a Pyle, l’idealista e ingenuo interventista americano nel Vietnam occupato dalla Francia, creato da Graham Greene nel suo romanzo The Quiet American, diventato un classico. Vale a dire:

“Era giovane, ignorante e sciocco ed è stato coinvolto. Non aveva la più vaga idea, rispetto a chiunque di voi, di che cosa trattasse l’intera faccenda, e voi gli avete dato denaro e i libri di York Harding [n.d.T. autore fittizio che compare in The Quiet American, sintesi di tutti gli analisti politici di matrice pragmaticamente anticomunista] per l’Oriente e gli avete detto: ‘Fà pure. Conquista l’Oriente per la democrazia.’ Egli non aveva mai considerato nulla di non sentito in un’aula magna, e si sono presi gioco di lui sia i suoi autori che i suoi docenti universitari.”

 

Sorgente: Chi è James Le Mesurier – Come Don Chisciotte – Controinformazione – Informazione alternativa

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