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2 maggio 2014, Odessa. Ucraina, la più grave strage nazista in Europa dal 1945. Noi non dimentichiamo

di Giorgio Cremaschi

Bande di nazifascisti protetti dalla polizia e a cui il governo garantiva impunità, assaltarono le sede dei sindacati nella città sul Mar Nero, quella del massacro dei manifestanti sulla scalinata, nel film La Corazzata Potemkin.

Decine e decine, il numero non è mai stato definito, forse centinaia di antifascisti e militanti sindacali, donne e uomini, furono torturati, violentati, bruciati, assassinati. Fu un massacro voluto per colpire le forze progressiste e antifasciste, dopo il golpe che in Ucraina aveva portato al potere un fronte di forze di cui i nazisti erano – e sono tuttora- parte fondamentale.

La UE e la NATO hanno sostenuto e finanziato il governo stragista e non hanno detto nulla di fronte allo sterminio di Odessa. E oggi quel sostegno al governo che celebra le truppe che collaborarono e combatterono con Hitler, quel sostegno continua, ad infamia perenne di tutta la UE e di tutti i suoi governi. Nessun sostenitore del governo ucraino può essere considerato antifascista, qualsiasi ipocrisia scriva o dica. I morti di Odessa lo accusano per sempre.

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