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Trump fa la voce grossa, ma rassicura i russi – Repubblica.it

Ora resta da vedere se Putin sentirà il bisogno comunque di rispondere, magari anche lui con un’azione dimostrativa

dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

Dietro l’apparenza spettacolare dell’attacco lanciato da Usa Francia e Inghilterra (100 colpi tra missili e bombardamenti aerei, quasi il doppio rispetto a un anno fa) quello che colpisce è il messaggio “riduttivo” che hanno dato sia Trump sia il suo segretario alla Difesa, generale James Mattis:

1) Dopo i rituali elogi alle forze armate Usa, l’esaltazione retorica della potenza dell’attacco, e le accuse alla Russia di aver tradito i propri impegni e avallato un crimine atroce, Trump ha ribadito con chiarezza che “l’America non cerca una presenza in Siria a tempo indeterminato, in nessuna circostanza”. Quindi: passata la buriana Putin e Assad stiano tranquilli, resteranno padroni del terreno. Trump ha riconfermato che non vede l’ora di riportare a casa i suoi soldati (circa duemila) dalla Siria. Vi ha aggiunto un concetto ancora più generale che è tipico della sua visione nazional-isolazionista: “Non possiamo ripulire il mondo dal male né intervenire ovunque vi sia una tirannide. Il destino del Medio Oriente è nelle mani dei suoi popoli”.

2) Il generale Mattis da parte sua ha voluto sottolineare che con ogni probabilità l’attacco di stanotte è “a one time shot”: un colpo singolo, una tantum, non l’inizio di una campagna.

3) La “deconfliction” sembra aver funzionato. Stando alle prime informazioni non risultano vittime russe (e anche i danni ai siriani probabilmente sono abbastanza limitati). Il Pentagono ha usato in abbondanza la linea rossa della deconfliction attivata in Siria dal 2014 con comunicazioni dirette fra la base militare russa in Siria e quella americana in Qatar. I russi sono stati avvisati con ampio anticipo in modo da mettersi al riparo, hanno ricevuto informazioni dettagliate per minimizzare il rischio di incidenti. I generali Usa volevano ad ogni costo evitare uno scontro diretto Usa-Russia, sia pure involontario.

Ora resta da vedere se Putin sentirà il bisogno comunque di rispondere, magari anche lui con un’azione dimostrativa. Ma il bilancio di questa notte di attacchi sembra essere un’operazione confezionata perché tutti possano salvare la faccia, e nulla cambi veramente sul terreno. Compresa la possibilità di nuove stragi chimiche in futuro.

Sorgente: Trump fa la voce grossa, ma rassicura i russi – Repubblica.it

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