Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

Siria, Trump ordina i raid: Usa, Francia e Gran Bretagna attaccano. Mosca: ci saranno conseguenze|Foto Tre mosse per sconfiggere Assad

L’attacco scattato nella notte. È durato poche ore e avrebbe colpito tre obiettivi, a Damasco e a Homs. Nel mirino l’arsenale chimico del regime. Non si ha notizia di vittime civili. Trump: «Azione congiunta contro barbarie e brutalità». May precisa: «Non puntiamo a rovesciare il regime di Assad». Ma Mosca e Teheran minacciano ritorsioni

«Ho ordinato l’attacco alla Siria». L’annuncio di Donald Trump è arrivato intorno alle 22 ora di Washington (in Italia erano le tre di notte), mentre i missili stavano già colpendo gli obiettivi ritenuti collegati alla produzione di armi chimiche. A una settimana di distanza dal controverso attacco chimico contro la città siriana di Duma attribuito dagli Usa alle truppe governative siriane, il presidente statunitense ha dunque rotto gli indugi. L’azione militare, arrivata un po’ a sorpresa dopo che nelle ultime ore erano giunti segnali di distensione, è stata portata avanti congiuntamente da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che hanno utilizzato unità navali e forze aeree. Secondo quanto emerso, tre gli obiettivi colpiti nel corso dell’attacco, durato circa un’ora: un centro di ricerca a Damasco, un deposito per lo stoccaggio delle armi chimiche e un centro di comando a Homs, dove secondo la tv siriana tre persone sarebbero rimaste ferite. Dura la risposta della Russia, attraverso l’ambasciatore negli Stati Uniti: «L’attacco è un inammissibile schiaffo al nostro presidente Putin e non resterà senza conseguenze». Stessi toni dal ministro degli Esteri iraniano: «Ci saranno conseguenze regionali». Mosca ha comunque precisato che i missili non hanno colpito né le basi, né uomini o mezzi russi.

Gli obiettivi

Secondo quanto annunciato dallo stesso Trump, gli attacchi coordinati con i due Paesi alleati puntano a colpire i siti per la produzione di armi chimiche. «Siamo pronti a sostenere questa risposta fino a quando il regime siriano non cesserà l’uso di agenti chimici proibiti» ha detto. «Non vogliamo rovesciare Assad, ma fermare l’uso di armi chimiche» ha sottolineato Theresa May, premier della Gran Bretagna. Secondo fonti siriane, in tutto sarebbero stati lanciati circa 30 missili, «di cui un terzo abbattuti con i nostri sistemi di difesa». «La linea rossa fissata dalla Francia nel maggio del 2017 è stata superata. Quindi ho ordinato alle forze armate francesi di intervenire questa notte, nell’ambito di un’operazione internazionale congiunta con gli Stati Uniti d’America e il Regno Unito e diretta contro arsenali chimici clandestini del regime siriano» ha invece twittato il presidente francese, Emmanuel Macron. «Questo è un chiaro messaggio per Assad», ha spiegato il segretario americano alla Difesa, l’ex generale James Mattis, assicurando come al momento non si registrino perdite tra le forze Usa e come sia stato compiuto ogni sforzo per evitare vittime civili. Secondo alcuni osservatori, Usa, Francia e Gran Bretagna potrebbero aver concordato gli obiettivi con la Russia per evitare un’incontrollabile escalation di guerra. L’azione dovrebbe per adesso essere limitata a una sola notte e avrebbe dunque il senso di un avvertimento al governo di Assad, anche se successivamente fonti dell’amministrazione Usa hanno spiegato che «l’operazione non è finita. Quella che avete visto stanotte non è la fine della risposta degli Stati Uniti, il piano prevede molta flessibilità che permette di procedere a ulteriori bombardamenti sulla base di quello che è stato colpito stanotte». «I danni sono limitati» ha replicato Damasco.

Le accuse alla Russia

Annunciando l’attacco in Siria il presidente Usa Donald Trump ha comunque puntato il dito contro Russia e Iran. «All’Iran e alla Russia chiedo: quale tipo di nazione vuole essere associata all’omicidio di massa di uomini innocenti, donne e bambini?». E ha proseguito: «La Russia deve decidere se continuare lungo questo sentiero buio o se si unirà alle nazioni civilizzate quale forza di stabilità e pace. Magari un giorno andremo d’accordo con la Russia, e forse perfino l’Iran, ma forse no». «Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno realizzato l’attacco contro la Siria nel momento in cui il Paese aveva la possibilità di un futuro pacifico»ha replicato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova su Facebook. «Quelli dietro il raid rivendicano la leadership morale in questo mondo e sbandierano la loro esclusività e unicità».

di Paolo Foschi e Giuseppe Sarcina, corrispondente da Washington

 

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

adwersing