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Siria, L’Opac: Siria e Russia ritardano la missione a Duma, “non ci sono le condizioni di sicurezza” – Rai News

In tarda mattinata, la Gran Bretagna aveva accusato Damasco e Mosca di aver “bloccato gli ispettori” dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Posizione ribadita da Theresa May nella sua relazione al Parlamento sui raid condotti sabato scorso. Gli Usa intanto smentiscono Macron: “Truppe via al più presto”. E annunciano nuove sanzioni contro MoscaTweetImmagini satellitari: dopo l’attacco (DigitalGlobe) Siria, Trump risponde a Macron: le nostre truppe presto a casa Siria, sottomarino nucleare Usa a Napoli. De Magistris polemico Siria, le 6 basi militari Usa in Italia Esplosione in base militare vicino Aleppo. Media: 20 morti . Hezbollah smentisce attacco israeliano Attacco Siria, l’Onu boccia la risoluzione russa contro i raid Siria, Gentiloni: “Attacco stanotte non sia inizio escalation” Missili sulla Siria. Il mondo si divide Siria, attacco di Usa, Gb e Francia: “Colpiti siti chimici”. Ferma condanna di Putin

16 aprile 2018
Russia e Siria ritengono che a Duma non ci siano le “condizioni di sicurezza” per l’ingresso degli ispettori dell’Opac. Lo rivela il capo dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, confermando che gli ispettori non hanno ancora potuto iniziare il lavoro. In tarda mattinata, la rappresentanza britannica dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche aveva accusato Damasco e Mosca di aver bloccato gli ispettori che dovranno stabilire se nella città della Ghouta orientale il 7 aprile ci sia stato un attacco chimico da parte delle forze di Assad. Denuncia ribadita dalla premier Theresa May nella sua relazione al Parlamento britannico sui raid condotti sabato scorso. May insiste: “Siria e Russia bloccano il lavoro degli ispettori Opac” “Il regime siriano e la Russia impediscono agli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) di arrivare a Duma” ha detto la premier britannica, Theresa May, nella sua relazione al Parlamento sui raid condotti sabato scorso. “Abbiamo ritenuto d’intervenire in anticipo perché avevamo già le prove sull’uso delle armi chimiche da parte del regime siriano”, ha sottolineato la premier. Il sospetto degli Usa: I tecnici russi potrebbero aver già ispezionato Duma e alterato le prove I tecnici russi potrebbero aver già ispezionato Duma e “alterato” le prove: lo ha affermato l’ambasciatore statunitense presso l’Opac, Ken Ward. “Abbiamo notizie secondo cui i russi potrebbero aver già ispezionato il sito dell’attacco, e siamo preoccupati per una eventuale interferenza mirata a ostacolare la missione dell’Opac, impedendole di portare a termine delle indagini efficaci”, ha concluso. Trump smentisce Macron: “Truppe Usa via dalla Siria al più presto” Il presidente americano Donald Trump in Siria si aspetta che i partner regionali e gli alleati degli Stati Uniti “si assumano una maggiore responsabilità sia militare che finanziaria, per mettere in sicurezza la regione”. Lo ha detto in una dichiarazione la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders. La portavoce della Casa Bianca non cita mai Macron, ma appare chiaro che la dichiarazione diffusa alla stampa in serata nasconde una certa irritazione di Trump verso le parole del presidente francese. “La missione Usa in Siria non è cambiata – afferma Sarah Sanders – e il presidente è stato chiaro che vuole un ritorno a casa delle truppe Usa il più presto possibile”. La portavoce Sanders aggiunge che gli Stati Uniti “sono determinati ad annientare l’Isis e a creare le condizioni per impedire un suo ritorno”. Macron in una intervista in diretta al canale francese BFM TV aveva detto: “Dieci giorni fa il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti intendevano disimpegnarsi dalla Siria. Noi l’abbiamo convinto che era necessario rimanere a lungo. E l’abbiamo anche convinto che bisognava limitare gli attacchi con armi chimiche, mentre c’era un’escalation tramite una serie di tweet che non vi saranno sfuggiti…”. Trump alla fine di marzo in un comizio in Ohio a proposito della Siria aveva detto: “Usciremo molto presto da lì. Lasciamo che siano altri ad occuparsene ora. In Siria ci sono circa duemila soldati americani. Allo studio nuove sanzioni Washington intanto prepara nuove sanzioni contro Mosca, questa volta legate al sostegno del governo russo al dittatore siriano Bashar Assad. Intanto il giorno dopo le bombe, gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna rilanciano la diplomazia, presentando ai 12 partner in Consiglio di Sicurezza dell’Onu un nuovo progetto di risoluzione che dovrebbe essere discusso a partire da domani. Ma oggi saranno varate anche le nuove sanzioni di Washington contro Mosca, ha annunciato Haley, spiegando che le misure colpiranno direttamente società russe che hanno aiutato Damasco a realizzare e a dispiegare armi chimiche. Ue: possibili nuove sanzioni “Nel 2017 e nel 2018, l’Ue ha imposto ulteriori misure restrittive ai funzionari e scienziati siriani per il loro ruolo nello sviluppo e nell’uso di armi chimiche ed è pronta a prendere in considerazione l’ipotesi di ulteriori misure in futuro”. Si legge nelle conclusioni della discussione sulla Siria del consiglio dei ministri degli Esteri dell’Ue.

 

Sorgente: Siria, L’Opac: Siria e Russia ritardano la missione a Duma, “non ci sono le condizioni di sicurezza” – Rai News

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