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Sciopero dei treni blocca la Francia, Macron deraglia? – Remocontro

Contro la riforma delle ferrovie nazionali saranno tre mesi di protesta dura. In piazza anche lavoratori Air France, netturbini e studenti.– Un mega-sciopero ‘spalmato’ su tre mesi, sino a fine giugno.– Un solo treno ad alta velocità “Tgv” su otto, un treno regionale su cinque e tre Eurostar su quattro verso Londra e Bruxelles.– Nessun treno verso Italia, Spagna e Svizzera.

I ‘cheminots’ molto arabbiati

Un mega-sciopero ‘spalmato’ su tre mesi, da ieri sino a fine giugno. Uno sciopero a piccole dure dosi, per fare più male, che per i prossimi tre mesi vedrà gli ‘cheminots’ i ferrovieri francesi, incrociare le braccia per una guerra di logoramento contro la riforma del sistema ferroviario preparata dal governo. Questa la nuova sfida con cui si deve confrontare il presidente Macron, che dopo una serie di riforme portate a termine senza particolari intoppi oggi si ritrova contro uno dei comparti più delicati del paese.
La mobilitazione ha interessato anche altri settori, come i netturbini, i piloti di Air France e gli studenti. Durante un corteo nella capitale si sono registrati scontri con le forze dell’ordine. Con questo tipo di protesta a ‘intermittenza’, le ferrovie francesi si trovano a dover gestire una situazione particolarmente critica. 48 ore di sciopero continue impongono almeno un giorno per ripristinare il traffico regolare dei treni.

Ma la vera novità consiste nell’alleanza siglata dai sindacati, che dopo molti anni tornano a fare blocco contro il governo. Alla coppia formata dalla Cgt e Sud, da sempre le sigle più battagliere, si sono unite anche la Cfdt e l’Unsa, per tradizione maggiormente inclini al dialogo. Un po’ come un sciopero nostrano con Cgil, Cisl, e Uil assieme a Ugl, Autonomi e Cobas.
Partita decisiva per Macron e per il futuro del governo. La riforma del sistema ferroviario è un campo di battaglia costato già caro a molti dei predecessori di Macron. Nel 1995 l’allora presidente Jacques Chirac fu costretto a tornare sui suoi passi dopo un mese di scioperi che paralizzarono l’intero paese. Oggi Macron ha dalla sua parte un’azienda pubblica diventata in questi ultimi anni l’emblema dell’inefficienza statale, con un debito da 46 miliardi di euro.

Il vero pericolo per l’esecutivo è rappresentato dalla possibile convergenza di lotte che potrebbe portare nelle strade delle città francesi un numero sempre più alto di manifestanti. Secondo un sondaggio pubblicato domenica dal settimanale Le Journal de Dimanche, il 46 per cento dei francesi legittima le proteste dei ferrovieri, anche se il 72 per cento è convinto che il governo si aggiudicherà il braccio di ferro con i sindacati.
Dati che non sembrano preoccupare Macron, che per il momento continua ad ostentare sicurezza. Ma, in un clima crescente di tensione sociale, scioperano anche il personale di Air France, i netturbini e alcuni lavoratori del settore energia. Intanto, la Sncf annuncia che oggi lo sciopero continuerà, con un treno ad alta velocità (Tgv) su sette e un treno regionale su cinque che rimarranno in deposito. Tre Eurostar su quattro verso Londra e Bruxelles. Nessun treno verso Italia, Spagna e Svizzera.

Sorgente: Sciopero dei treni blocca la Francia, Macron deraglia? – Remocontro

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