Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Salvini-Di Maio, prove d’accordo. Leader M5s insiste: “Cavaliere lasci governo a nuove generazioni” – Repubblica.it

Telefonata per decidere di votare alla presidenza della Commissione speciale della Camera il deputato leghista Nicola Molteni. Il leader del Carroccio però avverte: “Di Maio scenda dal piedistallo”. Martina: “Si spartiscono poltrone mentre il Paese è appeso ai loro litigi”. Giovedì pomeriggio vertice del centrodestra

ROMA – Si rafforza l’ipotesi di un accordo Lega-M5s alla vigilia della seconda tornata di consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo esecutivo, ma su Berlusconi il Movimento non arretra: “Lasci fare il governo alle nuove generazioni”, è l’invito che lancia al Cavaliere in serata il leader 5S, sicuro che “ci sono dei passi avanti che voglio manifestare a Mattarella”.

In giornata a far ritenere che i rapporti tra il leader del Carroccio, Matteo Salvini, e quello del Movimento, Luigi Di Maio, siano orientati verso una distensione è stata una telefonata nel corso della quale i due si sono accordati per la presidenza della Commissione speciale.

Entrambi, si legge in una nota congiunta diffusa subito dopo il colloquio, hanno manifestato spirito di collaborazione per rendere operativo il Parlamento al più presto. Per questo hanno concordato di votare domani alla presidenza della Commissione speciale della Camera il deputato della Lega Nicola Molteni.

Poco dopo la conferma dell’accordo è arrivata su Facebook per mano di Salvini, che ha anche ribadito che le forze di centrodestra saliranno al Quirinale insieme: “Oggi ho chiamato Di Maio per accelerare i tempi per l’operatività di Camera e Senato. Domani come centrodestra unito andremo al Colle dal presidente Mattarella”.

E, proprio prima dell’incontro con Mattarella, salvo cambiamenti di programma dell’ultima ora, è stato programmato un vertice a tre tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni forse a palazzo Grazioli, per fare il punto della situazione e mettere a punto la linea politica comune da presentare al capo dello Stato.

Nonostante i toni sembrino più pacati rispetto al gelo dei giorni scorsi, non manca una frecciata del segretario della Lega all’indirizzo del lerder 5 stelle: “Dialogherò con tutti per dar vita a un governo per fare le cose che ci avete chiesto. Sul governo cercheremo di fare il più presto possibile, ma Di Maio deve scendere dal piedistallo, deve smettere di dire io, io, io… Lui dice io, noi diciamo noi e voi. Con umiltà, con buon senso, con la voglia di cominciare a lavorare il prima possibile”.

Sul tirare avanti tanto per fare, Salvini non ci sta proprio e avverte: “Se mi accorgessi che vogliono tirare a campare per portare a casa lo stipendio con la paura di tornare a votare, dirò torniamo ad ascoltare gli italiani”.

Poi lancia un appello in occasione delle Regionali: “Chi vota in Molise come in Friuli, sappia che votando Lega può darci una mano ad accelerare la nascita del governo. Se la Lega e il centrodestra – aggiunge – vinceranno queste due elezioni vedete che il governo arriva in fretta, qualcuno abbassa la cresta e noi finalmente cominciamo a lavorare”.

• IL NODO BERLUSCONI
Tra Lega e M5s il nodo più duro da sciogliere resta quello relativo a Silvio Berlusconi e in serata arriva un nuovo affondo di Di Maio: “Io non chiedo un parricidio o un
tradimento, ma dico, e lo dico a Berlusconi, dopo 24 anni è momento di far partire un governo delle nuove generazioni, un governo del cambiamento”, ha detto il capo politico del M5S a Porta a Porta, su Raiuno. “Io comprendo che la Lega sia all’interno di una coalizione, ma possiamo dirci che questa coalizione è nata solo per il Rosatellum. È una Lega molto diversa”.

Di Maio, inoltre, annuncia la decisione “di avviare un comitato scientifico sull’analisi dei programmi elettorali: lo nominerò domani mattina” e sarà presieduto “dal professore Giacinto Della Cananea. Io voglio scegliere quel contratto di governo che permette più vantaggi per gli italiani”, sottolinea rispondendo a chi gli chiede chi tra Pd e Lega preferirebbe come interlocutore. Il comitato, spiega il leader M5s, effettuerà l’analisi “dei programmi del Movimento 5 stelle, del Pd e della Lega per capire gli obiettivi convergenti e creare un primo passo verso la stesura di un contratto che impegni le forze politiche di fronte agli italiani. Poi con quelli con cui avremo più obiettivi in comune cominceremo a lavorare”.

E proprio dal Pd Di Maio ritiene arrivi un atteggiamento sbagliato: “Ho proposto un contratto al Pd non per ricostruire il vecchio apparato di potere, quello che ci siamo detto in questi anni resta, ma so che c’è un processo interno e io guardo a questo. Ma le risposte che ho ricevuto in questi giorni – e mi sento rispondere anche con dell’ironia – non credo siano giuste, oltre che responsabili, è un modo di rispondere, rispetto a questo momento, che è ingiusto e allora io non ci sto”.

Però Di Maio si dice fiducioso che presto ci sarà una svolta: “In questi giorni stiamo proseguendo nei contatti per la formazione di un governo del cambiamento guidato da me e che abbia come programma un contratto che sarà steso sul modello di quello tedesco. Abbiamo manifestato in tutte le sedi la nostra disponibilità a sottoscrivere questo contratto per mettere al centro i temi per i cittadini. Un contratto di governo che, come ho già detto, vogliamo scrivere o con la Lega o con il Pd tutto. Noi siamo pronti. In questi giorni, in queste ore stiamo seguendo con rispetto le evoluzioni in atto nei due schieramenti. Sono fiducioso che presto le cose si muoveranno perché gli italiani ci guardano e nessuno può permettersi di deludere le loro aspettative”.

• LE REAZIONI
Dura la critica che arriva dal segretario reggente del Partito democratico, Maurizio Martina, che ieri, nel corso della riunione dei parlamentari del Pd aveva definito ‘irricevibile’ la logica di Di Maio: “Salvini e Di Maio comunicano su carta intestata comune Lega e 5 Stelle l’accordo spartitorio dell’ennesima poltrona: quella della presidenza della Commissione speciale alla Camera, dopo aver già fatto la stessa cosa al Senato. Tutto questo mentre il Paese rimane appeso ai loro litigi sulle prospettive di governo”.

Dello stesso avviso il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio: “Avanti con un’altra poltrona. L’accordo spartitorio tra Lega e 5 Stelle prosegue, questa volta con la presidenza della Commissione speciale. È una concezione allarmante quella secondo cui chi vince prende tutto tenendo fuori le minoranze anche quando queste, come nel caso del Pd, rappresentano la seconda forza politica del Paese. Salvini e Di Maio mostrano di credere che le istituzioni non siano la casa di tutti ma casa loro. È un fatto grave che non va sottovalutato”.

Non meno aspro il giudizio espresso dal leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd:”Di Maio e Salvini pensano di essere due grandi strateghi della politica, e invece ci portano alla rovina. Ormai sembrano Gianni e Pinotto”.

• CHI È MOLTENI
Deputato alla terza legislatura, il 42enne Molteni, avvocato, ritenuto vicino al vice segretario federale Giancarlo Giorgetti, è vice capogruppo alla Camera ed è noto, tra le altre cose, per aver firmato la proposta di legge di riforma della legittima difesa e condotto la battaglia contro lo sconto di pena per i reati più gravi (poi affossata dall’alleato Forza Italia). Per la posizione di presidente della Commissione speciale sul Def, che al Senato è guidata dal pentastellato Vito Crimi, era circolato nei giorni scorsi il nome dello stesso Giorgetti.

Sorgente: Salvini-Di Maio, prove d’accordo. Leader M5s insiste: “Cavaliere lasci governo a nuove generazioni” – Repubblica.it

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.