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Salvini agli alleati: «Insieme al Quirinale». Sì di Berlusconi e Meloni. M5S: la Lega dica se vuole cambiare

 

Matteo Salvini propone agli alleati del centrodestra di andare tutti insieme al Quirinale per il nuvo giro di consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni rispondono di sì.

Dopo il veto dell’ex premier nei confronti dei 5 Stelle il capo leghista rilancia dunque l’unità della coalizione di centrodestra ma avverte: «L’unico governo possibile è tra centrodestra e M5s». E con un «programma minimo» gli fa eco il consigliere del Cavaliere, Giovanni Toti. Salvini prova poi a sterilizzare le condizioni poste da Di Maio che ieri, al Quirinale, aveva detto di non voler riconoscere una coalizione che sia alle elezioni sia alle consultazioni è andata divisa al punto di correre con tre diversi candidati premier. I 5 stelle, messi all’angola dalla rirovata unità del centrodestra, avvertono: Salvini dica se vuole il cambiamento.

Nessuno nel centrodestra è pronto a fare pronostici sulla ritrovata unità della coalizione ma il giorno dopo la conclusione del primo giro di consultazioni al Quirinale il centrodestra torna a serrare i ranghi. La proposta di
Salvini (in realtà il copyright è di Meloni) di presentarsi insieme da Mattarella la prossima settimana avanzata a Berlusconi e alla leader di FdI ha avuto come effetto immediato quello di mettere sotto il tappeto le divisioni emerse, dopo la fumata nera al Quirinale, tra il leader di Forza Italia ostile ad un governo con i pentastellati ed il segretario
della Lega che invece continua a guardare proprio ai Cinque stelle come partner per il futuro esecutivo.

La mossa di Salvini preceduta da una telefonata ieri sera e da un lavorio dei pontieri per evitare di rompere l’asse ha
innanzitutto un obiettivo tutto interno al centrodestra e cioè tranquillizzare il leader di Forza Italia sulla tenuta della coalizione. Presentandosi insieme – è il ragionamento che fanno diversi azzurri – i tre leader saranno gli ultimi ad essere ricevuti dal Capo dello Stato per cui anche visivamente daranno un segnale chiaro su chi sia la forza con maggiore possibilità di formare il governo.

Ma se è vero che puntellare il centrodestra offre a Salvini la possibilità dialogare con il Movimento Cinque Stelle partendo da una posizione rafforzata (37% contro il 32% di Di Maio) pare che la decisione del leader della Carroccio di tenere insieme i fili del centrodestra ed evitare non solo divisioni ma di essere lui il colpevole della spaccatura sia dovuta anche ai dubbi e malumori che arrivano dai leghisti sul territorio e in particolare da chi è impegnato nelle giunte con il centrodestra.

Discorso diverso per il Cavaliere che invece andando al Quirinale insieme con Meloni e Salvini lancia un messaggio chiaro a Luigi Di Maio: FI non accetta di avere un ruolo da comparsa. Certo, ad Arcore vige la cautela anche sulle mosse del leader della Lega che comunque continua ad avere un canale di dialogo privilegiato con i pentastellati. Tant’è che prima del secondo giro di consultazioni Berlusconi avrebbe chiesto che si faccia chiarezza sui punti di programma e su cosa dire al Capo dello Stato. Scegliere non è semplice per il leader di Forza Italia al bivio tra chi gli consiglia di rompere con la Lega ed evitare di fare da stampella ad un esecutivo «populista» (come possiamo reggere politicamente una legge sul conflitto d’interesse?, è la domanda che è stata rivolta all’ex capo del governo) e quanti, vertici aziendali per primi, spingono perché gli azzurri non restino isolati e Forza Italia abbia comunque un piede nell’esecutivo.

«La coalizione che ha vinto le elezioni è il centrodestra, chiederò Berlusconi e Meloni di andare insieme alle consultazioni con Mattarella perchè ce lo hanno chiesto gli italianì», ha detto il leader della Lega al Tg2. «Bisogna dialogare con i 5 Stelle – ha spiegato Salvini – che hanno preso i loro voti e chi dice no sbaglia. Non vedo l’ora che si smetta di parlare e si faccia il Governo. Il centrodestra unito con i 5 Stelle il Governo lo possono fare».

Per il leader della Lega, «con i veti, i no e le antipatie non si va lontano. C’è un Paese che deve ripartire e spero che tutti facciano come la Lega: non facciamo capricci, abbiamo voglia solo di fare i fattì». Salvini puntualizza comunque su due punti fondamentali: «Sicuramente non con il Pd e piuttosto che inciuci o governicchi, la parola torni agli elettorì».

«Alle prossime consultazioni il centrodestra si presenterà unito con Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Silvi Berlusconi», scrive Berlusconi in una nota.

«Ringrazio Salvini per aver accettato la proposta di Fratelli d’Italia: presentarsi insieme agli alleati alle prossime consultazioni con il Presidente Mattarella. La coalizione di centrodestra ha vinto le elezioni. Dunque se si intende rispettare la volontà popolare spetta al centrodestra l’incarico di formare il governo», ha affermato Meloni.

«Con la buona volontà è possibile trovare un programma minimo di governo» tra centrodestra e M5S. Lo dice il governatore ligure Giovanni Toti ai microfoni di Circo Massimo. «Il dialogo sugli incarichi istituzionali è stata una prova che induce un po’ di ottimismo, ma non è facile e non so neanche quanto possa durare», aggiunge l’esponente azzurro.

Sorgente: Salvini agli alleati: «Insieme al Quirinale». Sì di Berlusconi e Meloni. M5S: la Lega dica se vuole cambiare

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