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Quattro scenari per il nuovo governo – corriere.it

di Monica Guerzoni

Dal patto Lega-M5S al ritorno sulla scena dei democratici, come può andare a finire il giro di consultazioni

Mauro Lusetti (Legacoop): i vincitori troveranno la quadra. Pd fuori dai giochi

«Di Maio e Salvini troveranno la quadra». Mauro Lusetti cita Umberto Bossi per prefigurare una maggioranza 5Stelle-Lega, che per il presidente di Legacoop nazionale è la soluzione più probabile.

Mauro Lusetti, 53 anniMauro Lusetti, 53 anni

Come scioglieranno il dilemma della premiership?

«Non ne ho la più pallida idea, ma l’antico mestiere della politica è trovare equilibri che diano risposte».

Il voto anticipato è improbabile?

«I neoeletti sono quasi il 70% e non credo abbiano voglia di affrontare una nuova campagna elettorale, difficile, piena di incognite e con un sistema di voto che non garantisce una maggioranza. Credo proprio che i vincitori troveranno un modo per fare un governo».

Il Pd è fuori dai giochi?

«Sì, perché è diviso al suo interno. Sono tutti convinti che mettersi in gioco oggi sia, per le sorti del partito, più deleterio che recitare il ruolo dell’opposizione. Né con la Lega né con il M5S. D’altronde il partito ha bisogno di riflettere e di scegliere una nuova leadership forte».

Annamaria Furlan (Cisl): «Sarà Mattarella a indicare la strada. Tutti rispondano»

«È importante che nasca velocemente un governo». Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, non si schiera e non tifa, ma spera che dalle consultazioni esca una buona notizia per l’Italia: «Il Paese ha iniziato una lenta ripresa, bisogna pensare a economia reale e lavoro».

Annamaria Furlan, 59 anniAnnamaria Furlan, 59 anni

Il ritorno al voto non è una possibilità?

«No, quel che è utile è accompagnare la crescita e rafforzare la competitività, in una ricerca di equità ed equilibrio sociale. Lotta alla povertà, Sud e un fisco vicino alle famiglie, ai lavoratori e ai pensionati».

La preoccupa un governo Di Maio-Salvini?

«Mi preoccupa un governo che non metta al centro il Paese, gli investimenti e la dignità delle persone».

E un esecutivo di tutti?

«Ho molta fiducia nel presidente Mattarella, sono convinta che saprà indicare la strada giusta».

Il Pd deve scendere dall’Aventino?

«Spero che tutti, con responsabilità e generosità, rispondano all’appello»

 

Il giornalista Marco Travaglio: «Senza Renzi, il patto con Di Maio diventerà possibile»

«Prevarrà la paura di tornare a votare».

Marco Travaglio, 53 anniMarco Travaglio, 53 anni

Direttore Marco Travaglio, il governo si farà?

«Salvini e Di Maio non sono due cretini, si stanno muovendo in maniera abile e accorta. Hanno capito che il governo più semplice, M5S e Lega, danneggerebbe entrambi».

Il governo più semplice non è quello che nascerà?

«È improbabile che l’accordo per i presidenti delle Camere si trasferisca a Palazzo Chigi, ma io ho l’impressione che Mattarella un governo lo porterà a casa».

Con dentro il Pd?

«Sanno che finirebbero al macello, se si tornasse a votare. Il che, sommato con la non convenienza dei vincitori a mettersi insieme, dovrebbe produrre lo scongelamento del Pd».

Per un accordo col M5S?

«Se il Pd si libera di Renzi è più probabile un accordo con i 5Stelle. Se resta renziano potrebbe far nascere un governo di centrodestra un po’ scolorito, con Giorgetti o Maroni premier».

E un governo di tutti?

«Non farebbe nulla».

La politologa Sofia Ventura: «Primo giro a vuoto, poi un terzo nome. Altrimenti si vota»

«Stanno giocando».

Sofia Ventura, 53 anniSofia Ventura, 53 anni

Di Maio e Salvini?

«Sì, per ora è solo un gioco di posizione — risponde la politologa Sofia Ventura —. Il primo giro di consultazioni sarà di assestamento e non credo porterà una soluzione».

E poi, quale sarà la via di uscita dallo stallo?

«L’ipotesi meno probabile è un governo tra M5S e Pd, la cui maggioranza avrebbe numeri risicatissimi. La posizione di Renzi per ora è quella che più riesce a farsi sentire, perché l’altro fronte spera nell’appello alla responsabilità di Mattarella».

Di Maio ha aperto al Pd.

«Sì, ma dopo una campagna tutta anti-establishment non lo vedo allearsi con il partito che ha governato negli ultimi anni. La soluzione più probabile è un accordo tra centrodestra a trazione leghista e M5S».

Con quale premier?

«Dovrebbero trovare un terzo nome, che non sia Di Maio, né Salvini».

Altrimenti, si vota?

«È lo scenario che metterei al secondo posto».

 Sorgente: corriere.it
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