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Ma che succede in Venezuela?-Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

#Venezuela Una notte in hotel 4 stelle con piscina a Caracas costa 7 euro ma per comprare un cellulare ci vogliono 100 stipendi.
Con uno stipendio si compra una bottiglia d’olio extravergine d’oliva ma il pieno di benzina al SUV si fa con pochi centesimi di euro.
Ma che succede in Venezuela?
Di chi è la colpa?

Come premessa diciamo che le foto pubblicate le abbiamo fatte pochi giorni fa a Caracas in NEGOZI PRIVATI e sono tutte reali e certificate.

In Venezuela succede che da mesi i negozi privati alzano i prezzi seguendo l’oscillazione del cambio della pagina ILLEGALE Dolar Today gestita tra Colombia e Stati Uniti per creare crisi economica.

https://dolartoday.com/

Attraverso questa pagina illegale il valore del bolivar è stato svalutato del 2500% in pochi mesi.
Si pensi che a luglio 2017 il cambio illegale era ad 8.000 ed oggi è a circa 200.000 (vedi foto).

Questo vuol dire che siccome i NEGOZI PRIVATI alzano i prezzi seguendo questo cambio, da luglio 2017 il valore del bolivar è diminuito di 25 volte cioè del 2500%.

Come mostra la tabella, tutto ciò che deriva dalle decisioni del Governo di Nicolás Maduro è gratuito o quasi.
Scuola, sanità, sport, case popolari, bollette, benzina, hanno prezzi regolati e permettono alle fasce popolari che in passato erano milioni di miserabili e analfabeti, di avere servizi che erano impensabili prima di Chávez e Maduro, prima del Socialismo Bolivariano.

Il problema arriva però quando un venezuelano con uno stipendio di 1.300.000 bolivares entra in un NEGOZIO PRIVATO, gli acquisti sono pressoché impossibili.
Per non parlare di una notte in un hotel 4 stelle con piscina. Per il turista che cambia i dollari in nero, la camera costa pochi euro, ma per il venezuelano corrisponde ad oltre un mese di stipendio. Idem per mangiare in un ristorante o prendere un taxi, al turista costa pochissimo, al venezuelano che vive di stipendio costa moltissimo.

In molti, tra coloro che sono fedeli alla Rivoluzione, avanzano ipotesi drastiche: chiusure forzate dei negozi, sigilli alle attività che speculano, carcere, esproprio e assegnazione delle attività ai comitati popolari.
Anche perché bisogna sottolineare che commercianti, imprenditori e liberi professionisti, oltre ad arricchirsi con queste speculazioni, sono oppositori del governo e danno la colpa a Maduro dei problemi economici.
Sono quelli che leggiamo sui social, sui giornali o che vediamo in tv lamentarsi che hanno fame e che poi nel week end di Pasqua erano sugli yacht ai Caraibi.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2281417328538742&id=1034770026536818

Ma il tema non è semplice, immaginiamo che venissero espropriati o chiusi migliaia di negozi e supermercati, che leggeremmo sui media?
Certo non verrebbero mostrate le foto coi prezzi speculativi e sicuramente non verrebbe raccontata la storia della pagina illegale Dolar Today, basti pensare che finora su nessun media è mai stata nominata come causa di guerra economica ed inflazione.

Il Governo per ora tampona la situazione aumentando gli stipendi, è di ieri un aumento di un ulteriore 50% dello stipendio per alcune categorie, ma la strada da percorrere non può limitarsi a questo, poiché quando Maduro aumenta gli stipendi, in poche ore Dolar Today alza il tasso di cambio svalutando ulteriormente il bolivar e i privati alzano nuovamente prezzi, tariffe e parcelle.

L’introduzione del Petro, la criptomoneta scollegata dal dollaro ed il nuovo conio monetario sono per ora le strade che il Governo ha intrapreso.

Nel frattempo, sanzioni, guerra economica, embargo, guerra mediatica e fake news lavorano sodo sperando che la popolazione crolli e si ribelli.

Ma noi, da Caracas, possiamo scrivere con certezza che le fasce popolari resistono e appoggiano il governo. A lamentarsi, paradossalmente, sono principalmente coloro che hanno i conti correnti con ampie giacienze economiche, appartamenti di proprietà e spesso una doppia cittadinanza europea.

Caracas, 4 aprile 2018

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