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L’ultimatum di Mattarella

Roma, 13 apr. (askanews) – E’ un capo dello Stato determinato e pienamente consapevole del delicato momento che la politica italiana, e di conseguenza l’intero Paese, sta vivendo. I veti incrociati – Berlusconi-M5S su tutti – hanno caratterizzato ulteriormente questo secondo giro di consultazioni, proprio quando sembrava che alcuni angoli fossero stati smussati. E’ di ieri infatti, al termine dell’incontro tra Sergio Mattarella e la delegazione unica del centrodestra (presenti i tre leader Salvini, Berlusconi e Meloni) che l’ex cavaliere, dopo la dichiarazione congiunta fatta dal segretario della Lega alla stampa, ha attaccato frontalmente il Movimento 5 Stelle definendolo un pericolo per la democrazia. Una sortita – espressa mentre Salvini e Meloni lasciavano la Loggia d’Onore dove le delegazioni al Colle incontrano i giornalisti – che ha irritato la Lega e che ha irrigidito ulteriormente Luigi Di Maio.E si è tornati al punto di partenza. Di fronte a questo perdurante stallo Mattarella, prendendo atto della situazione, ha fatto chiaramente capire che in queste condizioni non è pensabile un terzo giro di consultazioni. “Attenderò alcuni giorni – ha detto nella dichiarazione alla stampa al termine degli incontri questa mattina – e poi valuterò in che modo procedere per uscire dallo stallo che si registra”. Insomma il capo dello Stato lascia qualche giorno ancora e poi annuncia una iniziativa per provare a forzare il blocco.A questo punto – ma sicuramente è una cosa che già si aspettatva dal primo giro di consultazioni – per sapere quale sarà la sua decisione si dovrà capire se ci saranno o meno segnali dalle forze politiche. Certo, se perdura lo stallo è probabile che una decisione possa esserci già a metà settimana. E non certamente, come da alcune sponde grilline e leghiste viene fatto sapere, dopo le elezioni regionali in Molise (il 22 aprile, favorito M5S) e in Friuli Venezia Giulia (il n29 aporile, favorita la Lega).Senza contare, ma al momento è una questione ai margini, l’assemblea del Pd il 21 aprile a Roma.In attesa di capire se e come i partiti si muoveranno (è previsto in questi giorni per esempio un incontro a Verona, a margine di Vinitaly tra Salvini e Di Maio) gli strumenti a disposizione che sembrano per Mattarellka avere le stesse chances di essere impiegati sono incarico esplorativo o preincarico.L’ìncarico esplorativo viene dato a personalità istituzionale che di fatto continua, in modo meno formale, le consultazioni (e che poi alla fine potrebbe avere anche l’incarico). Il preincarico invece viene conferito a personalità politica che prova a trovare la soluzione e che, se ciò accade, presumibilmente riceverà l’incarico stesso di formare un governo.Insomma il capo dello Stato, pur nei suoi modi mai urlati, sta dicendo alla forze politiche che il Paese non può più aspettare.E se le trattativa tra i partiti “per dare vita a un governo non hanno fatto progressi” questo non significa che non ci sia “l’urgenza” di dovere affrontare innumerevoli questioni, a partire semplicemente dalle “attese dei cittadini”. Non si può più aspettare, è quanto fa intendere Mattarella (appoggiato in questo dal presidente emerito Giorgio Napolitano), e se non ci saranno accordi – ha avvertito consapevole della delicatezza del momento – interverrò io.

Sorgente: L’ultimatum di Mattarella

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