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“Il Pd dei notabili punito dal sud. Ora torniamo nei quartieri” | Rep

Isaia Sales, studioso e saggista: “Renzi ha trattato i cittadini come se fossero sudditi con l’anello al naso”

Isaia Sales, 67 anni, è nato a Pagani in provincia di Salerno. Laureato in filosofia, si è iscritto giovanissimo al Pci, negli anni Novanta è stato deputato Pds per due legislature, sottosegretario all’Economia (con delega al Mezzogiorno) nel primo governo Prodi.  Il suo primo libro, del 1988, si intitola La camorra, le camorre. “Le mafie non sono storia a parte, non sono storia criminale: fanno parte a pieno titolo della storia della Nazione. Non si spiegherebbe il successo delle mafie se interlocutori privilegiati della storia nazionale non avessero avuto relazioni con loro”. Insegna Storia delle mafie all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. “Ancora oggi, sempre: l’omertà o è condivisione o è paura. Spesso le due cose insieme”.

Professore, proviamo a fare un’analisi del voto al Sud?
“È come se la questione meridionale – figlia di un’ingiustizia storica – avesse preso la sua vendetta. Ridotta a insignificanza, ha detto “adesso scelgo io chi mi deve rappresentare”. Sud e sinistra non si sono incontrati. La sinistra ha abbandonato le ingiustizie. È diventata la sinistra dei diritti, non quella delle condizioni sociali. Non si può essere la sinistra dei diritti senza occuparsi dei bisogni essenziali. Va bene discutere di unioni civili, ma deve essere l’altra faccia di un interesse precipuo alle condizioni elementari di vita: sinistra e bisogni sono una cosa sola. Se la spogli di questo perde la sua identità”.

Faccia un elenco di priorità sociali.
“La gente che non arriva a fine mese, i lavoratori sfruttati in modo vergognoso, figli che vanno fuori, l’emigrazione intellettuale spaventosa. Al Sud esistono povertà e mancanza di opportunità. Di queste due cose il Pd non si è mai occupato. Sembra incredibile, ha scelto il governo: diventare sistema. Da forza di opposizione alle camorre e alle clientele a forza di sistema che le sfrutta. Hanno dilapidato un patrimonio impressionante. Matteo Renzi passerà alla storia come colui che si è alleato e ha favorito il notabilato peggiore. Diventare sistema dove c’è povertà è una stupidaggine totale”.

Governare significa fatalmente diventare sistema?
“No, se governi lavorando per chi ha bisogno. Ma il Pd è diventato il partito degli agiati, nel Meridione”.

Il partito degli agiati.
“Il partito di chi, essendo arrivato ad una certa posizione, la difende. Essere conservatori in una realtà arretrata è tipico della destra. Farlo dichiarandosi di sinistra è folle. Prenda il discorso di Vincenzo De Luca in elogio della clientela. Uno spartiacque, un testacoda: fare politica da sinistra significa storicamente combattere il malaffare. Abbiamo avuto Pio La Torre, abbiamo oggi giovani amministratori in trincea nella lotta alle mafie. Poi il presidente della Regione elogia il candidato campione di clientele come a dire: questo siamo noi. Applaudito dal segretario nazionale del partito. Quanto ha pesato la frittura di pesce nell’immaginario nazionale? Per prendere qualche deputato in Campania se ne sono persi decine nel resto d’Italia. Abbiamo visto in lista figli e nipoti di vecchi Dc e vecchi Pci: hanno candidato i loro figli e i loro uomini”.

Tuttavia Franco Alfieri, il sindaco della frittura di pesce, non è stato eletto. E il figlio di De Luca è stato ripescato.
“Infatti la vittoria dei Cinque Stelle al Sud è stato un voto di rivolta morale. Renzi credeva che la Campania fosse di De Luca, che stesse nelle sue mani. Pensano ai cittadini come sudditi con l’anello al naso. Il voto al Sud è stato sempre etichettato come ribellistico, da Masaniello, o clientelare. Ma non è più così almeno dagli anni Settanta: esiste un voto di opinione, soprattutto nei ceti medi delle professioni. Come si fa a non capire che in un elettore di sinistra c’è equilibrio fra rivendicazione economica e forza morale?”.

Equilibrio tra bisogno e legalità.
“Guardi. I democristiani inglobavano mondi perché avevano risorse. Avevano soldi. Ai dc si perdonava l’immoralità perché c’era la potenza delle risorse. Ora il sistema Pd al Sud è impotente e immorale. Somigliamo ai democristiani che abbiamo combattuto senza averne il potere. Il ciclo clientelare di un politico di sinistra ha vita breve: non gli si perdona il cinismo morale”.

Diceva che il voto al Movimento 5 stelle è stato di opinione. 
“Un voto contro il sistema. Una rivolta morale e generazionale: uno su due dei nostri ragazzi se ne va perché non ha opportunità. I nostri figli costretti a espatriare e i loro eletti in Parlamento”.

Si è detto che abbia pesato anche la promessa del reddito di cittadinanza. 
“Ecco, questo è veramente offensivo e vergognoso. Non si sono mai occupati della povertà, e dopo pretendono di dire che il Sud ha votato per il reddito di cittadinanza? In principio: se anche fosse, cosa ci sarebbe di male nello scegliere chi promette di aiutarti quando non ce la fai? Che facciamo coi poveri, li esponiamo alla gogna? Prima non ce ne occupiamo e poi protestiamo: come si sono permessi di votare per le proprie condizione economiche? Eppure ripeto: non sono la maggioranza. I poverissimi non ci vanno neppure, a votare. La maggioranza ha visto impotenza, opacità e immoralità”.

Poi si è detto: un voto orientato dalle mafie. 
“Altra vergogna. A parte che da tempo si segnala che le mafie non hanno più incidenza elettorale come negli anni ’60-’80. C’è stato un cambio di sistema. Non riescono più come un tempo a orientare il voto: ora si adeguano. Provano a trovare relazioni con i nuovi vincitori. Lo faranno anche adesso. Le mafie fanno affari. Vogliono continuare a farli. Hanno verificato che nessun sistema è impenetrabile, il Pd glielo ha dimostrato. Ma di nuovo: se pensavate, pur sbagliando, che il voto fosse orientato dalle mafie dovevate occuparvene prima. Negli anni di governo non ho visto azioni significative, né ho sentito in campagna elettorale una parola sulle mafie, dal Pd”.

Come mai, secondo lei?
“Hanno scambiato la politica per un’impresa di ventura. Pensano che sia un mezzo di trasporto per arrivare da qualche parte. Egoaltruismo: dicono di pensare ad altri, pensano solo a loro stessi. Il Pci era una scuola di altruismo: l’onore morale era virtù fondamentale. Perciò si potevano combattere le mafie, che avevano un’altra idea dell’onore. Qui hanno scelto di fare alleanze coi capibastone. Hanno scelto chi poteva secondo loro portare tessere, voti e finanziamenti. Ho troppo rispetto della loro intelligenza per pensare che non sappiano chi sia De Luca. Lo sapevano D’Alema Veltroni Fassino Violante e Bersani. Doveva saperlo Renzi”.

Pensa che sia una partita persa o c’è un punto da cui ripartire?
“Si può sempre ripartire. Dall’esempio, dall’azione. In politica le cose devono somigliare alle parole che dici: se tu vuoi un nuovo mondo in qualche modo lo devi anticipare. Ho fatto il parlamentare e la metà del mio stipendio lo davo al partito. Chi faceva il parlamentare sapeva che il lavoro ti dava prestigio ma non ricchezza. Era un onore”.

Un’altra idea dell’onore.
“Questo. Fai in modo che la tua attività politica realizzi cose che incidono concretamente e immediatamente nella vita delle persone. Nel Pci prendevamo i bambini di Napoli, nel dopoguerra, e li portavamo al mare in Romagna. Il Pci faceva le vaccinazioni. Perché lo dimentichiamo? Vai nei quartieri, aiuta, dimostra. Dici che gli immigrati devono restare nel loro Paese? Fai adozioni a distanza: ogni iscritto una quota. Apri un tesseramento indicando un problema che vuoi risolvere e destina una percentuale a quell’opera: una mensa, il tetto di una scuola, un parco. Il Pd sta sprecando un patrimonio impressionante di civismo, altruismo. Tu che vuoi cambiare il mondo devi cominciare dal cambiare la vita di una persona. Se aiuti anche una sola persona, allora sei credibile”.

Sorgente: “Il Pd dei notabili punito dal sud. Ora torniamo nei quartieri” | Rep

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