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IL COMUNE ACCOGLIE MODIFICHE DELL’UNIONE INQUILINI E PROCEDERE CON NUOVA MISURA CONTRO PRECARIETÀ ABITATIVA

Arriva direttamente dalla maggioranza del Comune di Roma la proposta di abrogare la dcc 163/98 e sostituirla con un contributo di tipo diverso che potrebbe superare i limiti della precedente delibera.

L’iniziativa consigliare sembra in gran parte aver accolto le modifiche richieste dall’unione inquilini durante i diversi confronti, ma ancora molto lavoro rimane da fare affinché nessuno venga escluso.
La nuova 163, se approvata, funzionerà così: I Municipi erogheranno ai richiedenti, aventi i requisiti,  un contributo di tre anni ricoprendo gradualmente per ogni annualità successiva il 90 (fino a 650 euro), il 70 (fino a 550) e il 50% (fino a 450) del canone, oltre a versare un contributo una tantum di 400 euro mese per il trasloco e 1500 per il pagamento della caparra. Ci sembra però importante aggiungere che i Municipi dovranno trovare modalità di applicazione, che eviti di terminare le disponibilità del fondo nei primi mesi dell’anno.
Occorre inoltre poter garantire una graduatoria aggiornata mensilmente con le richieste pervenute per poter procedere in maniera trasparente.
Seppure della durata di tre anni, a fronte dei cinque da noi richiesti, ottimo l’aver accolto di procedere con l’erogazione del contributo con il vincolo di sottoscrizione del contratto concordato. Il limite di accesso e di revoca è stato finalmente equiparato a quello dell’Erp, inoltre al momento  della presentazione (entro tre mesi dall’erogazione) l’inquilino dovrà provvedere a fare la domanda Erp (pena la revoca del contributo).
Nella proposta di maggioranza il Comune amplia l’ambito dei potenziali beneficiari anche a categorie di disagio non legate allo sfratto, ma ancora troppe persone vengono escluse. Tutti i cittadini che hanno diritto all’alloggio popolare dovrebbero infatti poter accedere a questo strumento.
Il contributo,  infine, dovrebbe tenere conto anche della composizione del nucleo familiare.
Abbiamo bisogno di una misura che tamponi l’emorragia del disagio abitativo. A Roma infatti ogni giorno vengono sgomberate dalla forza pubblica, senza clamore, 15 persone incapaci di poter provvedere a una soluzione alternativa e alle quali fino ad ora il Comune non dava alcuna alternativa se non la strada.
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