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GUERRA IN SIRIA/ Il nuovo errore dell’Occidente dopo Iraq e Libia

In Siria (LaPresse)

Stati Uniti, Regno Unito e Francia hanno lanciato un nuovo attacco in Siria. Un’operazione con cui l’Occidente compie un nuovo errore, spiega FERNANDO DE HARO 

Stati Uniti, Regno Unito e Francia hanno lanciato un nuovo attacco in Siria contro tre centri, uno a Damasco e due a Homs, in cui il regime di Bashar al-Assad starebbe producendo armi chimiche. Trump ha presentato l’attacco come la risposta all’uso di queste armi da parte dell’esercito siriano nell’enclave jihadista di Duma. La Francia ha sostenuto l’operazione condotta via aria e via mare, sostenendo che è stata proporzionata e che ha contribuito a garantire la sicurezza dell’Europa. Un argomento simile è stato utilizzato dal Regno Unito.

Quel che è certo è che questo attacco, come quello che ha visto protagonisti gli Stati Uniti un anno fa, non risolverà nulla. Non è un attacco per scopi umanitari, è avvenuto senza copertura del diritto internazionale, senza che le indagini sull’uso di armi chimiche fossero ultimate ed è stato percepito dai russi come un’offesa perché non sono stati avvertiti.

Ci sono diversi elementi che suggeriscono che questo attacco è stato un nuovo errore della coalizione internazionale. La quale, guidata dagli Stati Uniti, è intervenuta negli ultimi anni in Siria senza una chiara strategia, senza fare una valutazione adeguata di ciò che c’era in gioco e sulla soluzione più conveniente. Donald Trump, che ora dice di essere disposto a mantenere la sua risposta fino a quando non si smetterà di usare armi chimiche, ha detto pochi giorni fa che era necessario uscire dalla Siria il prima possibile.

La mancanza di una strategia chiara da parte degli Stati Uniti, della Francia e del Regno Unito si è vista nel loro intervento. All’inizio della guerra hanno insistito perché Assad lasciasse il potere in modo da sviluppare una democrazia che seguisse il modello occidentale. Questa insistenza, poi dimenticata, ha causato un ritardo nella vittoria sull’Isis. Ed è stata la stupidità dell’Occidente ad aver permesso alla Russia di raggiungere, con meno risorse, un ruolo importante nel conflitto. Assad è un tiranno che usa metodi inadeguati per combattere il jihadismo. Ma l’Occidente non ha saputo combatterlo bene.

L’intervento è un errore perché contribuisce a destabilizzare lo scacchiere siriano, che appare come una guerra mondiale in miniatura. Non avendo preventivamente informato i russi, Trump, Macron e May hanno sollevato l’ira di Mosca. Putin non è un angioletto, la Russia interviene in Siria per avere uno sbocco sul Mediterraneo e per soddisfare le sue mire imperiali. Ma un intervento deve avere il realismo di non peggiorare le cose. Con questo bombardamento, gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito si mettono contro la Russia e l’Iran, che è stato decisivo nella sconfitta del jihadismo siriano. Con questo bombardamento, gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito si mettono apertamente dalla parte dell’Arabia Saudita e di Israele nel complicato scacchiere del Medio Oriente.

Già nel 2003 gli Stati Uniti sono intervenuti in Iraq, senza il sostegno del diritto internazionale, per combattere le armi chimiche di Saddam Hussein che non esistevano. Nel 2011, la Francia è intervenuta in Libia contro Gheddafi in un’operazione che ha trasformato il Paese in uno Stato fallito. L’Occidente continua a sbagliare in Medio Oriente. Gli Stati Uniti continuano ad agire senza intelligenza. Occorre far sì che i siriani vivano meglio, non soddisfare l’opinione pubblica occidentale.

Sorgente: GUERRA IN SIRIA/ Il nuovo errore dell’Occidente dopo Iraq e Libia

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