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Finito il primo giro di consultazioni, cosa sappiamo – Corriere.it

Sorgente: Finito il primo giro di consultazioni, cosa sappiamo – Corriere.it

 

Si è chiuso il primo giro di consultazioni al Quirinale. Per il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «non sono emerse intese tra più parti per la formazione di un nuovo governo». Il presidente riconvocherà un altro giro di consultazioni per la prossima settimana.

Il Movimento 5 stelle
Cio che è emerso, è il ruolo centrale che ha assunto il Movimento 5 stelle. Sia per posizionamento politico, sia per una chiara esigenza dei pentastellati di distribuire ora le carte. Luigi Di Maio è stato netto nell’escludere la possibilità di «governissimi, governi di scopo o governi tecnici» e che «si mettano al centro le soluzioni ai loro problemi e non i giochi di palazzo». La proposta del M5S è quella di stipulare «un contratto di Governo sul modello tedesco, che permette alle forze politiche di stabilire temi, tempi e procedure per risolvere le questioni più importanti, potrà essere siglato secondo noi o tra Movimento 5 Stelle e Lega o tra Movimento 5 Stelle e Pd». Di Maio esclude Forza Italia perché «la coalizione di centrodestra non esiste». Interessante il passaggio di Di Maio che considera il Pd «nella sua interezza», senza perciò chiedere passi indietro ai renziani.

Ma… a ruolo grande corrisponde onere grande. La posizione del Movimento 5 Stelle è fin qui obbligata. Dice che non può allearsi — anche se almeno nella Germania che si vuole imitare «stipulare un contratto sulle cose da fare» è una mossa che segue un’alleanza politica su poltrone e ministeri. Sta facendo un gioco molto rischioso ma obbligato per sfruttare l’opportunità non solo di andare al governo, ma anche di portare Di Maio alla presidenza del Consiglio. È un pertugio stretto ma, se riesce, è il capolavoro politico per il Movimento.

La Lega
Sta meglio la Lega, che ha più risultati sul tavolo. Anche Matteo Salvini ha escluso «governi di scopo, lavorando per un governo di 5 anni che parta dal centrodestra e che coinvolga i cinque stelle». Alla Lega, come al Movimento 5 stelle (e come ha fatto intendere Mattarella) serve tempo. Sia per tastare tutte le ipotesi possibili, sia per continuare a rafforzare la propria leadership all’interno del centrodestra. Qualora i rapporti di forza con Forza Italia diventassero ancora più a vantaggio del partito di Salvini, le cose cambierebbero. Anche in vista di un possibile ritorno alle urne. Per Salvini, non necessariamente un male.

Prima di procedere con un incarico o un mandato esplorativo, il Presidente lascia qualche giorno perché gli «auto incaricati» Di Maio e Salvini facciano i propri sondaggi. Solo dopo le consultazioni di settimana prossima si capirà se c’è uno spazio per un governo «politico» seppur tra partiti differenti.

E il Pd?
E Il Partito democratico? Beh, per ora resta alla finestra. Se rientrerà in qualche modo si capirà solo alla fine della prossima settimana. Ancora non si sa se Martina accetterà di sedersi al tavolo con Di Maio. Ma anche qualora lo facesse, almeno in questa prima fase, sarà solo per ribadire il proprio no. Anche se non in streaming.

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