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Fine della corsa, ex presidente ladrone.

Anche senza prove festeggio rumorosamente la tua condanna. Questo è perchè tu capisca che il povero non ha diritto più che ad un pasto.

Fine della corsa, metalmeccanico zotico.
Questo è perchè tu possa imparare a non far mai più assistenza sociale, col mio denaro, e nemmeno provarti a trasformare in ingegnere la figlia del muratore.

Fine della corsa, ex presidente mutilato.
Non è per il trilocale che sei stato condannato, è per il tuo ardire nell’aiutare il cameriere a farsi avvocato, nel contribuire all’elevarsi del negro della favela che ora crede di poter studiare medicina, uscire dalla miseria, e perfino conoscere la Cappella Sistina.

Fine della corsa, ex presidente bandito.
Questo è perchè tu possa imparare che il Nord-Est deve essere nuovamente dimenticato, e che salute ed istruzione sono per chi può permetterselo, non per chi vuole.

Fine della corsa, semianalfabeta insolente.
Grazie alla tua stupidità il figlio della serva ha chiamato amico mio figlio. Sei stato condannato per l’ignoranza di credere che il poveraccio ora possa usare l’apparecchio per i denti, avere una casa, prendere un aereo.

Fine della corsa, ex presidente immondo.
Questo è perchè tu la finisca con questa pagliacciata di stimolare la mia cuoca a voler avere il portafogli griffato, solo quello mi mancava, che il proletariato sognasse la qualità della vita. Tu devi sapere che quella gente è nata per servirmi, e non per essere servita, ma tu sei talmente illogico, non vedi un palmo davanti al tuo naso che anche la baby-sitter del mio più piccolo hai fatto sognare, che può studiare per diventare attrice, e studiare l’inglese, e questa inverecondia è il risultato della tua stupidità, della tua smodata irresponsabilità.
E impara una buona volta che la pancia vuota e una pallottola vagante fanno parte della quotidianità di questa gente abbronzata.
E’ aver provato a cambiare il mondo, se ti sei messo così nei guai.

Fine della corsa, ex presidente imbecille.
Sei stato condannato non per aver rubato, perchè questo non è stato provato, il tuo sbaglio è stato voler fare la storia della dimensione del Brasile, credere nell’uguaglianza, e saper governare.
– Herton Gustavo Gratto-

Sorgente: Ricerca face book

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