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Debiti, così gli americani tornano a saltare le rate. Dalle carte di credito ai prestiti per studiare, passando per l’auto – Il Fatto Quotidiano

Debiti, così gli americani tornano a saltare le rate. Dalle carte di credito ai prestiti per studiare, passando per l’auto

 

Per ora, a differenza del 2008, l’eccesso di debito sembra minacciare il tenore di vita dei cittadini piuttosto che i bilanci delle banche. Tanti piccoli campanelli d’allarme non andrebbero però sottovalutati, a maggior ragione in vista dei rialzi dei tassi di interesse che la Federal Reserve dovrebbe attuare quest’anno

di Mauro Del Corno 12 aprile 2018

Più informazioni su: Debiti, Stati Uniti

 

“Un debito elevato rende i governi, le aziende e le famiglie più vulnerabili a una stretta delle condizioni finanziarie”, ha tuonato nei giorni scorsi il numero uno del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, lanciando l’allarme per un debito, pubblico e privato, che a livello globale ha raggiunto la quota record di 164.000 miliardi di dollari. Oltreoceano dovrebbero ben saperlo: di troppo debito nel 2008 il sistema finanziario statunitense ha rischiato di morire. Con l’aiuto di Stato e contribuenti la sbornia è stata smaltita. Il vizio invece è rimasto. Ora come allora il ricorso ai finanziamenti continua ad essere l’unico modo attraverso cui un numero crescente di famiglie riesce a sostenere i propri standard di vita. Non ci sono tempeste perfette all’orizzonte come quella dei mutui subprime ma tanti piccoli temporali che vanno formandosi e che per ora coinvolgono le categorie di debitori più deboli. Tre sono le voci che destano preoccupazione: prestiti scaduti sulle carte di credito, prestiti studenteschi e finanziamenti per l’acquisto di auto erogati ai consumatori economicamente meno solidi.

“Prese singolarmente nessuna di queste voci può rappresentare un fattore scatenante di una prossima crisi, gli importi non sono paragonabili a quelli dei mutui per la casa e i debitori sono diversi”, spiega a ilfattoquotidiano.it l’economista Martin Hellwig coautore insieme ad Anat Admati di “I vestiti nuovi dei banchieri”, il saggio sul sistema bancario statunitense e sui privilegi di cui gode. “Tuttavia, aggiunge Hellwig, devo sottolineare che i numeri aggregati del debito per gli Stati Uniti rimangono preoccupanti (nel complesso quasi 13.500 miliardi di dollari per il solo settore privato dopo 5 anni consecutivi di crescita, ndr) come per altre aree del mondo. In sostanza, dal 2007 ad oggi, non c’è stata alcuna riduzione del debito, nemmeno in termini relativi”.

Quella dei finanziamenti agli studenti universitari è una forma di indebitamento particolarmente perniciosa per il modo in cui è strutturata. Negli ultimi 10 anni il valore complessivo di questi finanziamenti è più che raddoppiato, balzando da 600 a 1.380 miliardi di dollari e rappresenta la seconda voce di debito privato dopo i mutui per la casa che valgono quasi 9.000 miliardi. Sono ben 42 milioni gli americani che hanno acceso prestiti per la propria formazione, soprattutto sta aumentando il numero di chi non riesce più a far fronte all’impegno delle rate, ormai oltre l’11% del totale. Di recente il neo presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha affermato che la questione dei prestiti universitari potrebbe diventare un fattore in grado di frenare la crescita economica del Paese.

Sorgente: Debiti, così gli americani tornano a saltare le rate. Dalle carte di credito ai prestiti per studiare, passando per l’auto – Il Fatto Quotidiano

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