Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Costretta al matrimonio, sfigurata dal marito: il volto di Shakila è la tragedia di milioni di donne | Globalist

Shakila Zareen aveva 17 anni quando è stata costretta a sposare un uomo che le ha sparato in volto. Ora vive in Canada, ma teme ancora che il suo incubo non sia finito

Shakila Zareen è al sicuro adesso, a Vancouver. Non appena arrivata, ha raccontato al Guardian, ha messo vicino al letto della sua nuova casa una foto, vestita di giallo, con indosso degli orecchini e una collana. Una bella ragazza, ora 23enne, nata in Afghanistan.

Quel volto non esiste più. Shakila non ha più un occhio, una guancia, le labbra. Metà del suo volto è stato portato via da un colpo di pistola, sparato da suo marito.

Shakila aveva 17 anni quando è stata costretta a sposare un uomo 14 anni più grande. A combinare il matrimonio è stato suo suocero, che l’ha venduta a un cugino approfittando delle ristrettezze economiche della famiglia di Shakila: il padre era stato colpito da una malattia e le cure erano state costose. Non potevano opporsi a quel matrimonio.

“È iniziata la prima notte” ha raccontato la ragazza. Stupri, violenze, pestaggi. Shakila si è recata dalla polizia, ma si è sentita rispondere che “finché l’uomo non le tagliava il naso, o una mano, o le labbra, non c’era nulla che potessero fare”.

Totalmente impotente, in balia di un uomo che continuava a violentarla ogni notte, Shakila decise di fuggire a casa della madre. La sua fuga non è durata che un giorno: il marito, insieme ad altri due uomini, penetrò nella casa e sparò sul viso della giovane moglie.

Shakila si risvegliò all’ospedale di Kabul, e metà del suo volto non c’era più.

 Passano tre anni, e nove operazioni di chirurgia plastica. Shakila si trasferisce a Delhi, la sua vita è appesa a un filo e, tra l’altro, il suocero e il marito continuano a darle la caccia: “ti troveremo. Ti uccideremo. Uccideremo te, tua madre, tua sorella”.

Dopo la sparatoria, il marito era stato arrestato e aveva passato dieci mesi in carcere. Intervistato dal Guardian, il suocero continua a sostenere che Shakila si sia sparata da sola.

Terrorizzata dalla prospettiva di tornare in Afghanistan, Shakila decide di chiedere asilo negli Stati Uniti nel 2016, domanda che è stata in un primo momento accettata. Fu un sogno breve: un anno dopo, la sua domanda era stata respinta per “motivi di sicurezza”. Senz’altra specificazione. Alcuni sostengono che il rifiuto sia legato proprio alla minaccia del suocero, che aveva legami con i Talebani. Forse la stessa spiegazione che sta dietro il rifiuto della Svezia.

 Ci sono voluti mesi prima che il Canada la accogliesse come rifugiata: a gennaio, Zareen è arrivata a Vancouver insieme alla madre e alla sorella. Si è finalmente tolta le bende e deve imparare a convivere con il suo nuovo volto, con il ricordo di quella terribile notte e con la paura, costante, che il suocero e il marito riescano a trovarla. Ma, guardando la sua foto col vestito giallo, Zareen continua a ripetere: “Sono ancora più forte di prima. Non rimarrò in silenzio”.

Sorgente: Costretta al matrimonio, sfigurata dal marito: il volto di Shakila è la tragedia di milioni di donne | Globalist

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.