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Verso il voto – Renzi: «Abbiamo fatto ripartire l’Italia. No alla politica della paura» | italia | Il Secolo XIX

Renzi: «Abbiamo fatto ripartire l’Italia. No alla politica della paura»

Elezioni, Renzi: “Se il Pd perde non mi dimetto”Renzi: “Elezioni bivio fondamentali, o il Pd vince o l’Italia avrà dei problemi”Top 5 Antifurti Casa del 2018! (allarme casa)da TaboolaPromossoRoma – Matteo Renzi ha chiuso la campagna elettorale nella sua Firenze, in un Obihall tutto esaurito. Occupate le file di sedie sistemate nel teatro, molte le persone in piedi. Tante le bandiere del Pd, e ci sono anche banchetti dove si servono piatti tipici fiorentini, ribollita e panino al lampredotto, insieme a bicchieri di vin brulè. Novità, il comizio di Renzi non si è tenuto sul palco, occupato interamente da un megaschermo, ma al centro della sala, dove è stato collocato un quadrato rialzato circa un metro rispetto al suolo, con un podio e le bandiere dell’Europa, dell’Italia, e del Pd. Prima del comizio sul grande schermo è stata proiettata l’intervista di Renzi a Porta a Porta. «Sono qui soltanto per dirvi grazie perché in questa campagna elettorale hanno fatto di tutto per farci vergognare del Pd», e lo hanno fatto «anche in modo barbaro e violento», ma «noi siamo orgogliosi di essere il Pd e di quello che abbiamo fatto: abbiamo fatto ripartire l’Italia». Con queste parole il segretario del Pd ha aperto l’evento per poi partire all’attacco degli avversari: «C’è una cosa sola di cui ci vergogniamo: ci vergogniamo di voi e del vostro linguaggio, cari 5 stelle. Oggi abbiamo visto una piazza per tre quarti vuota, e le piazze non si falsificano, non sono come bonifici; le piazze o le riempi o sono vuote», ha aggiunto. E ancora: Un passaggio accolto da un lungo applauso, e questo nonostante «abbiano fatto di tutto per farci vergognare del Pd: scandali, prove false, finte notizie, violenze verbali e insulti. Anche gli attori del nostro spot sono stati insultati. Tutto questo fa male all’Italia, non ci vergogniamo di essere del Pd», ha concluso.«E’ la comunità che unisce nostre storie, non la leadership» «C’è qualcosa di grande che unisce le nostre storie, che non è una leadership, la leadership viene dopo, se viene. Non hanno capito che c’è qualcosa di grande nella nostra storia: noi siamo il Pd, una grande, splendida comunità donne e di uomini» ha detto l’ex premier aggiungendo: «Noi non saremo mai così disumani da impaurire gli altri pur di prendere un voto, non saremo mai così attaccati al passato da rischiare di mettere a repentaglio il futuro. Noi ce la giocheremo fino all’ultimo con la speranza, non con la rabbia, con il coraggio non con la paura. Se volete votare l’antipolitica non votate per noi se volete votare la rabbia, la paura, non votate per noi, noi non abbiamo da offrirvi altro che la nostra solidità, solidarietà, concretezza. Offriamo questo, non entriamo nel mercato delle vacche di una campagna elettorale lunare».«Berlusconi e sinistra radicale alleati, professionisti nostalgia» A queste elezioni c’è la coalizione dei «professionisti della nostalgia: un’alleanza tiene insieme Forza Italia e i compagni della sinistra radicale» e aggiunge: «Io ho visto Silvio Berlusconi firmare quel contratto, l’ho visto cercare di negare la realtà, raccontare un film remake di un passato di cui nessuno ha nostalgia», ha ricordato Renzi. «E questa è anche la nostalgia di quelli che ci hanno detto tante volte che la ditta veniva prima di tutto, e poi per riprendersela non hanno esitato a sfasciare tutto e rischiare di far vincere Salvini e la destra. Entrambe queste categorie vivono in un mondo che non esiste più».«Io preferisco andare all’opposizione che stare con gli estremisti» Sul palco dell’Obihall è stata proiettata l’intervista che Renzi ha rilasciato a Bruno Vespa durante la puntata di Porta a Porta. «La battaglia per il primo gruppo parlamentare è a due, tra noi e il M5S. Io spero, penso e credo che se sarà il Pd sarà più facile immaginare di seguire le indicazioni del presidente della Repubblica. Io preferisco andare all’opposizione che stare con gli estremisti». Lo ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi nel corso della puntata di Porta a Porta che andrà in onda questa sera e ha aggiunto: «L’indice di consenso è sceso, ma è salito l’indice di occupazione. Sul Jobs Act qualcuno dice si potrebbe fare di più, ma ci sono persone che lavorano. Ce lo riconosceranno prima o poi? Ho fatto degli errori, ma preferisco fare errori ma aiutare il Paese piuttosto che attaccarsi alla sedia».«Non personalizzo questa volta, dico noi Pd» «Non personalizzo questa volta, dico noi Pd». L’ex premier tiene a puntualizzare questo aspetto elencando la serie degli obiettivi del Governo di centrosinistra, dai risultati sull’occupazione, agli “80 euro’” alla soluzione delle crisi aziendali o dell’emergenza immigrazione. «Noi – ha sottolineato – non ci facciamo i selfie davanti ai cancelli» e «non nominiamo criminologi» da «salotto di Vespa» (con implicito rif

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