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Sondaggio: senza maggioranze è meglio ritornare alle urne | Rep

A due settimane dalle elezioni crescono leggermente M5S e Lega, Forza Italia va sotto il 13%. No degli elettori Pd a alleanze con Di Maio o Salvini. E aumentano i consensi per Gentiloni 

Tuttavia, la costruzione di una maggioranza parlamentare dipende, in larga misura, dalla disponibilità del principale “sconfitto”, il Pd, a entrare in gioco. In modo diretto oppure con un sostegno esterno. Per “senso di responsabilità”. Si tratta, comunque, di una prospettiva complessa. Una componente ampia dei suoi elettori, infatti, sembra approvare un “governo di scopo”, guidato da una personalità “esterna” agli attuali schieramenti. Com’è avvenuto nella scorsa legislatura. Solo una minoranza della base Pd, però, si dice favorevole ad appoggiare un governo, senza farne parte.

D’altra parte, si tratta, ormai, di un partito “spaesato”. Ha, infatti, perduto le radici. Gli manca la terra sotto i piedi. La tradizionale “zona rossa”, dove la Sinistra era da sempre maggioritaria, oggi si è sbiadita. E appare una regione assediata. Erosa da altri colori. Il Verde leghista. Il Giallo dei 5S. D’altronde il legame fra Giallo e Verde appare molto stretto. Visto che oltre un terzo dei simpatizzanti del M5S si dice vicino alla Lega. E viceversa. Ma appare forte anche il rapporto fra gli elettori vicini al Pd e al M5S. A conferma della “trasversalità” della base pentastellata.

Il problema del Pd, tuttavia, è “radicale”. Coinvolge, cioè, le sue “radici”. La sua base elettorale, nella quale i giovani sono pochissimi. Prevalgono i pensionati e gli impiegati pubblici. Mentre gli operai e, ancor più, i disoccupati, oltre ai giovani, preferiscono rivolgersi al M5S. I lavoratori autonomi, i dipendenti privati: alla Lega. È il tempo del ri-sentimento. Alimentato dalla crisi economica, che ha generato protesta e reazioni contro i partiti che hanno governato ieri. E contro i loro capi. Così, oggi la fiducia nei confronti di Renzi e Berlusconi tocca il minimo. Sotto il 30%. Mentre cresce (di oltre 10 punti) il gradimento per Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Che raggiunge i livelli più elevati (46-48%), da quando sono entrati nella politica nazionale. In questo scenario oscurato da ri-sentimenti (anti)politici, appare sorprendente il grado di fiducia intorno al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Attestato al 50%. Primo fra tutti i leader, anche dopo il terremoto che ha affondato il suo retroterra politico. Ma è singolare anche l’ampiezza del sostegno espresso al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In entrambi i casi, si tratta di figure esterne e quasi estranee allo stile e al clima politico dell’epoca. Ma ciò riflette e raffigura bene i contrasti e le tensioni di questa fase. Di questo Paese sospeso e conteso. Tra frustrazione sociale e domanda di sicurezza. Tra insofferenza e domanda di governo. Sempre sul crinale: fra sussurri e grida.

Sorgente: Sondaggio: senza maggioranze è meglio ritornare alle urne | Rep

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