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Renzi: “È ovvio che io lasci guida Pd, si convochi assemblea per fase congressuale” – Rai News

Il segretario del Pd: sconfitta chiara, apriamo pagina nuova. Non un reggente ma un segretario eletto dalle primarie. Spoglio quasi terminato per Senato e Camera. Incontro Salvini-Berlusconi. Alle Regionali, in Lombardia in testa Fontana del centrodestra e nel Lazio Zingaretti, centrosinistra  Elezioni. Per Renzi ipotesi dimissioni ma con “percorso” per garantire guida M5S dilaga al Sud ed è il primo partito in Italia. Vola la Lega di Salvini ed è rebus maggioranza #Elezioni2018, Di Maio: “Grazie a chi ci ha sostenuto. Dato storico, emozione indescrivibile” Regionali. Lombardia: Fontana in testa con il 42,3%, nel Lazio Zingaretti con 34,4% M5S primo partito, Centrodestra prima coalizione. Cala Pd, Lega sopra FI. Ma la maggioranza non c’è Di Battista: è un trionfo, ora tutti dovranno venire a parlare con noi Exit poll, Salvini ringrazia gli elettori su Twitter Il primo commento della Lega. Giorgetti: “Risultati storici” Brunetta: probabilmente i seggi di FI saranno più di quelli della Lega Le elezioni sui siti esteri: “In Italia vincono populisti ed euroscettici” 05 marzo 2018 Matteo Renzi ha parlato al Nazareno dopo la sconfitta. “È ovvio che io lasci dopo questo risultato la guida del Pd e come previsto dallo Statuto ho già chiesto al presidente Matteo Orfini di convocare un’assemblea nazionale per aprire la fase congressuale: questo accadrà al termine della fase di insediamento del nuovo Parlamento e della formazione del Governo’. Per Renzi la soluzione per il futuro del partito è ‘non un reggente scelto dal caminetto ma un segretario eletto dalle primarie’. La tempistica delle dimissioni è stata chiarita da Renzi: “Questo accadrà al termine della fase di insediamento del nuovo Parlamento e della formazione del Governo”. “Il nostro posto in questa legislatura è all’opposizione. Lì ci hanno chiesto di stare i cittadini italiani e lì staremo. Il Pd è nato contro i caminetti, non diventerà la stampella di forze antisistema. Si parla spesso di forze responsabili. Saremo responsabili e la nostra responsabilità sarà di stare all’opposizione”, ha detto Renzi. Non c’è nessuna fuga. Terminata la fase dell’insediamento del Parlamento e della formazione del governo, io farò un lavoro che mi affascina: il senatore semplice, il senatore di Firenze, Scandicci, Insigna e Impruneta”. L’ipotesi di un suo passo indietro era stata scartata alla vigilia del voto, quando nessuno immaginava il crollo a cui si è assistito nel corso della notte. Alla luce dei dati, la parola “dimissioni” ha cominciato però a circolare fra gli ambienti dem. Tra indiscrezioni e smentite, l’annuncio è dunque arrivato nel pomeriggio. I risultati delle urne Il Movimento 5 Stelle è il primo partito e il centrodestra la prima coalizione in questa tornata elettorale che consegna all’Italia la conferma delle previsioni della vigilia, comprese quelle sui timori di una prevedibile ingovernabilità. Con due corollari: un Pd marginale e in piena crisi, con Matteo Renzi costretto alle dimissioni. E dentro la coalizione di centrodestra la Lega di Matteo Salvini con più voti di Forza Italia seppur spinta da Silvio Berlusconi. È la fotografia che consegna questa difficilissima partita elettorale che per ora sembra indicare chiaramente solo il deciso ribaltamento dei rapporti di forza tra gli schieramenti ma insufficiente, tuttavia, a delineare una chiara maggioranza in grado di tradursi in forza di governo. Affluenza definitiva al 72,93% A distanza di 17 ore dalla chiusura dei seggi, avvenuta ieri alle 23, arriva finalmente il dato sull’affluenza definitiva degli elettori alle urne: per la Camera è stata del 72,93%, in calo del 2,31 rispetto alle precedenti politiche. Per il Senato è stata invece del 72,99%, in calo del 2,27 rispetto al dato del 2013. A determinare il blocco del dato definitivo è stato il Comune di Marino, in provincia di Roma, ovvero l’intoppo si è determinato in un seggio. M5S primo partito, débacle Pd Quasi al termine dello scrutinio per la Camera, secondo i dati ufficiali del Viminale a Montecitorio, il MoVimento Cinque Stelle è il primo partito con oltre il 32%, seguito dal Pd che non arriva al 19, e dalla Lega con oltre il 17,7%. Forza Italia si ferma al 14%. Fdi è al 4,34%, LeU al 3,38%. Le altre liste in gara non hanno invece superato lo sbarramento del 3%. PiùEuropa di Emma Bonino la sfiora senza raggiungerla: 2,5%. Fra le altre, solo Potere al Popolo-Prc è oltre l’1%: 1,1%. Il dato politico – se i numeri saranno confermati – è che in Parlamento una maggioranza non c’è, né alla Camera né al Senato. Incontro ad Arcore Berlusconi-Salvini Incontro ad Arcore tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, leader della Lega. Ambienti del Carroccio definiscono “molto cordiale” l’incontro. Secondo quanto si è appreso, Salvini ha raggiunto Berlusconi nella sua residenza di Arcore dopo la conferenza stampa di questa mattina in via Bellerio prima di lasciare Milano per la capitale. L’incontro è stato breve ma viene considerato positivo dai partecipanti. Di Maio: “Ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto” “Ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto e ci sono stati vicini” scrive su Facebook Luigi Di Maio (M5s), che rimanda a un post pubblicato sul Blog delle stelle, a firma 5s, dal titolo ‘Il MoVimento 5 Stelle pilastro della legislatura’. Nel post si legge: “Il MoVimento 5 Stelle, se saranno confermati i primi dati, sarà il pilastro della prossima legislatura”. Inoltre il leader dei M5s ha detto: “Siamo aperti a un confronto con tutte le forze politiche”. Il Centrodestra vince nei collegi uninominali al nord, M5s al Sud Al momento non si conosce la geografia esatta di Camera e Senato. Il centrodestra ha vinto quasi tutti i collegi uninominali del Nord Italia. Il Movimento 5 Stelle prevale in quasi tutto il Sud Italia. Il centrosinistra è in testa in pochissimi collegi uninominali del Trentino Alto Adige, dell’Emilia Romagna, della Toscana e del Lazio. La coalizione, a guida Pd, non è in testa in alcun collegio uninominale di Umbria e Marche. I collegi uninominali sono 232 alla Camera e 116 al Senato. Gli altri si attribuiranno con il proporzionale. Per gli italiani all’estero sono riservati 12 deputati e 6 senatori. Quali scenari si profilano per una maggioranza? Il centrodestra non avrà da solo la maggioranza. Lo stesso vale per M5s e centrosinistra. M5s, primo partito, è ora il perno del Parlamento e avrebbe la maggioranza se si alleasse con Lega e/o FI oppure con il Pd. Pd e Fi insieme non avrebbero da soli la maggioranza. Una ipotetica maggioranza M5s-Lega sarebbe la più antieuropeista, considerato che nell’Europarlamento M5s sta con Farage e la Lega con Front National e Fpoe. Altra ipotesi potrebbe essere un Governo tecnico sostenuto da centrodestra e centrosinistra. In questo caso il Movimento cinque stelle sarebbe non determinante. Una eventuale alleanza tra M5s e Leu non avrebbe la maggioranza in Parlamento.

Sorgente: Renzi: “È ovvio che io lasci guida Pd, si convochi assemblea per fase congressuale” – Rai News

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