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Radio Cora – 21 MARZO, LIBERA A FOGGIA E NEL RESTO D’ITALIA NEL NOME DELL’IMPEGNO E DELLA MEMORIA

Don Ciotti, nella chiesa di San Pio X, il 24 maggio dello scorso anno, aveva fatto una promessa solenne, impegnativa quella di portare migliaia di persone a testimoniare la memoria e l’impegno di Libera in quella realtà complessa ch’è Foggia.Di LUCA SOLDIL’occasione sarebbe stata portata quella sorta di “festa” rappresentata dalla Giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime innocenti delle mafie che proprio dal 2017 sarebbe diventato appuntamento istituzionale per il 21 marzo di ogni anno.In quella terra che ha visto piangere per quei 300 omicidi irrisolti in trent’anni, ma anche in quella terra dove in tanti “si ribellano anche alla sola idea di convivere con le mafie e che soffrono nel vedere la loro terra associata al sopruso criminale”.In quella terra dove i clan sono stati in grado di condizionare i territori. Fino al punto “da esercitare – come ha voluto ricordare don Ciotti – una sorta di estorsione ambientale“.Poco più di due mesi ed anche il Paese si era reso conto della ferocia delle mafie foggiane.C’era stata poi la strage di San Marco in Lamis del 9 agosto che aveva scaraventato sulle prime pagine dei media la realtà di un territorio devastato dalle illegalità.Quel maledetto giorno due contadini Luigi e Aurelio Luciani, 47 e 43 anni, erano stati uccisi solo perché si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. O meglio loro erano nel posto giusto, perché quello era il luogo della loro vita, del loro lavoro, delle fatiche quotidiane mentrequei killer incappucciati regolavano i conti con uno dei boss del territorio, Luciano Romito ed il suo cognato.Luigi e Aurelio, erano due testimoni scomodi e quindi andavano tolti di mezzo, nessuna pietà o considerazione.Come nessuna considerazione per l’ultima delle vittime delle mafie inserita nel lungo elenco di nomi che sono stati letti, ricordati, soppesati ad uno ad uno, dal palco Piazza Cavuor a Foggia alla conclusione della manifestazione organizzata da Libera, quello di Annarosa Tarantino, l’84enne uccisa per errore in un agguato organizzato per un esponente di un clan il 30 dicembre scorso nel centro storico di Bitonto, sempre in Puglia.Un nome letto insieme a quelli degli altri 970 martiri che rappresentano il dramma di un Paese che non riesce ad uscire fuori da questo sistema che si perpetua da decenni senza soluzione di continuità malgrado lo sforzo di società civile e parte delle istituzioni.Poco prima don Ciotti, anima e fondatore di Libera aveva parlato dal palco aveva espresso i concetti che gli sono cari, innanzitutto quello delle responsabilità che ricadono, certo sui potenti ma anche su ognuno di noi:“Il cambiamento ha bisogno di tutti. Noi lo chiediamo alla politica, alle istituzioni, ma dobbiamo chiederlo anche a noi come cittadini: abbiamo bisogno di cittadini responsabili non certo di cittadini a intermittenza a seconda delle emozioni e dei momenti”.Poco prima aveva esordito:“Qui piove ma oggi c’è lo stesso la primavera: ci sono migliaia e migliaia di giovani, adulti e associazioni che stanno camminando insieme”.E Foggia aveva sfilato con i suoi giovani, con la sua società civile, con le istituzioni nel corteo della manifestazione nazionale per la 23ma Giornata dell’impegno e della memoria in ricordo delle vittime di mafia.Indispensabile per don Ciotti, affinché l’impegno contro le mafie sia quotidiano, e non elemento di una sola giornata è lo “scrivere, nelle nostre coscienze, tre parole”. “La prima – ha detto – è continuità, la seconda è la condivisione perché è il noi che vince, la terza è la corresponsabilità, cioè il chiedere alle istituzioni che facciano la loro parte, e se non la fanno dobbiamo essere una spina per chiedere conto”.A migliaia hanno sfilato per le vie di Foggia per il bene comune come lo hanno fatto in decine di migliaia nelle altre città dove si svolgevano le manifestazioni a carattere regionale.Ed i giovani, le persone erano 40 mila a Foggia e circa un milione erano presenti in tutta Italia dove si sono svolte, in tutte le regioni, altrettante manifestazioni.Dove in tanti si sono fermati per ricordare le vittime innocenti delle mafie e abbracciare le centinaia di familiari che portano quotidianamente il peso di un dolore che potrà essere uno poco più leggero solo grazie alla vicinanza ed alla condivisione della memoria.

Sorgente: Radio Cora – 21 MARZO, LIBERA A FOGGIA E NEL RESTO D’ITALIA NEL NOME DELL’IMPEGNO E DELLA MEMORIA

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