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Putin IV, un trionfo annunciato nel nome della Grande Madre Russia – La Stampa

Oggi le elezioni, il presidente vuole il quarto mandato e punta a superare il 70%. Caso spie, espulsi 23 diplomatici britannici per galvanizzare i nazionalisti

La Russia va alle urne mentre il caso Skripal investe con una nuova fiammata i già deteriorati rapporti tra Mosca e Occidente. E Putin – che senza dubbio sarà confermato presidente per altri sei anni – ne approfitta per trarne il massimo vantaggio elettorale con una dura risposta a Londra lanciata alla vigilia del voto con strategica puntualità. Se mercoledì la Gran Bretagna aveva annunciato l’espulsione di 23 diplomatici russi per l’avvelenamento a Salisbury dell’ex spia russa doppiogiochista Sergey Skripal e di sua figlia Yulia, ieri il ministero degli Esteri di Mosca ha ripagato il Regno Unito con la stessa moneta: l’espulsione di 23 diplomatici britannici. Ma a ciò il Cremlino ha aggiunto altre misure di ritorsione non da poco: la chiusura del Consolato generale a San Pietroburgo e l’interruzione delle attività del l’ente che si occupa della diffusione della lingua inglese. Mosca si riserva inoltre altre azioni nel caso di ulteriori atti «ostili» da parte di Londra, che – per bocca della premier Theresa May – ha a sua volta promesso di «valutare i prossimi passi con gli alleati».

Una risposta forte quella di Putin, che appare rivolta non solo al Regno Unito ma anche agli elettori russi. Anche se – secondo alcuni analisti – non sembra avere l’obiettivo di scatenare una reazione a catena di rappresaglie con la Gran Bretagna. Il politologo Valery Solovey ritiene che queste misure contro Londra «siano state rese note apposta nel giorno del silenzio elettorale» in modo che «la principale notizia prima delle elezioni fosse la prontezza del Cremlino a ribattere colpo su colpo con una politica estera di ferro». La conferma di Putin sulla poltrona presidenziale è scontata, ma lo «zar» ha un obiettivo ambizioso: aggiudicarsi il 70% dei voti portando alle urne il 65-70% dei 111 milioni di aventi diritto. Solo così la sua rielezione sarà pienamente legittimata. Si registrano pressioni su dipendenti pubblici e studenti affinché vadano a votare. Strade e metro si riempiono di slogan che invitano alle urne. Il bombardamento arriva in tv e via sms. Attivisti e oppositori temono brogli per pompare i dati sulla partecipazione.

 

La vera sfida per Putin è quindi quella dell’affluenza, che una recente indagine del centro statale Vtsiom prevede attorno al 63-67%. Un po’ meno di quanto vorrebbe il Cremlino. Il primo a chiedere ai russi di boicottare le urne è il dissidente Aleksey Navalny, capace di trascinare in piazza migliaia di persone ma escluso dalle elezioni per i suoi problemi con la giustizia che molti ritengono di natura politica. Ma la principale zavorra che frena l’affluenza pare essere l’esito scontato del voto. Putin doppia più volte tutti gli altri candidati. I sondaggi lo danno in testa con il 69-73% delle preferenze. Gli altri sette pretendenti seguono a distanza siderale. Il comunista Pavel Grudinin, un ricco imprenditore agricolo «capitalista» che guida il Sovchoz Lenin, dovrebbe ottenere il 10-14% dei voti, l’istrionico nazionalista Vladimir Zhirinovsky l’8-12%. Restano fuori dal podio gli oppositori Ksenia Sobchak – figlia del defunto ex mentore di Putin e sindaco di San Pietroburgo Anatoly Sobchak – e Grigory Yavlinski, storico leader del partito liberale Yabloko.

Il nuovo scontro con Londra sul caso Skripal potrebbe inoltre rafforzare ulteriormente Putin, la cui popolarità si basa in buona parte sulla retorica di una Russia che torna alla ribalta come grande potenza mondiale ed è per questo osteggiata dai suoi rivali internazionali. È lo stesso messaggio lanciato a inizio mese dallo «zar» presentando nuove armi nucleari capaci – a suo dire – di penetrare gli «scudi» americani. E non è un caso che si voti il 18 marzo: è il giorno della «storica» annessione della Crimea, che ha compromesso i rapporti con l’Occidente ma ha portato a livelli record il consenso attorno a Putin.

Sorgente: Putin IV, un trionfo annunciato nel nome della Grande Madre Russia – La Stampa

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