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Presidente Senato, centrodestra spaccato. Lega: “Votiamo Bernini”. Di Maio: “Noi disponibili”. Lei frena. Berlusconi: “Rotta la coalizione” – Repubblica.it

Salvini si smarca da Forza Italia che insiste su Romani. Ira del Cavaliere: “Atto ostile”. Convoca i vertici del partito e riceve Bossi. Per la Camera i 5s candidano Fraccaro

ROMA – E’ rottura nel centrodestra. Silvio Berlusconi si scaglia contro la Lega dopo la svolta di Matteo Salvini, che lancia il nome della forzista Anna Maria Bernini come presidente del Senato, invece di sostenere il candidato indicato ufficialmente da Forza Italia: Paolo Romani. La reazione di Berlusconi non si è fatta attendere: “Dalla Lega arriva un atto di ostilità a freddo”, dice. I voti del Carroccio a Bernini “rompono l’unità della coalizione del centrodestra e smascherano il progetto per un governo Lega-M5S”. In un vertice a Palazzo Grazioli, Berlusconi ha detto alla senatrice di Forza Italia: “Non possiamo accettare candidature scelte da altri”. E Bernini ha offerto la disponibilità a ritirarsi in assenza del sostegno di Berlusconi.

È del tutto evidente che sono indisponibile ad essere il candidato di altri senza il sostegno del presidente @berlusconi e del mio partito.

“Il candidato resta Romani”, dice Berlusconi in tarda serata.

Dopo aver fatto muro, il Movimento 5 Stelle prova a incunearsi nella frattura creata dalla Lega: “Siamo disponibili a sostenere l’esponente di Forza Italia Anna Maria Bernini o un profilo simile”, twitta in serata Luigi Di Maio. Una decisione appoggiata anche da Alessandro Di Battista: “Ho fatto opposizione a Berlusconi come pochi in questi anni, ma se Salvini propone Bernini al Senato è giusto votarla”, scrive su Facebook l’ex deputato M5S. E poco prima di mezzanotte arriva una “sorpresa” anche per quanto riguarda la Camera: sembrava fatta per Roberto Fico, ma i capigruppo 5 stelle, Danilo Toninelli e Giulia Grillo, annunciano che il candidato ufficiale del Movimento è Riccardo Fraccaro.

D’altra parte in Senato Lega e M5s potrebbero eleggere da soli il presidente già nella terza votazione di domani. Infatti da regolamento nel terzo scrutinio il quorum è pari alla maggioranza assoluta dei voti dei presenti, contando tra i voti anche le schede bianche. Lega e 5 stelle, insieme, possono contare su 170 senatori, 58 del Carroccio e 112 del Movimento 5 stelle.

Per la Presidenza del Senato siamo disponibili a sostenere Anna Maria Bernini o un profilo simile.

Intanto Salvini fa sapere con una nota di essere disponibile ad appoggiare un candidato M5s a Montecitorio: “Vista la disponibilità dei 5 stelle a sostenere un candidato del centrodestra alla presidenza del Senato, noi ne appoggeremo uno dei 5stelle alla presidenza alla camera. Aspettiamo di conoscere nomi”.

Lo scontro si consuma durante una giornata di fumate nere sia a Montecitorio che a Palazzo Madama, dove per ore si è continuato a cercare una soluzione al rebus delle presidenze. Poi la mossa del leader leghista che ha spiazzato Forza Italia: Bernini, esponente di Forza Italia come Romani, anziché scheda bianca come il resto della coalizione. Salvini sostiene di aver avvisato Silvio Berlusconi, ma anche il commento di Renato Schifani è gelido: “Ne prendiamo atto”.

Berlusconi convoca in serata i vertici azzurri a Palazzo Grazioli, dove riceve anche Umberto Bossi – segno che una parte della Lega non ha gradito lo strappo – e la linea sul nome di Paolo Romani non cambia.  

Presidente Senato, centrodestra spaccato. Lega: "Votiamo Bernini". Di Maio: "Noi disponibili". Lei frena. Berlusconi: "Rotta la coalizione"

C’è un voto mancante nella Lega su Anna Maria Bernini, spiegano fonti del Carroccio, sarebbe quello di Umberto Bossi che “avrebbe scritto il nome della senatrice azzurra con mano tremante, quindi è stata annullata per questo”. Dal Carroccio infatti insistono che nel gruppo non vi è stata alcuna defezione, “siamo 58 a palazzo Madama, i 57 voti sono dovuti a una scheda nulla”. Poco dopo Bossi è andato a Palazzo Grazioli per incontrare Silvio Berlusconi

Salvini motiva la scelta di sostenere Bernini come un atto di responsabilità per uscire dal pantano. “Abbiamo dato la disponibilità a votare un’esponente di Forza Italia, speriamo che anche altri abbiano lo stesso senso di responsabilità”, dice. E aggiunge: “Il M5s sbaglia a porre veti, ma sbaglia anche chi si arrocca su un solo nome: ognuno di noi, in questo momento deve parlare con tutti e mettersi di lato di qualche centimetro, noi della Lega ci siamo messi di lato di un chilometro”.

Da Giorgia Meloni arriva un appello a fare un passo avanti perché “questo delicato passaggio sulle presidenze delle Camere non si risolva in un liberi tutti”. La leader di Fratelli d’Italia si dice disponibile ad un nuovo vertice dei partiti di centrodestra “nella speranza che ci sia ancora un margine per ricomporre”.

Più sibillino Ignazio La Russa: per il senatore di FdI la mossa di Salvini è una “boutade” per smuovere lo stallo: “Sta a Berlusconi”, aggiunge, “trovare il colpo magico per sventare chi tenta di divaricare il centrodestra”.

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I grillini avevano mandato a monte la possibile intesa con il centrodestra sui nomi di Roberto Fico alla Camera e Paolo Romani al Senato motivandola con un no al forzista, in quanto condannato per peculato.

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· L’IPOTESI ZANDA
In mattinata era circolata l’ipotesi di un possibile sostegno dei grillini al ballottaggio al Senato per il dem Luigi Zanda. “Un po’ come accadde nel 2013 –  facevano filtrare fonti del M5S – quando si doveva scegliere tra Renato Schifani e Pietro Grasso”. Allora una parte dei grillini votò per l’ex magistrato eletto nelle file del Pd. E la scelta provocò il primo scontro interno al gruppo grillino e le prime espulsioni. Oggi la manovra sembrava invece essere ispirata dal gruppo dirigente del Movimento.

“Se ci sono delle scelte del M5S che riguardano il Pd ce lo vengano a dire. Per ora non è arrivata nessuna proposta”, aveva detto il capogruppo uscente Ettore Rosato, freddo sull’ipotesi Bernini lanciata da Salvini: “Non la votiamo”. Ma ora i giochi sembrano fatti a prescindere dal Pd.

Sorgente: Presidente Senato, centrodestra spaccato. Lega: “Votiamo Bernini”. Di Maio: “Noi disponibili”. Lei frena. Berlusconi: “Rotta la coalizione” – Repubblica.it

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