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Potere al Popolo, verso nuovi percorsi di mutualismo in un Popolo unido.

In una frazione di Empoli, Monterappoli, troviamo questo: 7,8% a Leu, e 8,2% a Potere al Popolo.
Conosco personalmente chi di questa zona dell’empolese si è battuto, facendo porta a porta con volantini pieghevoli a colori autofinanziati… non fotocopie sbiadite di vecchie segreterie (che poi ci hanno detto svilendo: abbiamo fatto tutto noi – senza di noi voi non siete niente!). Persone di ogni estrazione di sinistra, unite; persone grandi e volenterose di un’assemblea Pap, come di tantissime assemblee ormai spaese in Italia, che guardano al futuro, a dimostrarci che con l’impegno delle assemblee sovrane, e di tutti i loro componenti, si può davvero guardare lontano, crescere, divulgare un’idea, quindi aiutare… . Il vero obiettivo che ci eravamo proposti nelle due assemblee che ci hanno unito tutti nel mitico fine 2017 di Roma, si ritrova nel risultato dell’empolese che conferma i propositi, e sottolinea la forza della volontà delle singole persone stufe delle divisioni promosse da dirigenti di questo o di quel partitino sepolto dalla fine delle ideologie, decretata nuovamente in questa tornata elettorale. Persone, cittadini vecchi e giovani, studenti e precari, donne e uomini in perenne lotta, unite in assemblee… che guardano alla ricostruzione di una sinistra unida, forte, pragmatica e (davvero) utile per tanti ultimi, fatti odiare dai penultimo, da destre dalla propaganda di odio, ignobilmente sponsorizzate da un giornalismo dedito all’odience e alla falsità dei suoi scoop! Un 8,2% che è una conferma, che parla da solo.
La realtà non è quella dei volantini satinati, certo, ma ben altra… nota e stranota.
“L’immagine che i media hanno dato di Pap purtroppo fa (ingiusta) sostanza. In ogni dove si diceva che Pap è composto da R.C. e 4 giovincelli dei centri sociali. In Pap si è candidato un segretario di partito che, in precedenza (o i suoi predecessori), ha provato a riciclarsi in ogni dove, con continui fallimenti e abbandono del campo da parte di altri partecipanti stufi di queste invasioni dirigenziali, dato che Pap parte dal basso, dai non partiti, dalle non strutture gerarchiche. All’elettore però è passato questo messaggio: Pap è sostenuto dai riciclati! Ingiusto, ma dirimente… in negativo. La realtà del progetto dell’Ex Opg pareva è sembrata così utilizzata solo come un mezzo (il famoso taxi di Guido Viale). La realtà di Pap, dei centri sociali, delleassociazioni, degli studenti, dei precari, dei lavoratori, dei Cobas, dei poveri, dei pensionati alla fame… degli ambientalisti, dei No Tav, quindi non è passata. L’elettore è da 30 anni che fugge dal partito gerarchico ideologizzato (non ne sindaco i motivi goisti o ingiusti, ma è così). Ma questi partitini morti sono stati presentatidai media agli elettori come essenziali e motori (anche se nei fatti avevano un ruolo minore, con nessuna propulsione iniziale), e i risultati inevitabilmente sono arrivati puntuali! I voti presi da Pap, oltre a quelli dei pochi dirigenti rimasti, sono stati quelli di cttadini di sinistra, studenti, precari, lavoratori, pensionati… ecc. . Altra cittadinanza debole (ex borghese), come dichiara da tempo col suo non consenso ai vecchi partiti gerarchici di sx, è fuggita verso lidi non ideologizzati, apparentemente caldi… (sugli inganni, da super reddito di cittadinanza, e da propaganda razzista, anti-diverso, come unico male, c’è da dire, ma come?).
Col nostro 1%. Con le centinaia di assemblee e azioni sul territorio si apre un panorama indescrivibile…; si può notare all’orizzonte una prateria sconfinata con animali di ogni tipo, da scoprire e abitare…, non sarà facile, ma c’è, e occorrerà coraggio e passione; solo li c’è acqua, verde e luce. Solo lì c’è da edificare una città plurale… come il mondo Maya, nato nell’oscurità, vissuto nella luce e pluralità, tra belve amiche (e non amici che nascondono scheletri) e verde. Distrutto dall’abbandono delle sue genti. Una prateria sconfinata di tutti e per tutti, dove edificare su valori condivisi, certo, ma del fare, del mutualismo, non delle distanze tra persone, non dei dicktat dirigenziali. Che altro? Ancora buio? Il vento dell’ovest è arrivato. E Potere al Popolo soffia forte”.
Certo, va trovata un’organizzazione, ma nelle assemblee sovrane, in metodi nuovi, non nei vecchi modelli gerarchici, dove contava solo la voce della direzione 8anche se votata). Da questi modelli la gente fugge, è stufa. La società si è evoluta (si fa per dire); ma di fatto oggi le persone vogliono esprimersi, dibattere e votare sulle decisioni e indirizzi.
Certo che le assemblee non devono essere confusionarie. Per questo serve civiltà, e francamente in Pap ne vedo, poi occorre un regolamento che coordini le assemblee, perchè i risultati arrivino in alto (volere dal basso). L’assemblea di Firenze per la scelta dei candidati è stata bellissima (nel senso che la maggioranza dei partecipanti ha bloccato un attacco di prepotenza e di inciviltà di R.C. di una città toscana); abbiamo assistito ad uno spettacolo indegno e indecoroso dove i delegati di questa città di R.C. urlavano in 4-5, non facevano parlare i giovani che alzavano la mano e pretendevano di far passare tutti i loro 5 candidati, quando altre importanti realtà, avrebbero dovuto quindi fermarsi a 1-2 candidati. Un vecchio militante di Rifondazione di Grosseto (svincolato dalla dirigenza -è questo che conta- animi di sinistra, ma liberi- nel pensiero e nei valori- ) ha richiamato, stupito e sdegnato i compagni alla civiltà! Poi quando alle due di notte, dopo estenuante discussione e alzata di voce per azzittire quelle prepotenze (i delegati di rifondazione -non di Pap (?)- dicevano: “allora se è così crolla PAP! E facevano finta di andarsene, poi invece rientravano a litigare”; veniva quindi chiamato al telefono il segretario regionale di RC che interveniva, del tutto esaltato con la vena gonfia, volendo mettere le mani addosso ald un compagno Livornese e ad altri (!!!) misurando un cazzotto e facendosi reggere. Spettacolo indegno! Questo voglio dire!!! Le direzioni dei partitini (scomparsi), non possono mettere le mani sopra un processo nuovo e bellissimo… ultima speranza di unione di intenti per la rinascita nuovo mutualismo e di valori persi.
Gli elettori ne sono stufi, e come vedono l’ombra di partiti ideologizzati, fuggono! Questo è un movimento di varie ideologie, ma non deve passare come ideologizzato, per colpa della presenza di un partitino con i suoi leaders sempre nel mezzo (che alla visione dell’opinione pubblica passano come riciclati), semmai, potrà presentarsi un seguace di un’ideologia, certo, ma come donna o uomo libero, come tutti noi.
Qualcuno mi dice: ai volantini ci pensiamo noi che abbiamo la sede!!! Poi ti presentano volantini sbiancati, e a fine campagna elettortale mi dicono anche: “se non c’eravamo noi di Rifondazione PAP prendeva lo 0,1”. A saperlo, di cene di finanziamento ne abbiamo fatte tante, bastava mettere 3 euro in più a testa e si stampavano colantini migliori su internet. Ma non è questo il punto. Questa è solo l’arroganza di chi crede di essere essenziale, dirigenti fissati dalla brama di recuperare un potere basato solo sull’ideologizzazione, piuttosto che sul fare aiuto e dare la parola a tutti; questo ha portato i cittadini a fuggire se sente in lontananza la presenza di un partito (morto, in via di riciclo).
Io stimo tanti di voi compagni che vengono da r.c., come però stimo tutti coloro che si sono prestati in questa campagna elettorale. Ognuno può dire: se non c’ero io, ma perché? Ma anche basta! Dire: se non c’era Rifondazione! Tutti i compagni, tutti i cittadini, tutte le donne e uomini, militanti per l’ambiente, per i diritti, la scuola, per i pensionati, tutti sono fondamentali. Ma dire in TV che Pap è composta da dirigenze di partitini e 4 ragazzotti dei centri sociali, è svilente per tutti, per tutte le forze nuove, giovani, di lotta sul campo da anni, per l’ambiente, contro le grandi opere, per la scuola, sanità, lavoro …. è riduttivo. E l’elettore scappa! La regola dovrebbe essere che i nomi di partiti morti, e i loro dirigenti (fuori da ogni logica di esistenza per l’elettore medio – poi dirigenti di che cosa, di sezioni vuote?) devono stare fuori dalle candidature e partecipare in platea come tutti, altrimenti Pap, che ha un grandissimo potenziale, non supera l’1 %. Mi dispiace per tali donne e uomini nostalgici, ma devono smetterla di parlare con se stessi, e ascoltare le nuove proposte. Mi dispiace meno per quegli uomini strutturati e di partito, come un segretario regionale che a Firenze ha provato ad alzare le mani senza un motivo, perché in assemblea sovrana di Pap non passava la linea dei suoi delegati; ma è così! Devono fare un passo indietro e permettere alle persone di lavorare insieme, libere da propaganda di partito. Poi mi deicono: Certo, ma le sedi non sono tutto… ! Allora rispondo: questo è un vile ricatto, sono anche sedi vuote e in tanti posti stanno finendo i soldi di partito per le locazioni dei fondi. Non è che se R.C. o IL P.C.I. (ripeto: partitI spentI da tempo) hanno un fondo e lo mettono a diaposizione, possono accampare dei diritti di maggior visibilità, cone hanno fatto, provocando peraltro i soliti malumori in un corpo elettorale che li hanno esclusi da decenni. Non è altruismo, non è la progettualità che il Popolo di Pap offre. Sono contento che siano rimasti ideali e militanti, ma la dirigenza che batte il pugno, è controproducente… ; se vogliono parlano come tutti, va bene, ma anche basta l’imposizione, la visibilità di strutture che non esistono, che non sono Pap; o credi in un vecchio partito o credi in Potere al Popolo, non si può avere due mogli e con quella ufficiale, dire che si ama soprattutto l’altra… o di qui o di là! Coerenza e impegno nell’attuarla. Si potrà discutere di valori e idee marxiste, ma applicate alla realtà di oggi, nella logica di capire i bisogni delle persone e offrire loro una immediata risposta. Le sedi non fanno un popolo. Potere al Popolo si dovrà quindi incontrare in ambienti liberi, in circoli, in centri sociali, in case, in ristoranti (fare raccolta fondi), in ogni dove… basta che ci sia un popolo. Di una sede vuota, non ne facciamo nulla, se c’è bene, gli diamo vita, ma con Pap, altrrimenti sarà ignobile ricatto, quando invece tutti danno qualcosa in modo disinteressato.
Mi dicono: basta espellere chi si comporta male, c’è l’assemblea! Ma come si fa ad espellere il segretario regionale di un partito, che ti minaccia di far crollare tutto il giorno prima delle elezioni, se non ottiene quello che vuole? Sbandierando la propria autonomia -del nulla-dei dirigenti-senza più popolo- (come hanno sempre fatto: da Bertinotti fino alle esperienze di Cambiare si può, per arrivare al Brancaccio … troppi continui mal di pancia e odio degli uni -R.C.- contro gli altri e viceversa). Ora a Roma, alla prossima assemblea del 18 marzo 2018, arriveranno in massa a urlare la loro indispensabilità … ma si tratta di un blocco di dirigenti senza popolo, non di un Popolo, non di militanti liberi, ai quali è tolta la parola! Questi ultimi conoscono il valore di Potere al Popolmo, credono in Potere al Popolo, portano avanti questo progetto, senza cercare di propagandare un Partito morto che allontana le persone, non inclusivo, ma invasivo in ogni progetto nascente; un bacillo che cerca di ripetersi, e tirà giù! Sono l’attuazione concreta di valori, le risposte alle persone che tirano su, che danno entusiamo, non l’imposizione di vecchi modelli gerarchici.
Mi dicono: “occorre fare delle buone regole per risolvere il problema”. E’ vero, le regole vanno fatte, ma che rovescino la piramide del partito classico, fin da subito. E’ la maggioranza che decide nel partito novecentesco? Può andare, ma al di là del fatto che non si comprende più quale maggioranza decida in un partito fatto di dirigenti e basta, visto che questi ultimi pensano che il fantasma sia vivo, dopo essere stati eletti poi fanno come gli pare! Cercano di invadere campi nuovi, campi liberi, e cercati da tempo dal un nuovo popolo che non ci sta, dai nuovi giovani di oggi, dai nuovi vecchi e giovani dentro di oggi, e poi vediamo questi eroi ideologizzati e ingessati che non sanno confrontarsi a mente aperta, sul palco a presenziare…. è storia vecchia, che esclude, che decreta nuovi fallimenti; storia da conoscere, per guardare davvero oltre.
La partecipazione costante nelle decisioni è altra cosa. Il mutualismo e l’attivismo, se non ripartiva dall’ Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo ce lo siamo dimenticato a Torino negli anni ’70, dove veniva fatto mutualismo casa per casa, ma non il nulla di R.C.!
Mi si dice: “il segretario di R.C. ha fatto, ha detto”. Il problema che non capisco, è che esiste un segretario di un fantasma senza elettori, che si presenta cone leader, quando invece in Pap questo deve essere un compagno di sinistra cone tutti gli altri, perché presentarsi come leader, quando è uno di Pap, che vale uno? In Pap, la parola segretario R.C, che senso ha? Il nostro popolo comprende tutti noi. Perché dovrei presentare una persona come leader, quando per Pap non è leader? Ma poi leadership di che? Quando il partito è svuotato da anni? Giusto che rimangano vivi gli ideali marxisti, ma non una stanza dei bottoni vuota (che allontana l’elettorato); dentro a Pap tale stanza non ha senso, perché ci sono grandi nuove energie, la fuori, che non vogliono stanze e sezioni, ma spazi di aggregazione per il confronto vero e civile, libero, nuovi giovani impegnati nel fare nutualismo, nuovi anziani giovani dentro, impegnati e contenti nello stare insieme, nel mettersi a disposizione, pel progettare un futuro migliore.
Viola, recentemente ha detto: “a cercare di rimettere insieme i cocci della sinistra, a sommare…, non si va da nessuna parte; occorre ascoltare i bisogni delle persone, e dare risposte. Occorre opporci al capitalismo predatorio che installa capannoni, sfrutta un territorio, e poi scappa”. Queste parole sono il senso della nostra lotta pre-elettorale, sono il mantenimento di una promessa: superiamo lo sbarramebto delle elezioni, poi andiamo avanti e cresciamo insieme. Ecco il senso.
E ora, che lo sbarramento delle elezioni è superato con un grande risultato, ora ci siamo in tanti e uniti, in assemblee in tutta Italia, chi ha fatto calcoli di risultato, e dice che se ne esce, dispiace sentir queste parole; fuori sarà solo, e provocherà solo danni alla sinistra unita, dato che alle prossime elezioni, creerà nuova confusione, rimanendo solo e fuori dai numeri, e allontanando l’elettorato dalla sinistra. Altra vittoria delle divisioni, dell’odio, di Pirro: perdiamo tutti? Mal comune, mezzo gaudio. Non è più così. Perde la società, e la cultura va sempre più giù, l’odio e i malumori, puntano così verso partiti opportunisti, che escono dall’aula sullo Jus soli, che promettono illusioni a poveri stremati, destre becere e ignoranti.
Dobbiamo invece gioire se possiamo stare insieme su una piattaforna, confrontarci, guardarci nefli occhi, progettare cose per chi soffre, abbandonare i fantasmi, l’odio che a tutti i livelli pervade la nostra società. In ogni strato e ambiente sociale, oggi c’è odio, incomprensione,
Potere al Popolo ha mobilitato. Potere al Popolo oggi c’è! Si tratta di capire che siamo vivi e uniti, cittadini di ogni estrazione di sinistra… ma uniti, è l’unione che fa la forza, non la somma di cocci chiusi in se stessi, ingessati e riottosi. A Napoli e in altri posti è stato umilmente fatto, offrendo con fatica e passione illimitata, spazi e sportelli a chi ha bisogno di aiuto e socialità. Questo è politica vera, che costa fatica, non schemi di potere. Si tratta di uscire fuori allo scoperto per confrontarsi su progetti, aprendosi agli altri, con più ascolto e meno chiusure, decidere di essere presenti in questa unica modalità, di rinnovata civiltà. Ascolto di nuove energie che sommessamente vogliono alzare la mano, ascolto del vento che soffia. Potere al Popolo.

Sorgente: Potere al Popolo, verso nuovi percorsi di mutualismo in un Popolo unido.

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