Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Pensioni, l’Ue chiederà una stretta: rischio Fornero-bis | Rep

Per Commissione Ue e Fondo Monetario serve un intervento sui costi entro il 2020. Più che abolire o allentare le leggi attuali si rischiano tagli all’assistenza

ROMA. La spesa pensionistica dell’Italia è una bomba pronta ad esplodere. Lo scriverà la Commissione europea nel rapporto di primavera “Ageing Report 2018”. Previsioni talmente drastiche da raccomandare al governo che verrà non solo prudenza nell’intaccare le riforme in atto. Ma anche di intervenire ancora. Morale della favola: più che cancellare la Fornero, preparare una Fornero bis.

I numeri choc sono noti agli addetti ai lavori, già dallo scorso giugno. La Ragioneria dello Stato li ha studiati e messi a confronto con i propri, criticandone le asperità nel suo Rapporto pubblicato nell’ottobre scorso. Così il governo uscente nel Documento di economia e finanza. Ma la bacchettata di Bruxelles arriverà lo stesso. Proprio nel bel mezzo delle trattative per il nuovo esecutivo. E proprio quando le forze vincitrici delle elezioni – M5S e Lega – accarezzano l’idea di apparecchiare una legislatura su pochi punti programmatici. Tra questi anche la “revisione” della riforma Fornero.

Ma cosa dice la Commissione Ue, o meglio il gruppo di lavoro intergovernativo noto con la sigla Epc-Wga, lo stesso che stila le pagelle ai nostri conti pubblici? Scrive nero su bianco che la gobba previdenziale – il picco di spesa italiana per le pensioni in rapporto al Pil che si avrà quando la generazione dei quarantenni attuali uscirà dal mercato del lavoro – salirà nel 2040 al 18,5% anziché al 16,3% come sostiene l’Italia, superiore al record storico del 2015 (15,7%). E questo perché la nostra economia si pianterà: crescita del Pil allo 0,7% in media nei prossimi anni, anziché all’1,2% stimato dalla Ragioneria, contributo degli immigrati regolari ridotto di un terzo, occupazione e produttività asfittiche, invecchiamento della popolazione galoppante e scarso ricambio generazionale.

Uno scenario tutt’altro che distante. Per la Commissione europea l’arrampicata alla vetta parte già nel 2020, con almeno 10-15 anni di anticipo rispetto alle proiezioni italiane. Ecco perché la correzione di rotta va attuata sin da subito, nella prossima legge finanziaria. Il governo Gentiloni aveva già fatto le pulci a una visione così drastica, opponendo alle terribili curve di Bruxelles stime più rosee su Pil e occupazione, figlie di politiche espansive e del ritorno del Paese sul sentiero di crescita. “È vero però che l’equilibrio dei conti pensionistici dopo la Fornero rischia di essere più precario”, ammette Stefano Patriarca, consigliere economico di Palazzo Chigi. “Se dovessimo crescere meno dell’1,5% medio, il futuro si tingerebbe di nero”. In pratica secondo l’Europa i risparmi della Fornero sarebbero bruciati entro 10 anni. Per l’Italia in 30. E questo per colpa di un’economia non brillante, l’effetto demografico (poche culle). Ma anche le spese di questi anni: soprattutto le otto salvaguardie per gli esodati costate 12 miliardi e in misura minore l’aumento ed estensione della quattordicesima.

“La spesa “pura” per le pensioni non solo è sotto controllo, ma in linea con la media europea”, controbatte Alberto Brambilla, sottosegretario al Lavoro nei governi Berlusconi 1 e 2 (2004-2005). E soprattutto autore del capitolo pensioni nel programma elettorale della Lega. “La spesa previdenziale italiana è all’11% del Pil, non al 16: assolutamente sostenibile. Il resto è assistenza: qui spendiamo 100 miliardi all’anno, senza sapere dove vanno. Il nostro piano non è abolire la Fornero: toccare la previdenza è dinamite, guai a farlo. Ma di rivederla, questo sì. Permettendo a chi ha 35-36 anni di contributi e almeno 64 anni di età, oppure 41 anni e mezzo di contributi a prescindere dall’età di andare in pensione. Intervento chirurgico e fattibile: 50 miliardi in 10 anni. Che si coprono tagliando quell’assistenza che va ai falsi invalidi e a chi non se la merita, perché mente sui requisiti. L’Europa capirà, quando spiegheremo i numeri veri dell’Italia. Non quelli che passa l’Istat”.

Sorgente: Pensioni, l’Ue chiederà una stretta: rischio Fornero-bis | Rep

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

2 Comments

  1. Alberto Brambilla non sa che revisionare la riforma Fornero non è sufficiente per scendere a 41? Occorre revisionare anche la ben più severa riforma SACCONI, votata anche dalla Lega Nord nel 2009, 2010 e 2011, che ha introdotto l’adeguamento automatico alla speranza di vita, che, nel 2019, porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni e l’età di pensionamento anticipato a 43 anni e 3 mesi per gli uomini (e solo 1 anno è dovuto a Fornero) e a 42 anni e 3 mesi per le donne (zero a Fornero).
    Per il resto è vero, al netto delle voci spurie, la spesa pensionistica scende almeno al 12% sul Pil.
    L’RGS ha stimato il risparmio dalla 4 riforme dal 2004 al 2060 kin 60 punti di Pil, pari a 1.000 mld; di questi, solo 280 (al netto delle modifiche intervenute) sono dovuti alla riforma Fornero, il grosso dei residui 700 mld è dovuto alla riforma SACCONI.
    Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti
    https://www.sinistrainrete.info/spesa-pubblica/10826-vincesko-pensioni-l-estremismo-di-bankitalia-e-corte-dei-conti.html

  2. Grazie

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.