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Pd e LeU non servono più, Renzi vada al centro e la sinistra si rifondi – Lettera43.it

Il segretario dimissionario crei il suo partito macroniano. La sinistra riparta ascoltando i militanti e gli elettori che hanno bisogno di una nuova casa. E non di dirigenti assatanati dalla voglia di fare i parlamentari.

di Peppino Caldarola

Ciò che ha perso la sinistra, nel senso che l’ha spinta a perdersi, agli albori della seconda Repubblica fu il pessimo tentativo di imitazione del vincente modello leaderistico e la divisione fra coloro che consideravano Berlusconi il diavolo in terra e chi con il diavolo voleva discutere. Quella sinistra, che è la stessa di oggi, si è persa in questa diatriba poi diventata lotta fratricida senza occuparsi del proprio popolo e senza occuparsi del proprio cervello. Al suo popolo ha negato rappresentanza e tutela, al proprio cervello l’alimento per leggere il presente cioè quella capacità di interpretare i fenomeni nuovi e di incastonarli dentro una forte cultura politica.

VERSO IL PARTITO DI RENZI. La storia si sta ripetendo oggi. Il Pd renziano rappresenta qui quello che rappresentavano i girotondini, cioè quell’area politica che vedeva il rischio di inciucio con Berlusconi e sparava a zero contro chi dirigeva il partito di sinistra dell’epoca. I trattativisti sono invece simili ai cultori della manovra politica che avrebbero voluto sdoganare Berlusconi e piano piano governarlo. Due idee perdenti allora e perdenti oggi. Non c’è dubbio, a mio parere, che ci sia un fondo di verità nella ricerca da parte di Renzi del ruolo di maggior antagonista di Di Maio e che il rischio della trattativa possa trasformare il Pd in junior partner di un socio politico ancora sconosciuto. Non c’è altrettanto dubbio che Renzi fa questa operazione, sempre a parer mio, per fondare un nuovo partito sul modello francese che si distacchi da tutta, ma proprio tutta, la sinistra e vada avanti a rappresentare il centrismo progressista.

L’ALBA DELLA TERZA REPUBBLICA. Quel che non colgono né Renzi né i suoi critici è che il voto di domenica è stato un voto per un governo senza e contro la vecchia classe dirigente, compreso il leader del Pd. Il Sud non ha dato un voto di protesta ma un voto per il governo, un altro governo. Cioè l’intero Paese sente verso il sistema politico lo stesso rifiuto che ebbe nel passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e chiede protezione ai nuovi governanti sentendosi tradito da quelli di prima. C’è poco da accomodarsi, da traccheggiare, da diventare responsabili. Bisogna più semplicemente decidere come si sta nella terza Repubblica.

Il Sud non ha dato un voto di protesta ma un voto per un altro governo. L’intero Paese sente verso il sistema lo stesso rifiuto che ebbe nel passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e chiede protezione ai nuovi governanti sentendosi tradito da quelli di prima

La mia opinione è che bisogna rifondare un’area moderata e che bisogna far rinascere una sinistra. Né Pd né LeU servono a questa operazione. Sono politicamente due cadaveri. Il Pd deve lasciar andare il suo fantasmagorico segretario dove lo porta il cuore e augurarsi che faccia il partito macroniano. La sinistra deve buttare a mare le seguenti cose: il centro-sinistra, la sinistra di governo, la compatibilità, la governabilità, l’idea che sia finito il lavoro a tempo indeterminato, lo smontaggio del welfare, l’idea dello Stato minimo. Alla sinistra nessuno chiede di tirar fuori vecchie bandiere anche se a furia di inseguirne di nuove si resta soli. Alla sinistra non si chiede di essere compassionevole. Alla sinistra si chiede di essere modernamente anti-capitalistica e di immaginare e far immaginare un sistema in cui non siano più i lavoratori e i poveri la variabile dipendente. La sinistra sta da una parte sola e da quella parte si allea con chi ci sta, anche riducendo l’impatto del proprio programma radicale. La sinistra deve accettare il nuovo sistema politico.

HANNO VINTO? GOVERNINO. Qui do ragione a Renzi. Hanno vinto loro? Governino loro, con buona pace dei presidenti della Repubblica presenti e passati. Il danno che abbiamo ricevuto dal caricarci sulle spalle tutte le emergenze, con il rifiuto persino di fare ricorso al voto, è stato incalcolabile. La sinistra non deve avere paura del proprio passato. Deve essere iconoclasta, feroce con se stessa ma non deve permettere ad altri di esserlo. La nostalgia è un fortissimo sentimento politico. Quando alla manifestazione dell’Associazione socialista che fondammo con Enrico Rossi, che poi si trasformò in manifestazione unitaria di tutta la sinistra Pd, feci ascoltare un mix di brani di Bandiera rossa cantata dai cori e dai cantanti più diversi, si scandalizzarono tutti. Tranne i compagni.

UNA NUOVA CASA DI SINISTRA. Bisogna per ripartire radunare l’esercito anche sotto vecchie bandiere, dicendo che le bandiere sono antiche ma la strada è nuova. Sennò è inutile perdere tempo. Dietro Pd e LeU ci sono elettori e militanti veri ma hanno bisogno di una nuova casa e di dirigenti che sappiano assuefarsi al lavoro di base e non assatanati dalla voglia di fare i parlamentari.

guarda il video cliccando sul link sotto riportato

Sorgente: Pd e LeU non servono più, Renzi vada al centro e la sinistra si rifondi – Lettera43.it

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