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Mercalli: «Clima e ambiente, tante fake news. Meteo, Bologna avanti

BOLOGNA – «Tra qualche anno Bologna sarà la capitale italiana della meteorologia, un settore nel quale il tema delle notizie false e sensazionalistiche è preoccupante ma non credo che si risolverà istituendo un albo dei meteorologi». Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico diventato un volto noto grazie alla partecipazione alla trasmissione televisiva «Che tempo che fa» martedì pomeriggio (alle 18) sarà all’Opificio Golinelli per una conferenza dedicata alle crisi climatiche e ambientali.
Mercalli, di cosa parlerà?
«Innanzitutto spero che ci siano tanti studenti, soprattutto i giovani devono appassionarsi ai temi ambientali. Arriverò a Bologna da Roma, dove sarà presentato il nuovo rapporto del sistema ambiente: quindi avrò notizie fresche delle quali parlerò. È importante comunicare l’urgenza del tema ambientale, che viene continuamente sottovalutato, sia dai cittadini che dalla politica».
Con il data center del Centro meteo europeo per le previsioni a meteo termine e con l’Agenzia italiana del meteo (ItaliaMeteo), Bologna ha deciso di puntare molto sul clima e il meteo.
«Bologna è molto avanti sul tema ambientale e si è data come priorità gli adattamenti climatici. Purtroppo quello che manca in Italia è la coerenza: capita che gli ottimi risultati ottenuti da una realtà vengano vanificati dal vicino meno responsabile. Una situazione dovuta al fatto che c’è molta disinformazione sull’ambiente, tranne una piccola percentuale di cittadini».
Quali vantaggi porteranno le due strutture che nasceranno a Bologna?
«Il data center porterà una parte del lavoro tecnico del centro europeo in Italia, quindi bene. Per quanto riguarda l’agenzia spero che servirà per mettere ordine in un sistema italiano troppo frastagliato. Spero non si tratti dell’ennesimo ente che si sovrappone con tutti gli altri. Questo ruolo nel meteo Bologna se lo è conquistato con la tradizione, grazie al buon livello del suo Cnr in questa materia e all’Università che aveva uno dei pochi corsi dedicati. Infine bisogna ricordare che a Bologna è nato il primo servizio meteorologico civile d’Italia».
Ci troviamo in una delle zone più inquinate d’Europa.
«Tutta la pianura Padana è svantaggiata dalle sue caratteristiche fisiche. Se a Roma non ci fossero il vento e la presenza vicina del mare probabilmente avremmo valori anche più alti di Bologna. Anche se sei bravo in queste condizioni parti penalizzato. Il protocollo firmato dalle regioni del bacino padano può essere un ottimo esperimento. Ma in Italia a pesare è la mancanza di coerenza. Abbiamo Comuni con una raccolta differenziata al 90% e altri al 9%. Nei vari settori dovremmo copiare il meglio che offriamo, ma non è così».
Recentemente fenomeni meteorologici rilevanti hanno provocato problemi nel territorio bolognese. La neve e la pioggia hanno causato gravi frane in Appennino.
«Questa però dovrebbe essere la normale amministrazione, non vedo relazione con i grandi cambiamenti climatici. Più che altro episodi di questo tipo dovrebbero farci capire quanto siamo fragili. Bisognerebbe sfruttare le emergenze per pianificare a lungo termine. Dovremmo fare le cose con il sole per prevedere e prevenire i momenti peggiori».
Lei cita il tema dell’informazione. Su questo punto recentemente il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha annunciato un giro di vite contro il meteo-terrorismo e i siti di previsioni catastrofiche. Cosa pensa di un albo dei meteorologi?
«Questo annuncio mi preoccupa un po’. Perché non sono mai stato favorevole alle situazioni da cambiare passando da 0 a 100. Questo tipo di bollino potrebbe sfavorire chi adesso fa le cose perbene ma si ritroverebbe a essere tagliato fuori. Invece i veri truffatori trovano sempre un modo per farcela. Per proteggersi dalla cattiva informazione bisogna affidarsi a fonti ufficiali».
Durante l’ultima campagna elettorale lei ha denunciato la mancanza dell’ambiente nei programmi dei partiti politici.
«È così, c’è poco interesse perché In generale c’è una scarsa alfabetizzazione su questa materia. L’unico ad avere dei chiari riferimenti ai cambiamenti climatici nel programma è il Movimento 5 Stelle. Il Pd ha anche delle eccellenze in questo ambito ma paga un’ambiguità che non è riuscito a risolvere e ha pagato in termini elettorali questa mancanza di chiarezza. Io però mi ritengo un divulgatore che su richiesta può dare dei consigli a tutti. Se Silvio Berlusconi o Matteo Salvini volessero chiedere qualcosa non m tirerei indietro. L’importante è trasformare le parole in fatti».

Sorgente: Corriere di Bologna

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