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Matteo Salvini si mette a specchio di Luigi Di Maio su Def e presidenze delle Camere

Apertura tattica al Pd mentre si smarca dal regista Berlusconi: “O governo politico o voto”

Fa lo specchio di Di Maio, puntualizzando sul Def e aprendo ad un eventuale accordo sulla presidenza delle Camere. E poi ribadisce, questa volta rivolto a Berlusconi, che di accordi organici con gli altri partiti non se ne fanno.

Viaggia su diversi binari la strategia di Matteo Salvini in questa prima settimana post-elezioni in cui “attendere” è la parola d’ordine. Un’attesa, che si prospetta lunga, in cui il nuovo leader del centrodestra pone alcuni paletti, mandando messaggi sia ai rivali che agli alleati della coalizione. E lo fa anche oggi a Milano, uscito dal primo incontro con i suoi 183 parlamentari. Salvini definisce i passi da fare a breve termine e risponde alle domande dei giornalisti. E, a distanza, alle altre forze politiche in campo. A Luigi Di Maio replica subito su quella che sarà la prima vera partita programmatica del nuovo governo, “qualunque esso sia”: il Def.

Il documento, che delinea le politiche economiche future e che dovrà essere approvato entro il 10 aprile, è la prima occasione, sia per lui che per il frontman grillino, di dare la bussola e marcare le differenze. Così, mentre Di Maio lo sventola come terreno di eventuali convergenze politiche, magari con il Pd, Salvini è secco: “Stiamo lavorando, c’è una manovra economica da preparare. Leggo che Bruxelles vuole nuove tasse, noi presenteremo un’alternativa fondata sul contrario: meno tasse».

Indicazioni programmatiche a parte, che al momento sono una delle poche certezze, l’obiettivo più vicino è quello istituzionale dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato. E qui Salvini, novità di giornata, apre e flirta con i Cinque Stelle: “Non sono contrario nel dare una presidenza a loro”. Probabilmente quella della Camera, visto che il leader del Carroccio punta su Roberto Calderoli per il Senato. Un’apertura istituzionale che esclude, Salvini in questi giorni lo ha ribadito più volte, un governo Lega-M5S: niente accordi programmatici, scandisce.

Così come, almeno per il momento, confermano i suoi: “Una simile ipotesi non solo ci allontanerebbe dai nostri elettori, ma ci danneggerebbe politicamente”. Allo stesso modo viene bollata come assurda l’ipotesi di un’apertura al Pd, in quanto partito. Almeno fino a che Matteo Renzi è ancora in sella e le mosse del Pd, che lunedì riunirà la direzione, non sono definite. Nel mezzo c’è il weekend che Salvini vuole dedicare al riposo e ai suoi figli. Se ne riparla dunque fra due giorni, è il messaggio implicito. Intanto però il “leader” del centrodestra si smarca dal “regista” Berlusconi che ieri, in nome della “responsabilità” invocata da Mattarella, ha fatto intendere che la carta di un accordo con i dem è sul tavolo eccome.

Salvini: “Dialogo con tutti ma niente pastrocchi”

Dalle convergenze politiche con il Pd, però, sottolinea Salvini, sono tutt’altro che escluse aperture ai singoli parlamentari, ai quali è iniziata la “caccia”: “Spero siano a disposizione per dare una via di uscita al Paese a prescindere di chi vince le primarie”, dice. Lo scenario, dunque, è ancora tutto da comporre. Certo è che, ripete il segretario del Carroccio più volte, “io non ho nessuna ansia di governare”. Ritornello che i suoi interpretano ufficialmente come un “niente governicchi, o c’è un governo politico o si va al voto”. Ma a riflettori spenti è chiaro a molti che il segretario del Carroccio, in questo clima di incertezza e probabile ingovernabilità, pur sventolando sempre la bandiera del “Salvini premier”, preferirebbe aspettare un giro prima di governare. Magari osservando dai banchi dell’opposizione un accordo Pd-Movimento Cinque Stelle per Palazzo Chigi che, col logorio di entrambi, aprirebbe la strada ad un governo a trazione leghista.

“Oggi festeggio 45 anni e 183 parlamentari, domani dialogo con tutti”

 

Sorgente: Matteo Salvini si mette a specchio di Luigi Di Maio su Def e presidenze delle Camere

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