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Matteo Renzi al Corriere: “Ho visto piaggeria e viltà. La rivincità verrà prima del previsto”

Nel giorno delle dimissioni alla Direzione Pd la conferma che resterà nel Pd. “Non salirò io al Quirinale”…”Il Pd resterà all’opposizione”

Nel giorno della Direzione Pd, in un’intervista al Corriere della Sera, Matteo Renzi mette in chiaro alcuni punti fermi. Primo, le sue dimissioni “non sono un fake”, il suo ciclo alla guida del partito “si è chiuso” dopo 4 anni “difficili, ma belli”. Secondo, resterà nel Partito Democratico, non ne fonderà uno tutto suo come ha fatto Emmanuel Macron in Francia, perché “di partiti in Italia ce ne sono anche troppi. Io sto nel Pd in mezzo alla mia gente. Me ne vado dalla segreteria, non dal partito”. Terzo, non salirà al Quirinale, ma il Pd resterà all’opposizione, perché tocca a M5S e Lega governare, e la rivincità arriverà “prima del previsto”.

“Quando finirà la campagna di odio tanti riconosceranno i risultati. Ma la sconfitta impone di voltare pagina. Tocca ad altri. Io darò una mano: noi non siamo quelli non che scendono dal carro, semplicemente perché il carro lo hanno sempre spinto. Continuerò a farlo con il sorriso: non ho rimpianti, non ho rancori”.

Renzi ha una spiegazione sul perché della sconfitta. Ci sono motivazioni internazionali, ma anche interne. E sui critici interni, come Michele Emiliano, il segretario dimissionario si toglie un sassolino dalle scarpe.

“Abbiamo dimezzato i voti assoluti rispetto a quindici mesi fa. Allora eravamo chiari nella proposta e nelle idee. Stavolta — e mi prendo la responsabilità — la linea era confusa, né carne né pesce: così prudenti e moderati da sembrare timidi e rinunciatari. Dopo un dibattito interno logorante, alcuni nostri candidati non hanno neanche proposto il voto sul simbolo del Pd, ma solo sulla loro persona”. […] “Ci attende una lunga traversata nel deserto. Ma ripartire da zero, dall’opposizione, può essere una grande occasione. La politica è fatta di veloci cambi. La sconfitta è una battuta d’arresto netta, ma non è la fine di tutto. Cinque anni fa Pd e 5 Stelle finirono 25 pari. Alle Europee è finita 40-20 per noi. Adesso 32-18 per loro. La ruota gira, la rivincita verrà prima del previsto”. […] “Vedo in giro qualche fenomeno spiegare che abbiamo sbagliato tutto; però non riescono a dirci perché, nelle regioni che governano loro, il Pd è andato peggio della media”.

Renzi vede un partito ancora vivo.

“Mai come in queste ore il Pd riceve email e richieste di iscrizione. Nel popolo Pd la stragrande maggioranza sta sulla nostra linea: nessuno vuole fare l’accordo con gli estremisti. Altro che Giglio magico isolato. Qualche dirigente medita il trasformismo? Forse. Del resto la viltà di oggi fa il paio con la piaggeria di ieri. E se per caso in futuro dovessimo tornare, sarebbe accompagnata dall’opportunismo di domani. I mediocri fanno sempre così: hanno scarsa fantasia, i mediocri. Ma il nodo non è il dibattito interno. Capisco sia importante il nome del nuovo segretario; ma è più importante il nome del nuovo premier. Tutti parlano di noi, nessuno parla della crisi istituzionale in cui ci troviamo”.

Per uscire dalla crisi, non citofonare a casa Pd.

“E che c’entra il Pd, scusi? Ci sono due vincitori ma non c’è maggioranza. Qualcuno ammetterà che con il No al referendum è difficile dare un governo stabile al Paese? Scommetto che tra qualche mese il tema della riforma costituzionale tornerà centrale. Forse qualche settimana”. […] “Non esiste governo guidato dai 5 Stelle che possa ottenere il via libera del Pd. Non è un problema di odio che i grillini hanno seminato. E non è solo un problema di matematica, visto che i numeri non ci sono o sarebbero risicatissimi. I grillini sono un’esperienza politica radicalmente diversa da noi. Lo sono sui valori, sulla democrazia interna, sui vaccini, sull’Europa, sul concetto di lavoro e assistenzialismo, di giustizia e giustizialismo. Abbiamo detto che non avremmo mai fatto il governo con gli estremisti, e per noi sono estremisti sia i 5 Stelle che la Lega. L’unico modo che hanno per fare un governo è mettersi insieme, se vogliono. Hanno il diritto e forse il dovere di provarci. I sovranisti hanno lo stesso programma su vaccini, Europa, immigrazione, burocrazia, tasse. Facciano il loro governo, se ci riescono. Altrimenti dichiarino il loro fallimento. Noi non faremo da stampella a nessuno e staremo dove ci hanno messo i cittadini: all’opposizione».

Esclusa anche la possibilità di far nascere con l’astensione un governo di centrodestra guidato da una figura meno estremista di Salvini. Difficili le elezioni anticipate, secondo Matteo Renzi, perché Lega e M5S non vogliono. Nel suo futuro il mestiere di senatore, con uno sguardo al futuro:

“Chi ha corso una maratona sa che è importante avere la gamba giusta e il fiato; ma che soprattutto serve la testa. Ci attende una maratona: prendiamola con il passo giusto. Abbiamo gambe, fiato e testa”.

Sorgente: Matteo Renzi al Corriere: “Ho visto piaggeria e viltà. La rivincità verrà prima del previsto”

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