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M5S, Grillo avverte Di Maio: “Guai a diventare partito“ | Rep

03 MARZO 2018

Il fondatore dei 5 stelle ha aperto il suo blog riportando tutti all’utopia della democrazia diretta, e ricordando che può ancora dettare le regole del Movimento. Mentre i leader degli altri partiti, da Salvini a Renzi, aspettano i risultati elettorali ognuno a modo suo

Come uno sgambetto prima del traguardo, in pieno silenzio elettorale, Beppe Grillo ricorda al suo Movimento e a Luigi Di Maio che il loro è un progetto a tempo. Che sono nati per cambiare la politica e poi sciogliersi senza inquinare. Che non possono permettersi di diventare un partito: quindi ben vengano l’istituzionalizzazione, il leader, la squadra, il programma, purché tutto questo sia uno strumento, e non il fine.
Con un primo piano del suo volto arricchito da due ipnotiche eliche verdi sugli occhi, il fondatore dei 5 stelle ha aperto sabato il suo blog usando un titolo chiaro: «Garante della biodegradabilità». Già venerdì sera, sul palco di piazza del Popolo, aveva detto: «Il nostro è un movimento biodegradabile. Ci scioglieremo quando saremo in grado di fare un referendum da casa a settimana». Riportando tutti all’utopia della democrazia diretta e ricordando che può ancora dettare le regole del Movimento. Un sogno distante da quel che negli ultimi mesi ha occupato i giorni e le ore di Luigi Di Maio e del suo inner circle: il dialogo col Quirinale, i sondaggi da compulsare per capire con chi sarà possibile fare accordi, la squadra di governo da mettere insieme per costruirsi un profilo il più possibile affidabile.

«Abbiamo assistito al lento accumularsi disgregato di grumi politici fatti dalle immutabili e ricorrenti paure ed egoismi dell’uomo», scrive Grillo, parlando dei vecchi partiti. «Cambiano nome, idee e proclami perché la loro pasta è l’equivalente della plastica nel mondo delle idee, sono idee monotone, vigliacche e profondamente reazionarie che una volta prodotte non scompaiono più. Sono formazioni politiche non biodegradabili, mentre il Movimento lo è: assicurare che ciò sia mantenuto per il futuro rappresenta il mio scopo principale in qualità di Garante». Fa una dissertazione sulla Lega, poi torna a dirlo: «Questo è il mio impegno».
Più che un invito, è un avvertimento. Sarò con voi fintanto che l’essenza sarà questa. «Se non fosse così — spiega chi lo conosce da anni — nel momento in cui ci avviciniamo a percentuali più grandi, rischiamo di diventare come gli altri. Che una volta si vince, una volta si perde e si resta sempre lì. E invece, noi siamo nati per cambiare tutto e poi sparire».

Non c’è quindi solo il limite dei due mandati per gli eletti, che nella prossima legislatura diventerà un problema non da poco. È l’intero Movimento che, secondo il garante, deve considerarsi provvisorio. Per non diventare anch’esso «inquinamento politico». Difficile capire se l’invito sia diretto a Luigi Di Maio e ai suoi fedelissimi, che più di tutti saranno costretti — nelle prossime ore — a “sporcarsi le mani”, entrando per la prima volta nel gioco delle consultazioni fuori e dentro i palazzi. O se sia un monito generale, figlio delle ultime delusioni. Come quella dell’addio dell’europarlamentare David Borrelli, una volta sfumata l’ipotesi di una terza candidatura o di un incarico da funzionario in Europa. Di certo, il candidato premier è concentrato su ben altri scenari. Ieri, nonostante voti a Pomigliano d’Arco, era ancora a Roma: «A pianificare le prossime azioni», dicono dal suo comitato. Sondaggi tutti sulla scrivania, calcolatrice in mano: l’obiettivo immediato è superare i 170 seggi. «Da lì in poi — ripetono — siamo a cavallo. Dovranno passare da noi e questa volta non ci tireremo indietro».

La giornata elettorale dei leader

PD – Renzi resta a Firenze anche per lo spoglio

Lontano dai riflettori per un giorno. Dopo la corsa degli ultimi giorni, Matteo Renzi si è concesso una full-immersion in famiglia, con la moglie Agnese e i figli. Stamani voterà a Firenze, in Oltrarno, dove ha preso casa da pochi mesi a due passi da Ponte Vecchio: sarà nel quartiere di Santo Spirito, nella sezione 10 allestita in un liceo. Non ha ancora fatto sapere però dove seguirà lo spoglio delle schede. Ha fatto sapere che intende seguire i risultati da Firenze. Forse da casa, forse dalla sede fiorentina del Pd, dove a partire dall’orario di chiusura dei seggi si ritroveranno i candidati. Ma non è ancora del tutto escluso che possa raggiungere in nottata il Nazareno.
(Massimo Vanni)

Forza Italia – Berlusconi a Napoli tra flat tax e Cesaro jr

Incurante del silenzio elettorale, Berlusconi sceglie Napoli per parlare di flat tax. A chi gli chiede di Equitalia, promette: «La chiudiamo davvero». E pazienza se, in via San Gregorio Armeno, una donna (a dire il vero isolata) grida: «Vergogna, in galera!». Berlusconi la ignora e tira avanti. Il leader di Forza Italia accompagnato da Francesca Pascale serra i ranghi del partito, riconferma fiducia a Luigi Cesaro (il figlio Armando è al fianco dell’ex Cavaliere) nonostante indagini e polemiche, quindi rilancia un governo Tajani. Prima di ripartire, quando gli domandano dei 5 Stelle, l’ultima bugia: «Non voglio parlare di politica oggi». Poi aggiunge: «La vittoria è nostra».
(Dario Del Porto)

Liberi e Uguali – Grasso e il pasticcio sulle schede a Palermo

Pietro Grasso è tornato dalla Sicilia, dove ha chiuso la campagna di Liberi e Uguali, a mezzogiorno di ieri. Pomeriggio in famiglia, in attesa di vedere la partita del Palermo, che però non si gioca per neve. Così, il leader di Leu si mette al computer e risponde ai messaggi. Oggi voterà a Roma, all’Eur, ma a Palermo – dov’è candidato all’uninominale – c’è un’emergenza in mano alla prefettura. In tre quartieri, Uditore, Passo di Rigano e centro storico, ai presidenti dei seggi sono state consegnate le schede sbagliate. In entrambi i casi, per il Senato, ci sono le liste del collegio di Bagheria. Il nome di Grasso, quindi, non compare.In serata ristampate 200mila schede.
(Annalisa Cuzzocrea) 

La Lega – Salvini in montagna ma non molla l’iPad

La quiete prima della prossima tempesta, con una gita in montagna insieme ai due figli. Una giornata di libertà prima di rientrare a Milano stamattina per andare a votare e poi per la conferenza stampa post-voto alla sede della Lega. Ma Matteo Salvini non ha rinunciato alla campagna elettorale: diretta Facebook, 34 minuti collegato con l’iPad invitando i simpatizzanti ad un ultimo sforzo per convincere gli indecisi. Un silenzio elettorale a metà quindi. «Chi partecipa vince, chi non vota poi non si lamenti», il messaggio ecumenico finale. Poi si è acceso una sigaretta promettendo che, se il centrodestra vincerà le elezioni, smetterà di farlo.
(Matteo Pucciarelli)

+Europa – La giornata di Emma contro le fake news

Una giornata di assoluto relax tra le sue piante e le telefonate con gli amici di +Europa. Anche perché Emma Bonino appena quarantotto ore fa aveva la febbre a 39 e i medici l’hanno pregata di stare tranquilla. In realtà ieri ha supervisionato il gruppo che sta censendo le fake news su di lei e su +Europa. Stanno invadendo i social. «Ma perché poi falsificare le cose?», si chiede. Un tentativo di discredito che «mi dispiace molto». Ad amici e militanti radicali ha chiesto un pressing per «convincere ad andare a votare». Bonino è però convinta, come ripete, di «avere già vinto perché abbiamo fatto una cosa bella e che ha un valore».

(Giovanna Casadio)

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