Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

L’ombra lunga dei Capriati sui clan in guerra a Bitonto – La Gazzetta del Mezzogiorno

L’ombra lunga dei Capriati sui clan in guerra a Bitonto

Il caso Bitonto non è chiuso. L’inchiesta della Dia che ha portato all’arresto, sabato mattina, di sette affiliati dei clan Conte e Cipriano, sul piede di guerra da mesi, è ancora aperta e corre lungo nuovi filoni di indagine. Si tratta di capitoli di una narrazione che sembrerebbe descrivere i contorni di uno scenario inquietante, in cui la criminalità bitontina avrebbe stretto legami e sviluppato rapporti di affari con le famiglie di malavita baresi. Una presunta complicità che a quanto pare avvicinerebbe la gente di Bitonto ai camorristi legati al redivivo clan Capriati, da anni in stato di morte apparente, ma che in realtà avrebbe solo rallentato le proprie funzioni vitali per tornare a lavorare in maniera sotterranea.Non è chiuso il caso Bitonto, dunque. Non è chiusa, c’è da scommetterci, la faida tra i Conte e i Cipriano, che la mattina del 30 dicembre sono usciti dai loro fortini per incrociare i «ferri» (nel linguaggio della mala, i ferri sono le pistole). Picciotti e giovani d’onore delle due famiglie, armati fino ai denti, hanno portato la guerriglia nelle strade della città, tra la gente. Come in tutte le guerre a pagare il prezzo più alto è stata una innocente, una nonnina di 84 anni, Anna Rosa Tarantino, la sartina del paese che probabilmente di Michele Sabba e Rocco Papaleo, si presume organici al clan Conte, i suoi assassini, non aveva mai sentito parlare e che quel sabato mattina di fine anno, ha avuto la sventura di incrociare la fuga di Giuseppe Casadibari (si ipotizza vicino ai Cipriano), inseguito dai due sicari armati, finendo uccisa con due dei 17 colpi di pistola sparati nei vicoli del centro storico. I suoi presunti assassini sono stati arrestati insieme a tutte le persone coinvolte quella mattina in un sanguinoso «botta e risposta». Alle indagini che hanno portato agli arresti hanno contribuito, insieme agli investigatori della Squadra Mobile della Questura, del Nucleo investigativo e della stazione cittadina dei carabinieri anche gli agenti del Commissariato di Bitonto guidati dal dottor Fabrizio Gargiulo. All’origine dello scontro tra i due clan ci sarebbe la gestione delle piazze di spaccio e il tradimento di alcuni sodali passati al clan rivale.La nuova «Gomorra» barese dunque starebbe tornando ad allungare i suoi tentacoli sui comuni della provincia. Protagonista sarebbe una «nuova paranza» composta dalla nouvelle vague degli Strisciuglio, quelli della «Luna», ma anche dei Capriati di Bari vecchia, nipoti e pronipoti del «mammasantissima» Tonino Capriati. Nella città vecchia di recente hanno trovato riparo anche i superstiti del gruppo di Umberto Lorusso, detto «’U ciucc», ras di San Girolamo, quartiere ora sotto il controllo dei Campanale, alleati della «Luna».L’analisi del fenomeno criminale in terra di Bari elaborata dalla Direzione investigativo antimafia riporta un elenco di «piazze» sotto le grinfie della nuova paranza barese. Su Modugno ci sarebbe l’influenza dei Diomede-Mercante mentre i Parisi avrebbero allungato le grinfie su Triggiano, Noicattaro, Cellamare, Capurso, Monopoli, Mola, Monopoli, Polignano a Mare e Putignano. I Palermiti bazzicherebbero dalle parti di Casamassima, Capurso, Cellammare, Noicattaro. Gli Strisciuglio invece a Rutigliano, Giovinazzo, Palo del Colle, Noicattaro. Gli ex Stramaglia (assorbiti dagli Strisciuglio e dai Parisi) continuerebbero a muoversi tra Gioia, Acquaviva, Valenzano, Capurso, Cassano delle Murge e Santeramo in Colle. La stessa area con l’aggiunta di Adelfia, Bitritto, Sannicandro e Valenzano, sarebbe sotto l’influenza di quel che resta del clan Di Cosola. Per Conversano e Rutigliano le cronache documentano di collegamenti con la famiglia dei Campanale di San Girolamo.Ci sono poi i grossi centri in cui la malavita barese è riuscita a ritagliarsi delle presenze marginali a causa dell’esistenza di gruppi criminali forti e radicati. La Dia, nella ricostruzione della geografia dei clan, cita gli esempi di Toritto e di Grumo, sotto l’egida degli Zonno; Altamura, lungamente regno dei Dambrosio -Loiudice, di Terlizzi con i Ficco e Dello Russo. Infine c’è Bitonto, storicamente divisa tra i Cipriano e i Conte dove ora avrebbero trovato spazio e stretto legami di amicizia i Capriati, già presenti a Modugno, Binetto e Grumo Appula.

Sorgente: L’ombra lunga dei Capriati sui clan in guerra a Bitonto – La Gazzetta del Mezzogiorno

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

adwersing