Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

La prossima bolla del debito potrebbe toccare ai Paesi virtuosi. Ecco perché

Sono solitamente indicati come Paesi virtuosi. Disciplinati. Rigorosi. Quelli da imitare. Eppure la prossima bolla sul debito delle famiglie potrebbe scoppiare proprio a casa loro: in Australia, Canada, Danimarca, Finlandia, Olanda, Norvegia, Svezia e Svizzera.

È qui che vivono le famiglie con il più elevato debito in proporzione al reddito disponibile. È qui che si trovano i cittadini più vulnerabili al rialzo dei tassi. È qui che la fine delle politiche monetarie ultra-espansive potrebbe creare i maggiori problemi. Lo certificano i dati raccolti dall’agenzia di rating Dbrs. Il problema, proprio ora che le politiche monetarie diventano meno espansive, non va sottovalutato: se la grande crisi del 2008 ha insegnato qualcosa, infatti, è proprio il fatto che anche Stati con conti pubblici solidissimi possono finire sotto stress se le famiglie sono troppo indebitate.

Famiglie forti nel mondo
Lo studio di Dbrs, che ha passato al setaccio una ventina di Paesi industrializzati al mondo, parte in realtà da un dato aggregato positivo: in media le famiglie a livello mondiale hanno una solidità patrimoniale ben maggiore rispetto al periodo pre-crisi. Questo perché il loro patrimonio netto è cresciuto del 50% circa dal 2006, mentre in aggregato il loro debito è rimasto sostanzialmente stabile. Secondo Dbrs il patrimonio delle famiglie è aumentato, a livello mondiale, per tre motivi. Uno: la crescita dei mercati azionari, che ha aumentato la ricchezza finanziaria delle famiglie che in Borsa investono una parte dei loro averi. Due: la ripresa dei prezzi delle case (tranne Grecia e Italia). Tre: la crescita economica globale e la maggiore occupazione. Eppure anche questi dati, che Dbrs mostra come punti di forza, nascondono forse anche un lato oscuro. Il fatto che la ricchezza delle famiglie dipenda per molti aspetti dal mercato azionario, volatile per natura e ormai nella parte finale di un lungo ciclo positivo, potrebbe per esempio rendere precaria la loro forza finanziaria.

FAMIGLIE VULNERABILI AL RIALZO DEI TASSI
Patrimonio e debito delle famiglie in % sul reddito disponibile nel mondo. Fonte: Dbrs

I Paesi da spia rossa
Il vero problema non sta però nei dati aggregati, bensì in quelli di alcuni Paesi. Dopo anni di denaro a costo zero e di mercato immobiliare in ripresa, le famiglie in Danimarca hanno – secondo i dati di Dbrs – un debito pari a circa il 270% del loro reddito disponibile. Hanno anche un patrimonio netto pari a sei volte il reddito disponibile, ma se si conta che questo patrimonio è costituito in parte da immobili i cui prezzi crescono da anni, si capisce che anche questo può rappresentare un rischio. Tra gli altri Paesi con famiglie iper-indebitate (cioè con un’esposizione bancaria superiore al 150% del reddito) e con un mercato immobiliare surriscaldato figurano Australia, Canada, Finlandia (dove il debito si ferma al 123%), Olanda, Norvegia, Svezia e Svizzera. «In questi Paesi le famiglie sono vulnerabili all’aumento dei tassi, soprattutto quelle con mutui a tassi variabili – scrive Dbrs -. In alcuni la debole crescita dei salari peggiora la situazione».

PIÙ PATRIMONIO MENO DEBITO
Patrimonio netto e debito delle famiglie in 20 paesi industrializzati nel mondo. Base 2006 = 100 (Fonte Dbrs)

Italia tra i virtuosi
Se alcuni Paesi come Irlanda, Portogallo, Spagna, Gran Bretagna e Usa sono messi da Dbrs in zona «gialla» (perché le famiglie hanno ridotto i debiti ma non abbastanza), altri sono catalogati a basso rischio. I Paesi più “virtuosi” dal punto di vista della vulnerabilità delle famiglie sono Giappone, Grecia, Germania, Francia, Belgio e Austria. Ma anche l’Italia. Nella Penisola le famiglie hanno per un debito intorno al 70% e un patrimonio netto quasi di sei volte il reddito disponibile. Bene inteso: queste statistiche sulla ricchezza aggregata non descrivono il problema principale, cioè le diseguaglianze sociali. Lo dimostra anche un dato diramato ieri da Tecnocasa, secondo cui in Italia la maggior richiesta è per immobili di fascia bassa (cioè fino a 119mila euro). Ma, a livello aggregato, questi dati sottilineano comunque un punto di forza dell’Italia che raramente viene ricordato.

Sorgente: Il Sole 24 ORE

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.