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Israele, fallito il piano per deportare gli immigrati. Ma Netanyahu tira dritto: “Infiltrati peggiori dei terroristi del Sinai” – Il Fatto Quotidiano

Israele, fallito il piano per deportare gli immigrati.

Netanyahu aveva già cercato di aggirare un primo scoglio con la Corte Suprema.

Poiché era certo che i giudici non avrebbero permesso al governo di deportare sudanesi e eritrei nei loro Paesi di origine, erano stati avviati contatti confidenziali con vari Stati africani perché come “Paesi terzi” accogliessero gli espulsi da Israele. Alla fine erano stati raggiunti accordi segreti con Uganda e Ruanda.

Per i rifugiati la dura scelta fra andarsene volontariamente con 3.500 dollari in tasca o una detenzione indefinita. Uganda e Ruanda, che oggi però negano, avrebbero ricevuto da Israele 5.000 dollari – in beni o armi – per ogni profugo accettato.

Erano già stati avviati i contatti per noleggiare dozzine di aerei per questi voli.Soltanto un paio di settimane fa sembrava finita per gli immigrati illegali. Poi il piano ha cominciato a deragliare. I primi che hanno accettato di partire volontariamente da Israele con l’incentivo al loro arrivo si sono visti maltrattare e depredare dei loro averi, per essere poi imprigionati in campi controllati dai militari locali.

Il Piano è stato steso poi senza la necessaria consultazione con le Agenzie coinvolte. L’IPS, il servizio carcerario israeliano, che già soffre di un cronico sovraffollamento, ha subito annunciato di non aver posto per la detenzione (anche se temporanea) di migliaia di altri detenuti. Nello stesso tempo la piccola cerchia che sosteneva il diritto dei rifugiati ha iniziato a crescere di numero, così come le petizioni e le proteste. Solo negli ospedali mille medici si sono schierati contro il governo, oltre cento piloti e equipaggi hanno rifiutato i voli di deportazione, migliaia di insegnanti nelle scuole in agitazione. E’ a questo punto che la Corte Suprema ha sospeso il provvedimento chiedendo chiarimenti al governo Netanyahu.All’ufficio del premier in queste settimane sono arrivate migliaia di lettere contro il provvedimento.

 

Fra queste ce n’è una indirizzata personalmente a Benjamin Netanyahu e non può non averla notata. E’ firmata da 36 sopravvissuti all’Olocausto, avvertono il primo ministro che non si riconoscono nello Stato Ebraico che lui tratteggia per il futuro e che il suo piano di deportazione snatura l’essenza di Israele.E’ forse presto per i difensori dei diritti umani in Israele dichiarare vittoria. Ma anche se Netanyahu riuscirà a salvare il Piano, il danno è stato fatto e le deportazioni – se avverranno – saranno accompagnate da una pessima pubblicità per lui. L’esatto contrario di cui ha bisogno mentre affronta le inchieste sugli scandali che lo riguardano e suoi stessi colleghi di partito si guardano intorno in cerca di un leader futuro. Ecco perché ciò che sembrava imminente solo qualche settimana fa adesso appare improbabile.PRIMA DI CONTINUARESe sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro.

 

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Sorgente: Israele, fallito il piano per deportare gli immigrati. Ma Netanyahu tira dritto: “Infiltrati peggiori dei terroristi del Sinai” – Il Fatto Quotidiano

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