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Il caso – Ata non paga, la discarica minaccia di chiudere. Savona rischia di essere invasa dai rifiuti | Liguria | Savona | Il Secolo XIX

Ata non paga, la discarica minaccia di chiudere. Savona rischia di essere invasa dai rifiuti

Silvia Campese

Genova – L’incubo della città, invasa dai cassonetti stracolmi di rifiuti, è concreto. Almeno se non si giungerà a un rapido accordo tra Ata, la partecipata che gestisce la raccolta dei rifiuti, ed Ecosavona, proprietaria della discarica del Boscaccio, dove, ogni giorno, decine di camion di Ata riversano la spazzatura quotidiani dei savonesi.Dopo il caso di Fg Riciclaggio, ieri, è stata la volta di Ecosavona, che ha paventato prima l’apertura limitata dei cancelli della discarica ai camion di Ata. Poi, dopo una trattativa concitata che si è svolta in mattinata, ha fissato un ultimatum: un paio di giorni, poi la decisione definitiva che potrebbe anche concludersi con la chiusura definitiva dei cancelli del Boscaccio ad Ata. In questo caso, la minaccia di caos per la città sarebbe imminente, con il pericolo di trovare i cassonetti straripanti per giorni nelle strade.Non solo. A repentaglio c’è la «sicurezza ecologica della discarica del Boscaccio». L’allarme arriva direttamente dall’amministratore delegato di Ecosavona, Flavio Raimondi.Una vicenda complessa, legata al “pasticciaccio” Ata, la partecipata del Comune di Savona in concordato fallimentare, e dei debiti accumulati nei mesi con i propri fornitori, tra cui Ecosavona. Raimondi fotografa una situazione, a livello ecologico, sul filo del rasoio, che potrebbe, da un momento all’altro, degenerare determinando conseguenze pesanti per il territorio. Il messaggio è chiaro: se Ata, uno dei principali clienti di Ecosavona, non paga il servizio della discarica, a sua volta Ecosavona non è in grado di mettere in sicurezza il presidio ambientale del Boscaccio. Quindi i rifiuti del Comune capoluogo, che conferisce lì tutta l’indifferenziata. Si tratta, all’incirca, di 22mila tonnellate annue di spazzatura, equivalenti a 60 tonnellate al giorno, per una media di un chilo al giorno di rifiuti a testa per savonese. Tutti i costosi procedimenti di gestione e di messa in sicurezza della discarica non potranno essere attuati senza i fondi tirando in ballo un tema di vera e propria sicurezza ambientale.«Daremo ad Ata un paio di giorni per presentarci un piano ed effettuare con noi un chiarimento– ha detto l’amministratore di Ecosavona-. A quel punto, in base alle proposte, effettueremo le nostre valutazioni. Non siamo l’unica discarica esistente». «Ata – conclude Raimondi- ha con noi un debito che si aggira sul mezzo milione di euro. Non ci è stata nemmeno pagata l’Ecotassa, obbligatoria per non cadere in sanzioni. Siamo stati noi a doverla anticipare alla Regione fungendo da banca per l’azienda pubblica. Attendiamo un chiarimento».Nessun commento dal consiglio di amministrazione di Ata. L’azienda savonese, tuttavia, precisa che tutte le fatture emesse successivamente al deposito in tribunale del concordato fallimentare in bianco verranno pagate regolarmente ad Ecosavona.

Sorgente: Il caso – Ata non paga, la discarica minaccia di chiudere. Savona rischia di essere invasa dai rifiuti | Liguria | Savona | Il Secolo XIX

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