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Guerra dei dazi, prepotenza Usa e ritorsioni Ue, l’Italia nel mezzo – Remocontro

Fuga da Trump: si dimette il consigliere economico Cohn, contesta i dazi.

– Ex banchiere di Goldman Sachs, era considerato il progettista della riforma fiscale voluta da The Donald.

– Ma ora è in disaccordo sulla politica di dazi su acciaio e alluminio.

– La firma della stretta di Trump sui dazi è attesa entro la settimana.

Come da un giostra impazzita,
scendi prima di romperti il collo

Altro giro, altra fuga dalla Casa Bianca di Trump. L’ultimo in ordine di tempo a lasciare è Gary D. Cohn, il principale consigliere economico del presidente degli Stati Uniti. Ex banchiere di Goldman Sachs, l’architetto della radicale riforma fiscale voluta da Trump, uno dei suoi fedelissimi, ha deciso di andarsene dopo uno scontro non più sanabile sulla questione dei dazi per acciaio e alluminio.
«Gary ha fatto un ottimo lavoro, contribuendo a realizzare tagli fiscali e riforme storiche e a far ripartire alla grande ancora una volta l’economia americana. È un talento raro e lo ringrazio per il servizio che ha dedicato al popolo americano». Così lo stesso Trump ha dovuto dare notizia delle dimissioni-abbandono di Cohn, con una dichiarazione all’odiato New York Times, il giornale che per primo aveva dato la notizia della ennesima fuga.

Il ‘redde rationem alla Casa Bianca’ – queste le cronache dei corrispondenti dagli Usa- dopo l’annuncio di Trump di qualche giorno fa sui dazi per acciaio e alluminio. Scelta confermata nonostante le reazioni di Europa e Cina e le critiche di esponenti di spicco del partito repubblicano. Nei mesi scorsi lo stesso Cohn aveva tentato di moderare la politica commerciale e trovare un compromesso con i paladini dell’America First, l’ala dei ‘falchi’ guidata dal consigliere per le politiche commerciali di Trump, Peter Navarro. Aveva minacciato di dimettersi già la settimana scorsa, dimissioni poi rientrate, ma solo per qualche giorno.
Rileva Vittorio Zucconi, come Gary D. Cohn sia stato il vero artefice della riforma fiscale, che finora è l’unico risultato della amministrazione Trump. Da parte sua, il rifiuto di prendere parte a una guerra commerciale in cui non si riconosce, con una considerazione storico politica: «Perché dalla guerra commerciale a una guerra vera e propria il passo è breve».

Oggi il piano di Bruxelles contro
i dazi annunciati da Washington

Tra Stati Uniti ed Europa i toni sono già da guerra commerciale. E alla vigilia del piano con cui Bruxelles intende contrastare i dazi annunciati da Trump, il presidente americano rende ancor più rovente il clima: «La Ue è stata particolarmente dura con gli Stati Uniti. Hanno reso impossibile vendere lì alcuni nostri prodotti come le automobili. Una situazione molto ingiusta. Questo non accadrà mai più». Con l’Europa, dunque, a un passo dallo scontro vero e proprio. La firma della stretta di Trump è ormai attesa entro la settimana.

Così Bruxelles si prepara a rispondere con misure che rappresentano una vera e propria ritorsione. Sul tavolo della Commissione Ue c’è già una lista di prodotti ‘made in Usa’ da colpire, per un totale di 2,8 miliardi di euro, ossia tanto quanto i preannunciati dazi Usa al 25% e 10% impatterebbero sull’acciaio e alluminio europeo. La volontà europea è di ottenere il massimo impatto non solo economico ma anche politico, a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, quando verrà rinnovata gran parte del Congresso. Si punta a penalizzare le importazioni di iconici brand come Levìs o Harley Davidson, passando per il Bourbon.In particolare, secondo le indiscrezioni, i dazi Ue colpiranno tre settori: agroalimentare, acciaio e altro, ognuno per circa un terzo del valore. Pronti anche una clausola di salvaguardia, nel caso l’acciaio Usa a basso costo invada il mercato Ue, e un ricorso davanti all’Organizzazione mondiale del commercio, su cui l’Ue si sta coordinando con altri Paesi come il Canada. Le misure Ue scatteranno solo se gli Usa faranno scattare le loro.

Sorgente: Guerra dei dazi, prepotenza Usa e ritorsioni Ue, l’Italia nel mezzo – Remocontro

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