Per i 5 stelle resta la speranza che prima vada avanti il Centrodestra e che si bruci nel tentativo di cercare la maggioranza. Poi entreranno in gioco loro. Il nodo naturalmente sarà capire le modalità di dialogo con il Pd e per questo è presto. Beppe Grillo, il garante il cui giudizio tutti temono, solo ieri ha pubblicato un video in cui dice che “loro si adattano a tutto”. Sembra una benedizione, ma Di Maio e i suoi sanno che c’è un limite anche alle trattative. Il nodo più difficile sono le poltrone: i grillini hanno un governo di ministri già designati e quelli vogliono proporre. Si può però ragionare per concedere qualche posto a figure tecniche: “Di sicuro non possiamo accettare scambi di poltrone con figure politiche, ma diverso è se ci propongono figure istituzionali”. Sono tutti dibattiti prematuri e gli equilibri sono molto delicati. “Non abbiamo mai vissuto una fase simile“, racconta un altro esponente dei vertici M5s. Anche per questo lo staff della comunicazione ha chiesto ai neo-eletti di moderare le dichiarazioni e le interviste. Venerdì pomeriggio ci sarà il primo incontro ufficiale e proprio quell’occasione sarà il momento per dare alcune indicazioni su come muoversi, imparando anche dalle ingenuità e dagli errori del passato. A loro hanno chiesto di condividere il più possibile la cartina dell’Italia con colorato di giallo le regioni che hanno il M5s come primo partito (praticamente quasi tutta la penisola): “Devono vedere che rappresentiamo tutti e che siamo la figura migliore per il governo”, dicono. “Dobbiamo fare in modo che aumenti la pressione sul Pd. Stiamo picconando Renzi da tutti i lati”. Il risultato, per il momento, sembra quello annunciato da Matteo Orfini. Adesso bisognerà capire come si muoveranno i dem in fase di consultazione. Insomma la strada per il governo è lunga, ma il tentativo di dialogo è già iniziato.