Rabbia, lacrime e tristezza. Per una tragediatanto immensa quanto difficile da accettare. E da capire. Fuori dal deposito costiero della ditta Neri, all’interno del quale intorno all’ora di pranzo hanno perso la vita per un’esplosione Lorenzo Mazzoni, 25 anni, e Nunzio Viola, 52 anni, in pochi istanti si sono radunate decine e decine di persone.

Gli occhi gonfi di lacrime, un dolore senza fine per amici, colleghi e conoscenti delle vittime. Scossi e quasi increduli, messi di fronte a una realtà devastante. All’ingresso del cancello ci sono tutti. Si conoscono, si vedono quasi ogni giorno. Si guardano e abbassano la testa. Il dolore è infinito. «Ho avuto paura che una dopo l’altra, quelle cisterne, esplodessero tutte – racconta Angelo Viano, autista che al momento dello scoppio stava caricando il proprio camion a pochi passi da dove è avvenuto il dramma –. Sono sotto choc, è successo tutto all’improvviso e ho visto la morte in faccia. C’è stato un boato enorme, la cisterna si è accartocciata su sé stessa e sembrava ci fossero fiamme altissime. Siamo fuggiti tutti in pochi istanti, temevamo un’esplosione a catena. Un fatto del genere, là dentro può avere conseguenze incalcolabili».

Anche Alessio Cerri era all’interno del deposito. Insieme ad un collega stava preparando un altro camion per una ditta che trasporta il materiale infiammabile contenuto nei serbatoi. «Quando è scattato l’allarme non abbiamo capito subito che cosa stesse accadendo – racconta –. Poi mi sono girato e ho visto il fumo, è diventato tutto più chiaro. Anche perché la forza d’urto dell’esplosione è stata davvero potente». Mentre amici e colleghi, in lacrime, cercano di rincuorarsi l’uno con l’altro abbracciandosi. Sul cancello a pochi metri dall’ingresso nel deposito scuote la testa Francesco Pernice, cognato di Viola. «Nunzio era molto bravo in questo lavoro – dice –, lo consideravano uno dei migliori. Non so spiegarmi che cosa possa essere successo. Ci sono procedure di sicurezza molto precise».

Sul posto è arrivato anche il sindaco Filippo Nogarin, che si è fermato quasi un’ora all’interno del deposito. «Siamo di fronte a una tragedia immane – ha detto –. Tocca contare l’ennesimo incidente sul lavoro che strappa due uomini innocenti alle loro famiglie. In questo momento drammatico per tutta la città il mio primo pensiero è per loro. Più forte del dolore, in questo momento, è soltanto la rabbia. Perchè tutto questo è inaccettabile. Quanto ancora, mi chiedo, deve allungarsi l’elenco delle vittime e delle tragedie consumate sui luoghi di lavoro prima che si riesca a fare qualcosa?».

Anche Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, arriva a portare il proprio cordoglio. «È un giorno tragico – ha detto il governatore –, orribile. Tutta la Toscana esprime vicinanza e solidarietà. In attesa delle indagini e degli approfondimenti circa la dinamica dell’incidente, mi preme comunicare un profondo sentimento di rabbia. Fatti come questi accadono non per fatalità ma per lassismo e noncuranza, di cui è responsabile anzitutto la classe dirigente. Siamo in presenza di una vera e propria mattanza di lavoratori». Intanto i sindacati per oggi hanno proclamato 8 ore di sciopero, stasera in centro a Livorno è stata organizzata una fiaccolata in memoria di Nunzio e Lorenzo. «Perché la sicurezza – spiegano – deve essere al centro di tutto».