Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Ecco cosa fa la fettina di carne “locale” alle foreste del Sud America | Euronews

Anche se l’etichetta della carne che avete acquistato al supermercato dice “produzione locale”, la fettina che mangerete questa sera potrebbe contribuire al processo di deforestazione di grandi aree del Sud America.L’ultimo studio della Ong Mighty Earth, intitolato “La crisi evitabile: catastrofe ambientale dell’industria europea della carne” denuncia il fatto che buona parte di queste foreste rase al suolo è presente nella catena alimentare dell’industria della carne che noi consumatori europei mangiamo.Le immagini satellitari prese da Google Earth Engine (guardate il video qui sopra, n.d.R.) mostrano il livello di distruzione del patrimonio forestale in America Latina negli ultimi 25 anni. Intere aree boschive nel Mato Grosso brasiliano o nel Gran Chaco boliviano, in Argentina e Paraguay, in pochi anni lasciano il passo ai campi di soia, convertendosi in una scacchiera di coltivazioni giallognole.Secondo Mighty Earth, nonostante il consumo “responsabile” che ci spinge ad acquistare carne allevata e “prodotta nella Unione Europea”, gli animali che mangiamo potrebbero essere stati alimentati, a loro volta, con la soia proveniente dai campi deforestati del Sud del mondo.È quasi impossibile rintracciarne la provenienza.I membri della Ong hanno visitato le piantagioni di soia in Argentina e Paraguay per farsi un’idea della gravità del problema e di quanto la monocultura sia dannosa per l’ecosistema.

ntervistando le comunità locali, hanno potuto constatare che gli erbicidi usati per irrigare le piantagioni di soia hanno avvelenato le fonti d’acqua e gli animali che vi si abbeverano.

“La morte dei capi di bestiame non è la cosa peggiore”, ha detto una residente locale a Mighty Earth. “Abbiamo sofferto ancor di più. La maggior parte dei bambini si è ammalata. Tutti. Il più giovane dei miei figli è quello che è stato più colpito”. Tra i sintomi: prurito alla pelle, problemi di stomaco, anemia. “Abbiamo dovuto ricoverarli”.

Anahita Yousefi, direttrice della campagna di Mighty Earth, ha detto ad euronews: “Dodici anni fa, Greenpeace ha fatto una campagna sull’uso della soia prodotta nella foresta amazzonica da parte di McDonald’s. Dopo il report, McDonald’s ha adottato una moratoria sulla soia dell’Amazzonia. È un buon esempio dell’impatto a cui miriamo”.

“L’Europa dovrebbe migliorare la tracciabilità dei mangimi per gli animali. C’è un buco nelle regole”.

Nel 2013, l’Europa ha importato circa 27 milioni di tonnellate di germogli di soia e prodotti collegati alla soia, usati per la produzione di olio e l’allevamento di animali, soprattutto dal Sud America – lo scrive un rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente.

Per un hamburger di 100g sono necessari 46g di soia; per 100g di ali di pollo servono 109g di soia; per un uovo, ne servono 35g (qui una utile tabella sulla soia che si cela nei nostri piatti).

 Importazioni di prodotti di soia per nutrire gli animali e per la produzione di olio nel 2013

Secondo il WWF, i consumatori europei mangiano in media 61kg di soia all’anno “nascosta” nei prodotti animali.

 Jim Wickens, Ecostorm/ Mighty Earth

Mighty Earth ha parlato anche con alcuni esperti secondo i quali la deforestazione mette a rischio la biodiversità nella regione, dove abitano numerose comunità indigene che hanno pochi contatti con il mondo esterno e dipendono dalle risorse della foresta per la caccia.

La catena Carrefour, menzionata nel rapporto assieme a Lidl, Tesco, Aldi, Marks and Spencer o Arnold Delhaize, ha detto ad euronews che sono già state prese misure per ridurre l’impatto della produzione di soia sulle foreste del Sud America. Tra esse: lo svilippo di modalità alternative per nutrire gli animali basati su proteine vegetali senza Ogm e iniziative per la produzione di soia proveniente da campi che non sono stati creati in seguito a deforestazione. Più di 350 prodotti del marchio Carrefour, scrive l’impresa, sono stati verificati alla fonte e non hanno tracce di soia transgenica.

La European Feed Manufacturers’ Federation ha fatto sapere ad euronews che sta lavorando ad una proposta per rispondere al problema della deforestazione.

Le immagini satellitari mostrano la devastazione causata dalla “febbre della soia” nella foresta del Chaco, un tempo “impenetrabile”.

 Coltivazioni di soia a Santa Cruz (Bolivia), fonte Copernicus/Sentinel

La soia come arma diplomatica

L’importazione e l’esportazione sono diventate così importanti da diventare un’arma diplomatica globale. La Cina minaccia di usarla per rispondere alla commerciale con gli Stati Uniti. Si tratta del maggiore importatore mondiale (61% della produzione) mentre gli States sono il maggior produttore ed esportatore.

Si ipotizza che la Cina risponderà agli annunci di Trump acquistando più soia dal Brasile e riducendo le importazioni dagli Stati Uniti, il che potrebbe aumentare la pressione a produrre più soia in America Latina.

 Jim Wickens, Ecostorm/ Mighty Earth

Sorgente: Ecco cosa fa la fettina di carne “locale” alle foreste del Sud America | Euronews

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Adsense