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É la Pasqua di sangue degli operai – Giorgio Cremaschi

NON SI FA A TEMPO A PIANGERE DEI MORTI CHE NE ARRIVANO ALTRI. È LA PASQUA DI SANGUE DEGLI OPERAI

Carlo Soricelli , che da dieci anni ci informa con l’Osservatorio Indipendente sui morti sul lavoro, trovatelo in rete e via FB, in questi giorni deve aggiornare febbrilmente i numeri della strage operaia. Erano 120 il 20 marzo, sono 146 il 29. Mentre piangevamo i morti di Livorno un operaio è morto folgorato mentre faceva manutenzione alla linea ferroviaria a Bologna ed altri venivano gravemente feriti da un’altra esplosione in una fabbrica di Massa. La contabilità degli uccisi non conosce sosta e non dimentichiamo i due vigili del fuoco morti in Sicilia, di cui si sono celebrati i funerali nel dolore dei compagni e nell’indifferenza dei mass media.
Livorno ha scioperato dopo la strage, giusto , ma non basta, bisogna fermare tutto il lavoro per fermare la strage. Bisogna che passi il principio che non si lavora se non si è sicuri al 110%. E all’ inferno profitti e produttività. E all’inferno tutte le leggi assassine a partire dal Jobsact. E all’inferno le istituzioni negligenti o complici. Istituzioni che fanno leggi speciali contro i poveri perché indecorosi, ma non applicano neanche le leggi normali per fermare la strage di lavoratori. Basta. Dobbiamo organizzare, ognuno come può, la rivolta contro le condizioni di lavoro che uccidono.
Carlo Soricelli è anche un artista e trent’anni fa aveva realizzato un crocifisso con le sembianze di un operaio ucciso. È un’opera attuale più che mai oggi, in questa Pasqua di sangue per il lavoro.

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