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Dopo il 4 marzo si può ancora parlare di sinistra? – nuovAtlantide.org

di Domenico Pelliccia, 15 marzo 2018

C’è in atto una dinamica mondiale, figlia di una crisi economica oramai decennale che nel mondo  ha accresciuto le diseguaglianze tra i pochissimi che detengono la maggior parte delle risorse, i molti che si sono impoveriti e i tantissimi esclusi da ogni  dinamica  economica.

In questo contesto la sinistra si è seduta sul lato sbagliato del tavolo sociale, ha rafforzato il dialogato con le elite e con  i poteri finanziari ed al contempo, ha smesso di dialogare con i suoi interlocutori naturali, gli operai,  gli impiegati, gli artigiani, i giovani professionisti, i piccoli commercianti.

Non è un caso infatti che nelle grandi città, la sinistra va bene nei quartieri più benestanti ed è quasi scomparsa nelle periferie e nei luoghi dove il  disagio sociale è più forte.

E’ vero, la sinistra sta arretrando in tutto il mondo, l’Spd è stato sconfitto in Germania,  i Socialisti francesi sono stati esclusi dal ballottaggio delle Presidenziali, in Austria, Grecia e Spagna sono avvenuti verificati crolli dei socialisti analoghi a quelli del Pd italiano; per non parlare del fenomeno Trump negli Stati Uniti.

Nonostante tutto quindi possiamo dire che non è solo colpa di Renzi ?

Un ottimo contributo, senza ombra di dubbio, gli può essere tranquillamente riconosciuto, caduto negli stessi errori che aveva dichiarato di voler eliminare, da Banca Etruria, all’alleanza con i lestofanti del Meridione alla Vincenzo De Luca.

Una volta perso il consenso, Renzi e i suoi,  hanno perso anche la testa, promuovendo politiche di  rancore nei confronti degli avversari interni e di chi aveva bocciato il referendum costituzionale, invece di tornare al dialogo con la sinistra e con il paese hanno preferito compiere uno strappo definitivo, imponendo una legge elettorale, rivelatasi poi fatale per lo stesso PD, inseguendo le sirene di quello scellerato patto del Nazareno.

Purtroppo, insieme a Renzi, ha perso tutta la sinistra che, come in un effetto domino, è stata travolta dall’ondata dei “nuovi rivoluzionari” pentastellati,  costituiti dall’esercito più eterogeneo che si possa immaginare, spesso inconsapevolmente eterodiretti.

Da questa esperienza elettorale i partiti della sinistra dovranno affrontare una profonda riflessione, proponendo e rilanciando una idea di società corrispondente ai reali bisogni dei cittadini, per ricostruire un patto con gli elettori, con la società e con le proprie organizzazioni.

E’ necessaria una nuova proposta politica ed un paziente progetto di lungo respiro che affronti efficacemente e con coraggio le sfide dei prossimi decenni, con un nuovo patto generazionale che ridia fiducia ai giovani e dignità agli anziani, a partire dalle politiche occupazionali.

Non è restando alla finestra, in attesa degli altrui errori, che si riconquista la credibilità politica perduta.

Sorgente: Dopo il 4 marzo si può ancora parlare di sinistra? – nuovAtlantide.org

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